Automatizzazione dei processi, ecco come funziona la piattaforma NPO Sistemi

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Automatizzazione dei processi, ecco come funziona la piattaforma NPO Sistemi

Velocità di implementazione, flessibilità e replicabilità, costi contenuti e componibilità sono alcune delle principali caratteristiche che contraddistinguono The Automation Platform

18 Ago 2022

di Redazione

L’obiettivo del progetto The Automation Platform: come semplificare, uniformare e automatizzare attività di data entry grazie all’Intelligenza Artificiale (risultato finalista ai Digital Awards 2022 per la categoria Big Data Analytics) realizzato da NPO Sistemi per un’azienda attiva nel settore servizi era quello di supportare gli operatori nella compilazione delle pratiche, alleggerendoli da un’attività manuale (quali il data entry) così da dedicarli ad attività a valore, migliorando così anche la qualità dei servizi offerti.

Cosa fa The Automation Platform

NPO Sistemi ha realizzato The Automation Platform, la piattaforma di orchestrazione di servizi di automazione e business science che utilizza algoritmi a basso costo off the shelf, un motore di verifica semantica (ML) e l’integrazione via API con l’applicazione del cliente finale.

La piattaforma, inoltre, può essere utilizzata per soluzioni diverse, come per esempio integrare i sistemi ITSM con una gestione multicanale di Conversational AI (chatbot e voicebot) che affianca ai canali classici quali email e interfacce web, implementare sistemi di classificazione continua (continuous intelligence) che permettono l’instradamento e la risoluzione automatica delle richieste, migliorando l’esperienza utente e diminuendo l’impatto sulle risorse; raccogliere informazioni da sensori esterni e analizzarne il comportamento per attivare allarmi o procedure atte a supportare l’intervento degli operatori e risolvere in modo autonomo i problemi; estendere i sistemi di logistica, includendo canali come Whatsapp.

The Automation Platform si basa su 5 elementi base:

-ALI – Automation Layer & Integration che integra dati, applicazioni, stream di informazioni, servizi già disponibili.

-BraiNPO ovvero il repository dei modelli di business science specifici per il cliente (motore sematico), le cui performance possono essere migliorate attraverso cicli di continuous intelligence.

-BSL – Business Science Laboratory, cioè l’insieme delle tecnologie di storage e di analisi necessarie ai data scientists.

-SPIN Event bus, lo strumento di comunicazione tra i vari componenti

-Control room, l’interfaccia per configurare e monitorare la piattaforma.

Digital360 Awards & CIOsummIT 2022 - The Automation Platform: attività di data entry grazie all'AI

L’implementazione del progetto e i vantaggi ottenuti

L’implementazione prevede 3 fasi: Enablement (1 settimana) in cui si avvia un tavolo di lavoro per definire l’applicabilità dei processi di automazione e il piano di applicazione sull’esigenza specifica, realizzabile nel proof of delivery; Proof of delivery (4 settimane), in cui viene configurata la soluzione per realizzare l’automazione identificata durante la fase di enablement. La fase di proof of delivery prevede la realizzazione della soluzione nello stesso ambiente/infrastruttura prevista per la fase @Scale, ossia la terza e ultima, in cui si verificano i risultati ottenuti e si procede con l’applicazione su larga scala.

Tra i benefici della soluzione c’è la semplificazione di tutti i processi di data entry realizzati dai dipendenti; Jump Start con un time to market di 4 settimane, grazie alla rapida disponibilità di tutte le funzionalità di integrazione necessarie al team applicativo del cliente, così da concentrarsi sull’aumento delle performance del motore semantico (circa 98%). Il sistema, inoltre, consente un migliore controllo dei costi grazie a un modello di pricing “pay per use” (nel caso specifico si tratta di un impatto 0,12 euro per ogni pratica finalizzata) legato all’utilizzo effettivo della soluzione.

Sempre sotto il profilo economico, si caratterizza per costi di attivazione molto bassi (minori di 10.000 euro) e la valorizzazione delle applicazioni già integrate in azienda, oltre a un “no lock-in” tecnologico garantito dal framework di implementazione (FDI) che prevede che ogni elemento possa essere incluso in un container e che le funzionalità siano esposte con interfaccia API standard. La distribuzione, inoltre, può coinvolgere ambienti eterogenei (on premise, cloud o ibridi) ed è caratterizzata da una notevole scalabilità che permette alla piattaforma di crescere in modo lineare con il crescere delle necessità della azienda.

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Redazione

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