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Lenovo e Inter, una collaborazione che va oltre la sponsorship

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Lenovo e Inter, una collaborazione che va oltre la sponsorship

Sul retro delle maglie del club nerazzurro oggi campeggia il marchio del noto colosso tecnologico, ma il legame tra le due aziende risale al 2019, anno in cui Lenovo è diventato Global Technology Partner del Football Club Internazionale Milano, rispondendo a un fabbisogno che va dai server al data management, dalle soluzioni di storage ai dispositivi di collaboration, fino a PC portatili, monitor e accessori. Lorenzo Antognoli, Head of Technology della società calcistica, spiega i due use case principali attorno a cui ruota il rapporto con la multinazionale cinese

20 Dic 2021

di Carmelo Greco

Per i tanti tifosi che seguono il calcio in Italia e nel mondo, la partnership tra Football Club Internazionale Milano, alias Inter, e Lenovo è stata resa ancora più esplicita nel luglio scorso, quando sono state presentate le nuove maglie della stagione 2021/2022 sul cui retro adesso campeggia il nome del noto colosso tecnologico. In realtà, la collaborazione risale al 2019, anno in cui Lenovo è diventato Global Technology Partner del club nerazzurro, coprendo un fabbisogno che va dai server al data management, dalle soluzioni di storage ai dispositivi di collaboration, fino a PC portatili, monitor e accessori. “Dal pocket al cloud – sintetizza Alessandro de Bartolo, Amministratore Delegato & Country Manager Infrastructure Solutions Group di Lenovo Italia -, mettiamo a disposizione tutto il nostro offering e la nostra tecnologia, mentre FC Inter per parte sua non ha limiti di creatività nel chiederci come poterli utilizzare al meglio”.

La nuova frontiera tecnologica della football analysis

Lorenzo Antognoli, Head of Technology di FC Inter, si concentra soprattutto sui due use case principali attorno a cui è ruotato e sta ruotando il rapporto con Lenovo, uno legato all’attività di Inter come club sportivo, l’altro a quella della società in veste di piattaforma di distribuzione di contenuti a favore della sua tifoseria.

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Il primo use case è la football analysis, vale a dire “quell’insieme di processi – spiega Antognoli -finalizzati ad analizzare sotto il profilo tecnico, tattico e atletico la performance individuale dei nostri giocatori e collettiva delle nostre squadre, ma anche dei nostri avversari. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione degli staff tecnici insight azionabili che li possano coadiuvare nel processo decisionale per ciò che riguarda la preparazione delle partite, quindi le attività di allenamento e la gestione stessa delle partite. In quest’area abbiamo una raccolta di dati strutturati e non strutturati che si appoggia su diverse soluzioni tecnologiche che comprendono una serie di dispositivi wearables, come tracker GPS e cardiofrequenzimetri, pedane di potenza, ma anche video recording e video tracking. Tutti questi dati – prosegue Antognoli – confluiscono all’interno di uno storage Lenovo e vengono trattati come si fa su uno stack classico di gestione di un’architettura di tipo Hadoop”.

Successivamente, sulla base di una metodologia specifica di Inter, “i dati vengono composti per poi poterli distribuire dinamicamente attraverso dei report che finiscono sui notebook dei nostri staff tecnici a tutti i livelli, dalla prima squadra maschile e femminile fino alle giovanili”. Dal punto di vista tecnologico, perciò, questo use case si fonda su uno storage, più un application server ThinkAgile in iperconvergenza per supportare le esigenze di potenza di calcolo necessarie a queste elaborazioni.

Dare ai tifosi quello che vogliono, dove lo vogliono

Il secondo use case si riferisce all’offerta del club nerazzurro in qualità di media house. “Inter – ricorda Lorenzo Antognoli – ha una factory di produzione di contenuti destinati a una distribuzione multicanale, a cominciare dalla televisione con Inter Tv, ma che prosegue attraverso i nostri touchpoint digitali: sito, app e ovviamente i canali social. Lo scopo è quello di offrire alla nostra fanbase contenuti di qualità, il più possibile su misura, in funzione delle informazioni di cui disponiamo rispetto ai vari cluster che compongono la fanbase. Dalle informazioni di carattere anagrafico, laddove abbiamo l’opportunità di raccogliere questi dati nel rispetto della regolamentazione e dei criteri di privacy, a quelli di carattere behavioral ottenuti dall’interazione con i nostri touchpoint digitali. L’idea è quella di dare a ciascun tifoso tutto e solo il contenuto che meglio corrisponde a ciò che desidera. Questo significa che abbiamo bisogno di una tecnologia per una finalità essenziale, cioè la gestione efficiente di problemi di capacity”.

Infatti, lo storage di Lenovo deve far fronte a un archivio media che si compone di oltre 50 mila ore di contenuti video e di più di un milione di immagini digitali. Senza dimenticate che ogni settimana si arricchisce di circa 2 terabyte di nuovi contenuti. “Abbiamo una divisione che si occupa di media production – dice ancora Antognoli – che con questi asset interagisce quotidianamente svolgendo spesso un lavoro di post produzione. Grazie ad algoritmi di machine learning possiamo caratterizzare ogni singolo asset attraverso una serie piuttosto corposa di attributi che li rendono facilmente indexabili da un lato e, quindi, facilmente ricercabili dall’altro”.

L’importanza dei tempi di elaborazione su grandi volumi di dati

Alessandro de Bartolo considera il modo in cui si è sviluppata la partnership con Inter per certi versi “pioneristica in termini di prestazioni, la punta di diamante per quanto riguarda l’offering Lenovo di data management”. La ragione è chiara se si considerano quali sono i volumi di dati che FC Inter deve gestire oggi con la sua infrastruttura tecnologica. Solo nell’ultima stagione calcistica, sono stati raccolti 100 milioni di datapoint GPS relativi alle performance dei giocatori.

Uno dei KPI utilizzati per misurare in che modo le soluzioni Lenovo abbiano soddisfatto i desiderata del club nerazzurro è rappresentato dai tempi di elaborazione, che si sono abbassati del 20%. La tempistica è essenziale, sottolinea Lorenzo Antognoli: “È evidente che queste informazioni devono essere pronte in tempo utile per preparare la partita e il più rapidamente possibile dopo la partita. Anche se ancora la capacità di analytics non è in tempo reale, nell’immediata successione di un allenamento o di una partita già abbiamo una reportistica per i nostri staff tecnici, che restano però l’elemento finale di qualsiasi processo decisionale. I dati servono ad aiutarli e supportarli, ma spetta a loro la decisione finale”. I dati, poi, assolvono anche a un ulteriore compito, quello dello scouting. “In particolare, quando si tratta di dati che raccogliamo internamente, lo scouting è legato all’identificazione precoce di talenti interni della nostra filiera. Ma poiché provengono anche da date source esterne su dati che riguardano la performance dei nostri avversari, questo ci permette di allargare il bacino delle analytics a supporto dello scouting riferito al mondo del mercato calcistico”.

AI, server edge e IoT nel futuro di Lenovo e Inter

Nel futuro di Inter e Lenovo ci sono diversi progetti da sviluppare ancora insieme. “Progetti che vedranno l’utilizzo di artificial intelligence, di server edge e Internet of Things – dice in conclusione Alessandro de Bartolo -, solo per citare alcuni item della nostra agenda comune”. E Lorenzo Antognoli aggiunge: “Ad esempio, sulla tecnologia di server edge stiamo ragionando sulle real time analytics, in particolare durante le sessioni di training, ma non solo. Poter avvicinare una potenza di calcolo alta ed estremamente specifica ai luoghi dove il dato viene raccolto e deve essere restituito apre un potenziale di analytics in tempo reale che risponderebbe alle esigenze di immediatezza nel supporto al processo decisionale delle varie figure che compongono lo staff tecnico”.

Oltre all’allenatore, ci sono preparatori, medici, match analyst e così via. Invece, sul versante dell’artificial intelligence, l’AI potrebbe essere sfruttata per un duplice scopo. Il primo modo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe trovare una collocazione feconda è connesso all’incremento dell’engagement dei tifosi nerazzurri. “Grazie all’AI potremo proporre immediatamente ai nostri tifosi delle experience uniche finalizzate a una maggiore interattività o alla monetizzazione di prodotti e servizi”. Il secondo fornirebbe al coach uno strumento in più per la football analysis, al momento fondata su un approccio descrittivo. “Come già detto, la risposta ultima in ambito sportivo resta completamente nelle mani dell’allenatore – afferma in chiusura l’Head of Technology di FC Inter -. Ciò non di meno la possibilità di muoverci verso una dimensione predittiva o prescrittiva serve se non altro a ipotizzare opzioni e scenari multipli sulla base di una valutazione assistita dalla macchina e guidata da volumi di dati importanti”. Il che significa che la panchina di Simone Inzaghi e dei suoi successori non sarà minacciata da un algoritmo.

Carmelo Greco

Giornalista

Giornalista professionista, si occupa come freelance e formatore di temi connessi all’innovazione digitale, all’economia civile e alle trasformazioni del mercato del lavoro. È anche autore di opere teatrali e di narrativa. Ultimo romanzo pubblicato, Focara di sangue, Edizioni Fogliodivia, 2020.

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