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Software defined X, senza trascurare la sicurezza

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Software defined X, senza trascurare la sicurezza

18 Dic 2014

di Nicoletta Boldrini

La ricetta di Dell per traghettare, attraverso la tecnologia,
la rivoluzione digital di imprese e Paese si basa su infrastrutture convergenti, governate dal software e basate su open standard. Il tutto senza trascurare gli aspetti di sicurezza, meglio se gestiti da ‘esperti’ esterni

Nell’attuale scenario di ‘grandi turbolenze innovative’, con alcuni mega trend che di fatto guidano come un mantra la ‘rivoluzione digital’, non è semplice per le aziende identificare le tecnologie più opportune verso le quali indirizzare al meglio gli investimenti. Abbiamo chiesto un parere in merito a Mario Innocenti, Sales Director di Dell Italia, il quale ribadendo l’importanza, dal suo punto di vista, di una più efficace focalizzazione sulle tecnologie standard, si sofferma per questa riflessione su un altro aspetto, ossia la facilità d’implementazione e d’uso. “Inviterei le aziende a concentrarsi sull’adozione di tecnologie che permettano di spostare l’attenzione dalla necessità di puntare su esperti nell’Ict all’esigenza di disporre di esperti di business nelle strutture Ict”, commenta Innocenti. “Le nuove tecnologie ‘Software Defined X’ – dove per X si intende storage, server, networking (e alla fine data center) – ridisegnano la mappa della necessità di competenze. Lo stesso cloud (sia esso privato, pubblico o ibrido) è pronto alle sfide richieste dalle aziende. Le infrastrutture convergenti (laddove sono veramente open) sono sicuramente oggi la miglior risposta alle esigenze che si stanno affacciando”.

Mario Innocenti – Sales Director di Dell Italia

E proprio sugli aspetti tecnologici, “la scelta non sempre risulta semplice in quanto richiede uno sforzo importante da parte dei Cio per affrancarsi da chi ha basato il proprio successo sulla propria competenza in specifiche tecnologie proprietarie”, asserisce provocatoriamente Innocenti.
Entrando un po’ più nel merito degli ‘effetti di business’ di questa rivoluzione digitale in atto, appaiono abbastanza evidenti gli impatti sul fronte dell’Information management e della sicurezza: ridisegnare l’azienda attorno al cliente o al cittadino significa gestire in modo nuovo le informazioni, con una inevitabile ripercussione in termini di data privacy e protezione delle identità digitali.
“Sicurezza e privacy sono due temi scottanti quando si parla di aprirsi all’esterno”, invita a riflettere Innocenti. “I mercati sono aperti e una Pmi che non interagisce con il suo ecosistema non riesce a crescere. Il dubbio non può più quindi essere aprirsi o meno, ma come e con quali strumenti si affronta questa sfida. Innanzitutto parliamo di sicurezza: le attuali tecnologie permettono un livello di protezione elevato ed il punto fondamentale è come i vendor hanno interpretato l’introduzione delle tecnologie di sicurezza da mettere a disposizione dei propri clienti. Dell adotta un approccio chiamato Connected Security che spazia dalla sicurezza e gestione dei device usati dagli utenti fino alla sicurezza del data center, con l’obiettivo di garantire il massimo livello di sicurezza possibile senza compromettere in alcun modo le prestazioni dell’infrastruttura”.
Secondariamente, nel pensiero del manager di Dell “dovrebbe essere adottata da tutte le aziende una forte azione volta a comprendere i rischi derivanti da attacchi informatici”, possibile, secondo l’opinione di Innocenti, attraverso scelte di ‘managed services’: “la tendenza che vediamo è che tale ‘azione’ molto spesso viene ‘implementata’ in house, con proprie risorse invece di affidarsi ai cosiddetti ‘Managed Security Service Provider’ – Mssp – che della gestione della sicurezza a livello globale ne hanno fatto un unico core business. Volendo essere provocatorio, a me piace fare un paragone un po’ azzardato ma efficace: chi implementa una struttura interna di gestione della sicurezza, senza affidarsi ad un Mssp, può accorgersi di un attacco importante e mirato solamente quanto questo è già in arrivo; molto difficilmente può prevederlo. Esattamente come un autodidatta non riesce a prevenire i propri errori per pura inconsapevolezza di quali possono essere”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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