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Anche il cloud nel futuro del mainframe?

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Anche il cloud nel futuro del mainframe?

24 Nov 2010

di Stefano Uberti Foppa

Ca Technologies analizza la prospettive funzionali di una piattaforma ancora centrale a molti ambienti informativi aziendali. Guardando ai nuovi modelli di fruibilità cloud oriented e diffondendo nel mercato  una cultura sistemistica specifica per questa piattaforma. Che soffre oggi proprio della mancanza di skill (nella foto Dayton Semerjian, general manager mainframe di Ca Technologies)

“Ci sono oggi due grandi ritorni nell’IT industry: Apple e il mainframe”. Così Dayton Semerjian, general manager mainframe Ca Technologies cerca di sintetizzare il “nuovo rinascimento” di due soggetti storici della nostra industria: il primo, Apple, risorto ormai da alcuni anni a nuova vita e sviluppo grazie alle capacità intuitive e marketing di quel genio di Steve Jobs; il secondo, il mainframe, di scarsissimo appealing, più volte dato per spacciato a fronte della decentralizzazione elaborativa tipica degli anni passati (si chiamava “downsizing”, ricordate?) e oggi alle prese con un nuovo modello architetturale, il cloud, che potrebbe vederlo nuovo protagonista.
Va detto che il protagonismo del mainframe, sottotraccia fin che si vuole, non è mai venuto meno, diffuso e radicato com’è nelle aziende di una certa dimensione e con esigenze elaborative importanti, con applicazioni Cobol mission critical sulle quali spesso si basa il core business dell’azienda. La sfida, tuttavia, oggi è ardua: le competenze su questa piattaforma vanno calando; gli staff It dedicati ai sistemi centrali sono ormai vicini alla soglia della pensione ed è estremamente difficile trovare nelle nuove leve un interesse per costruire su questa piattaforma un percorso professionale.
Il colmo del paradosso è che esiste oggi una rinnovata voglia di centralizzazione elaborativa. Per questioni legate a maggiore sicurezza, migliore governance, contenimento di costo, ottimizzazione di utilizzo, controllo finanziario, tutto questo trova nella piattaforma mainframe una risposta architetturale adeguata. Progetti di consolidamento, paralleli a progetti di virtualizzazione, trovano riscontro in sistemi sempre più performanti e con architetture evolute delle quali il mainframe non potrà non farne parte. Lo stesso cloud, quando è soprattutto declinato nella modalità “private”, vede nel mainframe un sistema adatto al consolidamento applicativo e alla robustezza e affidabilità elaborativa.
Per approfondire questi aspetti, Ca Technologies ha riunito lo scorso ottobre alcuni rappresentanti della stampa a Praga, suffragando le proprie analisi con una ricerca sulle prospettive del mainframe rispetto al modello cloud, studio condotto da Vanson Bourne lo scorso agosto in Europa su un campione di 300 It decision makers. Lo scopo dell’incontro? Affermare, attraverso la propria strategia “Mainframe 2.0, mainframe management strategy” che Ca Technologies è pronta con i propri strumenti di governance a sostenere le eventuali riproposte funzionali del mainframe come piattaforma di riferimento nel modello cloud. E lo ha fatto, per rafforzare il concetto, nel proprio Technology Center di Praga, aperto nell’agosto del 2005 proprio come centro di eccellenza mainframe con la mission di formare giovani ingegneri e laureati allo sviluppo di software per questa piattaforma.
Di fatto, annunci non ce ne sono stati, se non un veloce accenno ad alcuni prodotti chiave sui quali si basa la strategia di mainframe management di Ca Technologies: Chorus e Mainframe Software Manager (Msm) soprattutto (vedi più avanti). Ma era importante cercare di diffondere l’assioma mainframe-cloud-Ca Technologies per quanto riguarda i prodotti di governance e semplificazione di utilizzo.

Mancano gli skill
Riportiamo soltanto pochi dati della ricerca, focalizzando però due aspetti primari: la propensione a utilizzare il mainframe come sistema di riferimento anche nel modello cloud e la difficoltà di reperimento di skill per garantire un futuro a questa piattaforma.
Nel primo caso, considerando che i 300 rispondenti alla ricerca lavorano in organizzazioni e imprese con al proprio interno certamente mainframe sui quali sono stati compiuti pesanti investimenti, va da sé che il futuro elaborativo non possa prescindere dalla continuità su questo sistema. E quindi se i risultati sono da un lato rassicuranti circa il futuro di questa piattaforma, dall’altro sono abbastanza scontati: il 79% afferma infatti che il mainframe sarà comunque parte integrante delle proprie strategie cloud; che il cloud rafforzerà/estenderà il ruolo funzionale del mainframe (70%) e che per le ragioni che prima accennavamo (costo, robustezza, ecc.) per ben l’82% dei rispondenti verrà in futuro mantenuto o addirittura incrementato l’uso del mainframe come piattaforma di riferimento.
Peccato che, passando al secondo punto, l’insieme degli skill disponibili per la piattaforma mainframe sia in forte contrazione e che il problema del trasferimento di competenze mainframe presenti in staff vicini alla pensione da un lato e di difficoltà nell’acquisire nuove leve dall’altro, rappresentino due dei punti di maggiore criticità per il futuro (secondo il 44% del campione). Serve maggiore formazione (54%) e, per la gioia (e le aspettative) di Ca Technologies, software di management nuovo e semplificato (43%).

Facilitare la mainframe governance
Sulla base di queste dinamiche, Ca Technologies ha dato le proprie risposte. “Semplificare la gestione dei sistemi centrali con nuovo software più facile da usare è alla base della nostra offerta – ha detto Semerjian – e rappresenta anche la risposta concreta sulla quale costruire la formazione di nuovi skill per la piattaforma mainframe”. Il riferimento è soprattutto a Ca Mainframe Software Manager e a Chorus. Ca Msm ha ottenuto ottime valutazioni da Gartner come strumento che facilita l’installazione e la gestione delle numerose linee di prodotti software Ca Technologies dedicati alla piattaforma z/OS di Ibm. Migliora tempi di installazione e update rispetto ai software Ibm, riduce gli errori grazie a un elevato livello di automazione, consente una notevole semplificazione nella fase di formazione all’utilizzo da parte dello staff It, grazie alla suo front end “windows like” intuitivo. Rappresenta, sempre a detta di Gartner, “un ottimo strumento per acquisire quote di mercato nel segmento dei software di management in area z/OS”. Se Ca Msm ha ottenuto la general availability circa un anno fa, Chorus, è invece stato presentato questa estate, al Ca World di maggio. Si tratta di un workspace che ridefinisce la tradizionale interazione nella gestione del mainframe. Browser based e role based, gli utenti possono infatti interagire con il mainframe sulla base dei diversi e specifici ruoli funzionali, navigare attraverso finestre tra oggetti e con azioni triggered. E’ il tipico prodotto che risponde oggi alle esigenze di automazione, migliore governance, facilità di utilizzo e ottimizzazione delle risorse, consentendo infatti una più rapida e intuitiva gestione dei differenti task legati alle attività del mainframe abbassando al contempo, grazie alla diffusa rappresentazione grafica visuale che consente spesso azioni guidate e intuitive, la soglia di skill specifici, necessari invece con le vecchie e complesse interfacce a caratteri. Completa il prodotto una serie di funzioni di collaboration e sharing che vanno anch’esse nella direzione di facilitare l’avvicinamento di nuovi skill ai mainframe attraverso processi di condivisione.

Un mainframe Center of Excellence
Il luogo della conferenza, il Technology Center di Praga, rappresenta infine la concretizzazione dello sforzo di Ca Technologies per la diffusione della cultura sistemistica mainframe, sforzo che vede peraltro da tempo l’azienda americana al centro della diffusione di “practice” formative su questa piattaforma a livello worldwide. Il centro si compone di circa 250 ingegneri e ha visto un investimento di oltre 32 milioni di euro in un contesto territoriale, quello della Repubblica Ceca e dell’est europeo in genere, con una lunga storia di skill sulla piattaforma mainframe e ampia disponibilità di ingegneri software ansiosi di lavorare per le principali multinazionali. Non a caso il centro si pone oggi come un modello per un “repeatable package” formativo da diffondere anche attraverso collegamenti con le principali università europee e internazionali. Le azioni? Catturare le eccellenze di mercato, anche non specificatamente mainframe, per orientarle verso una gestione più moderna di questa piattaforma; collaborare con le principali università; indirizzare la Ricerca e Sviluppo su mainframe, ma non solo, in ambiti quali data base, service management, application modernization, sviluppo, automazione del data center, configuration management, network monitoring su tecnologie mainframe, Java, Ajax, Rest, Assembler, Linux, mobile, virtualization, Cloud, J2EE, web, SOA, C++ in ambiti quali la quality assurance, customer support, sviluppo e documentazione.

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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