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Business Intelligence: la linea di evoluzione della specie

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Business Intelligence: la linea di evoluzione della specie

19 Apr 2010

di Giampiero Carli Ballola

L’evoluzione della business intelligence è continua, con una crescita che è insieme qualitativa, con soluzioni sempre più avanzate e mirate sui nuovi bisogni dell’impresa, e quantitativa. Di questi sviluppi diamo, con l’aiuto di uno studio di Forrester Research, una visione che ci aiuti a comprendere le tendenze attuali e come queste potranno svilupparsi nei prossimi anni in un processo evolutivo costituito da cinque livelli, nei quali si collocano, in crescendo: soluzioni di reporting, applicazioni ananlitiche, integrazione del reporting su dati storici con analisi predittive, integrazione della BI con i processi operativi, smart BI ossia proattività delle soluzioni.

Gli analisti individuano diverse fasi di sviluppo qualitativo della Business Intelligence, che portano, come vedremo, a crescite corrispondenti del mercato. Secondo il modello elaborato dalla società internazionale di analisi di mercato Forrester e al quale facciamo riferimento, il percorso evolutivo delle soluzioni di intelligence è costituito da cinque livelli. Il primo livello è quello del reporting, che di regola si applica ai dati provenienti dall’Erp (e talvolta da altre applicazioni) allo scopo di dare una visione generale e unificata delle operazioni aziendali e dei loro risultati. Oggi gran parte delle applicazioni business incorpora funzioni di reporting, che si possono considerare alla stregua di ‘commodity’ software. Al secondo livello appartengono invece le applicazioni analitiche, o business analytics (BA), che raccolgono e consolidano dati provenienti da più fonti e li analizzano in modo approfondito e diversificato fornendo una comprensione più analitica, appunto, delle attività dell’impresa. È da questo livello in su che si può parlare di vera ‘business intelligence’.
Il terzo livello evolutivo è quello che combina funzioni e componenti separate di BI in un ambiente unico. Ad esempio, integrando il reporting su dati storici con analisi predittive, o analisi periodiche svolte in batch con analisi in tempo reale svolte in data-streaming. Al terzo livello appartengono anche l’integrazione, nelle analisi, dei dati provenienti da fonti esterne all’impresa e dei contenuti non strutturati e, soprattutto, il business performance management, dove la corrispondenza degli obiettivi aziendali con i risultati delle operazioni è monitorata tramite indicatori e metriche-chiave (Kpi e Kpm). L’unificazione tra BI e Bpm è, secondo Forrester, il fattore di maggiore crescita del mercato, che oggi sta segnando un significativo aumento della domanda.
Il quarto livello di sviluppo, già in atto nelle realtà più avanzate, sia della domanda come dell’offerta, è quello della pervasività e della contestualità delle funzioni d’intelligence. Che diventano parte integrante dei processi operativi, incorporate nelle applicazioni aziendali, e sono in grado di comprendere il contesto nel quale vengono attivate, fornendo quindi automaticamente all’utente le metriche e le dimensioni di analisi di cui ha bisogno. Infine, al quinto livello, troviamo quella che Forrester definisce ‘Smart BI’, e che si può tradurre in proattività delle funzioni. In base alle azioni dell’utente se ne possono prevedere le richieste, anticipandone i bisogni e ogni cambiamento dell’ambiente in cui opera il sistema (come ogni nuovo elemento da considerare) si traduce automaticamente in un intervento per affinare i data model che sono alla base delle analisi.
Un risultato di questa evoluzione è che le istanze del business cui le analisi devono poter rispondere diventano sempre più vicine ai bisogni specifici dell’impresa. Quindi le soluzioni più avanzate, ascrivibili al quarto o quinto livello di sviluppo, diventano anche più verticali, con Kpi e algoritmi di analisi predittiva specifici per i diversi settori d’industria.

I driver del mercato
Le tendenze di sviluppo nelle soluzioni BI, BA e Bpm cui abbiamo accennato si riflettono sull’andamento del mercato, che, come si è detto, risulta tra i più dinamici del comparto software, spinto da due driver principali. Il primo è, ovviamente, la domanda: l’acquisto di prodotti di intelligence e performance management è sempre tra le priorità dei Cio, sia come sostituzione e/o aggiornamento di soluzioni presenti, sia come nuova installazione. Quest’ultimo caso, che riguarda soprattutto le medie e piccole imprese, è molto importante in quanto rappresenta una base di crescita sostenibile del mercato in quantità e qualità. Si può supporre infatti che partendo da una installazione di primo o secondo livello, il nuovo utente si trovi poi a percorrere la linea di sviluppo di cui si è detto o con upgrading presso lo stesso fornitore o con nuovi fornitori. Indicativo in tal senso, secondo Forrester, il fatto che molti utenti che già dispongono di più di un prodotto di BI continuino ad acquistarne di nuovi.
Il secondo driver del mercato è l’innovazione stessa dell’offerta, anch’essa elemento di crescita sostenibile. Da un lato l’evoluzione di cui si è detto porta a un continuo rinnovarsi delle soluzioni (fattore che, ripetiamo, si traduce spesso nell’acquisizione di nuovi clienti), dall’altra parte si assiste a continui mutamenti nel quadro stesso dei fornitori: le numerose fusioni e acquisizioni verificatesi nel settore hanno creato un nuovo modello di offerta (che Forrester chiama “di stack” o “one-stop shopping”) di soluzioni BI e Bpm integrate negli ambienti e nelle applicazioni business dei grandi vendor software, ma hanno anche spinto i molti utenti che credono nel best-of-breed e vedono nella scelta di un fornitore unico più rischi che vantaggi verso i vendor indipendenti e specializzati. Altro fattore d’innovazione dell’offerta è infine la modalità di delivery delle soluzioni, che accanto alla tradizionale forma di contratto di licenza vede emergere il modello SaaS (Software-as-a-Service), con l’offerta di software BI in ambiente condiviso e attraverso servizi “cloud”.

Le tendenze in atto
Per stimare volumi e crescita del mercato, Forrester ha adottato un modello previsionale che considera tre fattori di crescita delle soluzioni di BI-Bpm: il livello di penetrazione che un dato prodotto può raggiungere sul mercato, l’anno di decollo (ossia l’anno nel quale il prodotto raggiunge il 10% del livello suddetto) e il tempo necessario al controllo (takeover) del mercato, valutato nel numero di anni occorrente perché una soluzione arrivi dal 10% del decollo al 90% della saturazione del mercato. Questi, in sintesi, i risultati.
– Le soluzioni di BI ‘core’, ossia quelle del primo e del secondo livello, continueranno a crescere in modo sostenuto, fino a raggiungere un ‘plafond’, cioè il punto oltre il quale il tasso di crescita si arresta o quasi, di circa 6 miliardi di dollari nel 2014. Buona parte di questa crescita sarà dovuta al midmarket, che nei prossimi cinque anni dovrebbe giungere dall’attuale 30 a oltre il 36% del mercato. Sarà quindi in quest’area che i vendor dovranno competere per guadagnare market share. Trattandosi di soluzioni a minor valore aggiunto, le leve per battere la concorrenza saranno soprattutto quelle commerciali, e i vendor dovranno lavorare molto sul pricing e sul canale.
– Le soluzioni di Bpm – Business Performance Management (terzo livello) cresceranno a tassi ancora più sostenuti, salendo dagli attuali 1,7 miliardi di dollari a ben 5 miliardi nel 2014. Sarà questo settore ad alimentare il ciclo innovativo e la crescita qualitativa (cioè il livello medio delle soluzioni) del mercato. Nell’area del business performance management gli “stack vendor” di cui si è detto godono del vantaggio che deriva dalla loro posizione nelle applicazioni business; toccherà quindi ai vendor indipendenti competere sul piano dell’innovazione e dell’eccellenza tecnologica, offrendo soluzioni verticalizzate e altamente efficienti negli specifici settori d’industria, ma allo stesso tempo facili da usare e di rapida installazione.
– Le soluzioni di BA – Business Analytics, (data mining e predictive analytics) cresceranno rapidamente sino a giungere a 1,8 miliardi di dollari. Trattandosi di soluzioni la cui efficacia è strettamente legata alla comprensione del business, anche in questo campo gli stack vendor partono in vantaggio, data la stretta integrazione degli strumenti di analisi con gli Erp, il Crm e le altre  applicazioni business della filiera. Occorre comunque superare il problema legato alla competenza degli utenti con prodotti capaci di allargare l’impiego delle analisi al di là del ristretto numero di specialisti aziendali. È un indirizzo sul quale l’offerta sta attivamente lavorando. In particolare sulle predictive analytics, area che è tuttora largamente riservata a utenti molto avanzati, si sta lavorando con strumenti in grado di facilitare notevolmente la costruzione dei modelli e degli scenari di analisi.
– Le soluzioni di analisi di testo e dati non strutturati estendono il dominio della BI ad aree d’informazione finora escluse dalle analisi, ma che negli ultimi anni (si pensi solo alle e-mail) sono diventate sempre più importanti come fonte d’informazione per il business. Si tratta di tecnologie pervasive, applicabili a tutti e cinque i livelli in cui Forrester ha classificato lo sviluppo delle BI e quasi tutti i vendor, indipendenti e no, sono molto attivi, specialmente tramite acquisizioni di società specializzate, in un settore che nel 2014 potrebbe sfiorare il miliardo di dollari.
– Le soluzioni di analisi in real-time di eventi complessi, indirizzate alla cosiddetta BI ‘operativa’ (cioè a quella che tramite il monitoraggio in tempo reale delle attività consente d’intervenire sui processi operativi dell’azienda nel corso del loro svolgimento) rappresenta la punta più avanzata dell’offerta. Si tratta di un’area d’offerta che finora è stata indirizzata in modo specifico al mondo della finanza, ma verso la quale vi è interesse da parte di altri settori d’industria, stante le crescenti necessità di accelerazione dei tempi di reazione delle imprese agli eventi interni ed esterni ai loro processi. Anche in questo caso si tratta di una tecnologia che può applicarsi a tutti i livelli della BI, dove sono attive società specializzate. Difficile fare previsioni di crescita per un mercato ancora così piccolo, stimato nel 2009 a circa 50 milioni di dollari. Forrester prevede però che possa più che quadruplicare nel quinquennio, superando nel 2014 i 220 milioni di dollari.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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