Il business del futuro è composable e rivoluziona la gestione delle infrastrutture

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Attualità

Il business del futuro è composable e rivoluziona la gestione delle infrastrutture

La digitalizzazione accelera senza tregua e il business deve diventare composable per tenere tale ritmo. Un cambio di approccio coraggioso anche perché richiede una nuova generazione di infrastrutture. Ne servono di aperte, ricche e varie, gestibili in modo unificato, flessibile, semplice e sicuro. L’entità del cambiamento necessario in tutti i settori ha spinto Kyndryl a rivedere profondamente il proprio modo di proporsi come alleato per la trasformazione digitale. Il primo segnale di questa radicale svolta è la nuova piattaforma Kyndryl Bridge. 

19 Ott 2022

di Marta Abba'

Gestendo il quotidiano tra vincoli, sogni e trend tecnologici, le aziende si trovano spesso a dover navigare a vista in un contesto globale dove l’unica certezza è che l’innovazione non aspetta nessuno. A dettare il ritmo e la strategia rischiano di essere solo le revenue, il bilanciamento dei costi e il ROI, confinando il composable business a una dimensione onirica. Eppure, anche secondo Gartner, è quella la direzione da imboccare per conquistare l’agilità necessaria a essere competitivi e proseguire la propria crescita anche nella tempesta. O meglio, per continuare a farlo ma in modo più efficace, proattivo e fruttuoso.

Nuove tecnologie come cloud, intelligenza artificiale e IoT danno sicuramente una mano a chi desidera compiere questo passo ma il cambiamento fondamentale riguarda l’infrastruttura. “Non può più essere passiva, deve incorporare nuove componenti e diventare una sorta di fabric composta da software, midware, servizi di gestione ed elementi DevOps. Serve una nuova generazione di infrastrutture, più ricca e varia, su cui sviluppare servizi digitali” spiega Raffaele Pullo, Distinguished Engineer e CTO di Kyndryl Italia.

Industrializzare le commodities per dedicarsi al futuro del business

Uno dei fattori frenanti per le imprese, forse non evidente come altri ma decisamente di impatto, è la frammentazione infrastrutturale. Spesso, infatti, si sacrificano notevoli quantità di tempo e risorse per l’orchestrazione dei diversi tool adottati e la gestione delle commodities, a scapito dell’innovazione del business. È da questa evidenza che Kyndryl è partita a ripensare la propria offerta e, prima ancora, la propria strategia.

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“Da spin off quali siamo, abbiamo scelto di ridefinire profondamente il modo in cui mettiamo a disposizione i servizi, passando alla co-creation. Per rendere il business composable va abbandonato l’approccio tradizionale, per far sì che le commodities siano gestite in modo industriale garantendo la massima trasparenza su costi e performance” racconta Pullo.

La nuova strategia è guidata dalla mission di fornire un’esperienza digitale in modo agile, evitando attese di mesi per la progettazione e la gestione di una soluzione. È una tempistica incompatibile con l’innovazione e inaccettabile per le aziende. Sono proprio le imprese a sentirsi ostacolate e a pretendere di poter creare servizi digitali in modo agile e rapido, oltre che efficace.

Una piattaforma aperta che integra e unifica può abilitare nuovi paradigmi di crescita

Le “classiche” offerte, fino a poco tempo fa, ponevano le organizzazioni di fronte a piattaforme chiuse con tutte le tecnologie già scelte e combinate. Le aziende le trovavano “impacchettate” e pronte all’uso. “Oggi non accettano più queste black box, vogliono scegliere su quali strumenti puntare e chi gestisce le loro infrastrutture deve inglobare quelli. Kyndryl Bridge non ha infatti alcun requisito tecnologico specifico. Permette la delivery di servizi digitali integrando anche i tool scelti dalle aziende e garantisce massima trasparenza, oltre alla possibilità di fare observability”.

Appena lanciata, questa piattaforma di integrazione digitale unifica, integra e garantisce interoperabilità. Collega strumenti, flussi di lavoro e processi in cui le aziende investono da anni, fornendo approfondimenti e raccomandazioni attuabili in tempo reale. Per chi la adotta, Kyndryl stima una riduzione del numero di incident per server al mese del 74%.

Gli insights dettagliati in real time, l’automazione delle commodities, le integrazioni ready to use e il supporto nell’implementazione comportano alcuni vantaggi. I più urgenti, dato l’attuale contesto, riguardano l’abbattimento del down time e la possibilità di accedere ai costi, prevedendo anche quelli futuri. Fondamentale, secondo Kyndryl, anche il controllo su attività mission critical e la libertà concessa a IT e business leader di occuparsi di digitalizzazione strategica e non infrastrutturale.

“Abbiamo ridisegnato una fabric come un insieme di capabilities, è il ‘sommerso’ nascosto dietro alla creazione di servizi digitali e app che sono solo la punta dell’iceberg. Noi vogliamo gestire questa fabric offrendo alle aziende una piattaforma pronta da usare, ma che allo stesso tempo risponda perfettamente ai loro bisogni, proprio perché sono state coinvolte nella sua creazione” spiega il CTO di Kyndryl Italia.

A beneficiarne potrebbe essere aziende di ogni settore. Secondo Pullo “tutte quelle che mettono al centro della propria strategia la digitalizzazione scegliendo di automatizzare o commodizzare alcuni task attraverso piattaforme che liberano energia e lasciano che l’IT si occupi di innovare il business. Una risposta anche alla carenza di competenze che affligge il mercato e preoccupa molti”.

Una maratona per stare al ritmo del futuro

Proponendo di passare da una gestione dell’IT artigianale a un approccio industrializzato, Kyndryl presenta la sua piattaforma come lo strumento per il passaggio al business composable. Parola chiave: flessibilità ma anche velocità. “L’IT deve adattarsi rapidamente alle esigenze che emergono e le infrastrutture devono offrire strumenti adeguati e sicuri, facilmente gestibili e con performance misurabili regolarmente. Dobbiamo essere in grado di garantire una digital experience anche nel modo in cui si chiedono nuovi servizi o si estendono gli esistenti” racconta Pullo, precisando che ciò vale anche per la gestione interna.

Per modificare l’approccio al cliente, Kyndryl ha infatti dovuto compiere un cambio culturale “in prima persona”. Di mindset, ma non solo. Negli scorsi mesi ha infatti introdotto una piattaforma razionalizzando gli strumenti in uso e consolidando tutti i dati per una gestione totalmente nuova dei processi interni. “Era necessario, per coerenza, ma soprattutto per poter sostenere il nuovo business che richiede una velocità di risposta molto più elevata. Non potevamo continuare a operare come abbiamo sempre fatto. La digitalizzazione accelera e noi anche” commenta Pullo, parlando del lancio di Kyndryl Bridge come di una maratona.

Dopo i primi annunci e i primi prodotti, infatti, la piattaforma si popolerà man mano, integrando il portfolio di servizi digitali di Kyndryl e quelli man mano proposti dai partner di ecosistema. Fondamentali per il successo di Kyndryl Bridge anche le nuove funzionalità in arrivo di automazione, observability e predictive analysis per rendere la gestione sempre più flessibile ed efficace ma anche data driven.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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