Ambienti multimediali e smart: quando l’innovazione va oltre la tecnologia

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Ambienti multimediali e smart: quando l’innovazione va oltre la tecnologia

Costruire ambienti multimediali e smart è un requisito chiave per mettere i lavoratori nelle condizioni di co-creare valore e scambiare facilmente informazioni nell’era del lavoro ibrido. Paolo Bonetti, Chief Marketing Officer di Durante, ha condiviso con noi la sua visione per un’azienda davvero al passo con i tempi, oltre la tecnologia

Pubblicato il 13 Dic 2022

di Redazione

Lo scambio di informazioni, che nella storia ha viaggiato – è il caso di dirlo – di pari passo con quello di merci e persone, è uno degli elementi che ha impattato maggiormente sul progresso delle società. E gli ambienti multimediali di oggi rappresentano l’espressione più avanzata di questo concetto, luogo deputato alla condivisione di conoscenze in tempo reale, senza confini di spazio e senza soluzione di continuità. Ne abbiamo parlato insieme a Paolo Bonetti, Chief Marketing Officer di Durante, storico system integrator e digital factory con pluriennale esperienza nel mondo delle smart workplace solution.

Dalla ruota all’UC&C: trasportare informazioni come leva per il progresso della società

Spostare meglio e più velocemente merci e persone ha da sempre facilitato lo scambio di conoscenze e informazioni tra popoli e società, velocizzando il processo di apprendimento reciproco e quindi di evoluzione: “Si tratta di un principio valido dalla notte dei tempi – esordisce Bonetti -, a partire dall’invenzione della ruota, passando al momento dell’industrializzazione con treni e navi merci fino agli aerei. Pensiamo al ruolo di radio, telegrafo, telefono, fax, internet, telefoni GSM, computer, smartphone e via discorrendo… Il comune denominatore di tutte queste invenzioni è stata la capacità di abilitare un’interconnessione tra le persone sempre più veloce e più efficace. Il business, come ambito di applicazione, arriva subito dopo: ed ecco che, prima con le e-mail e poi con le piattaforme di comunicazione unificata, viene resa possibile la condivisione dei dati. E, infine, anche la co-creazione di questi dati”.

Co-creare valore grazie agli ambienti multimediali e alle piattaforme cloud

Dalla comunicazione “analogica” di tradizione millenaria, nel corso del Novecento, la civiltà ha effettivamente sperimentato un’accelerazione senza precedenti. Oggi, grazie alle piattaforme di comunicazione unificata sul cloud e ai vari tipi di ambienti multimediali che possono essere allestiti in azienda, è possibile collaborare in tempo reale anche con fornitori, clienti e partner all’interno dell’ambiente digitale per creare valore in maniera fluida e istantanea. “In questo senso – commenta Bonetti -, la visione di Durante è olistica e mira a disegnare la una user experience in un flusso il più naturale possibile, all’interno del quale occorrono delle tecnologie e dei processi”.

E non è tutto: tra gli aspetti che hanno beneficiato di questo nuovo paradigma operativo non è da sottovalutare anche quello della sostenibilità ambientale: la portata di questa rivoluzione è subito evidente se pensiamo al numero di appuntamenti che prima si dovevano per forza tenere in presenza e che, invece, oggi vengono organizzati online senza impattare sui trasporti, con tutte le conseguenze del caso. Da questa analisi, si possono dedurre le dinamiche che oggi differenziano un’azienda che procede a un ritmo standard da una che invece avanza in maniera ben più rapida, efficace ed efficiente.

Le aziende più all’avanguardia si riconoscono dai diversi ambienti smart

Il primo ambiente che si incontra entrando in azienda è l’area adibita all’accoglienza e accreditamento degli ospiti e anche questa oggi può essere potenziata in ottica intelligente: “Durante – racconta Bonetti – ha sviluppato il sistema di visitor management Agrìd Welcome, una reception digitale composta da un modulo di digital management e uno di accoglienza, che può essere gestita da un receptionist in loco oppure, soprattutto nel caso in cui ci siano più varchi da presidiare, da remoto”. Superato l’ingresso, troviamo altre aree che si sono ulteriormente evolute in chiave smart: “Molte imprese hanno dovuto organizzarsi per ospitare un numero crescente di riunioni online realizzando ambienti isolati acusticamente, adeguatamente areati, ben illuminati ed equipaggiati con wi-fi e strumenti di lavoro. Le lavagne interattive, per esempio, sono diventate dei veri e propri strumenti di produttività: l’utente accede con l’account personale e trova il proprio materiale esattamente come se fosse sul proprio smartphone o laptop. E lo può condividere in videoconferenza con il team di lavoro sfruttando microfoni di altissima qualità e strumenti video ad alta risoluzione”.

La modularità come soluzione strategica per spazi più efficienti e sostenibili

Un altro elemento di innovazione per sfruttare in maniera intelligente ogni singolo centimetro dell’edificio è la modularità, che concorre a migliorare sia l’efficienza generale che lo sfruttamento energetico degli spazi: “Pensiamo a un auditorium modulare – sottolinea Bonetti – che consenta di organizzare keynote per cinquecento persone e assemblee plenarie ma, al contempo, possa anche essere diviso in microambienti da, per esempio, venti posti.

Quando dalla sala plenaria si passa alle stanze più piccole, i monitor prima nascosti spuntano lateralmente dai muri, si ruotano le sedie e si dividono gli ambienti che possono così trasformarsi in sale training, sale riunioni o piccoli showroom. Questo concetto di modularità può essere espresso all’ennesima potenza: Durante lo ha fatto presso il meet center di Fondazione Cariplo a Milano, creando il primo museo interamente digitale d’Italia.

I visitatori entrano in un ambiente costituito da una sala molto grande e scura, definita ‘immersive room’, le cui pareti sono formate da un’unica proiezione composta da diverse decine di proiettori, configurati per creare un’immagine a trecentosessanta gradi, con la tecnologia edge blending. Gli artisti che espongono all’interno di quell’ambiente possono creare delle esperienze completamente immersive.

In questo senso, la tecnologia non è un semplice strumento freddo e fine a sé stesso, bensì una risorsa duttile in grado di sbloccare contemporaneamente efficacia, efficienza, creatività e nuove modalità di espressione”. Tutti elementi che concorrono a far evolvere e progredire (anche) un’organizzazione.

La vera innovazione? Non è solo tecnologica

Abbiamo parlato di tecnologia e delle varie tipologie di ambienti che possono essere create. È giunto il momento di riflettere su un altro elemento chiave dell’ambiente di lavoro moderno: le persone. Grazie agli scenari appena descritti, infatti, ogni collaboratore dell’azienda ha a propria disposizione un potere del tutto nuovo: “A fronte di una intrinseca eterogeneità – fa notare Bonetti – questo potere deve però essere assolutamente ben progettato per non risultare caotico, complesso e irraggiungibile. Fino a qualche anno fa, l’innovazione tecnologica procedeva per addizione: si aggiungevano funzionalità una sull’altra, mentre adesso occorre approcciarsi secondo un modello olistico che parta proprio dalla user experience”.

“Ecco che l’utente è quindi rimesso al centro – prosegue- in particolare con i nostri sistemi di prenotazione e gestione delle sale riunioni, con la reception virtuale e, non ultimo, con la gestione da remoto delle nostre Digiroom, primo esempio sul mercato di Room as a Service, che grazie al cloud offre il massimo della flessibilità sia operativa che economica, scongiurando praticamente del tutto la possibilità di incorrere in intoppi o rallentamenti tecnici. Eventualità che, invece, nelle sale tradizionali sono all’ordine del giorno”. Ed è questa, in definitiva, la sfida più avvincente: aumentare il tasso di innovazione tecnologica, cucendola addosso alle esigenze delle persone.

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