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Software Defined Storage, Infinidat elevate prestazioni “in a box”

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Software Defined Storage, Infinidat elevate prestazioni “in a box”

Un Software Defined Storage di classe mainframe che, separando l’innovatività del software dall’hardware, permette l’adozione dell’ultimo modello di componenti hardware preservandone l’investimento complessivo. High performance e vantaggi economici gli elementi primari per la diffusione sul mercato. Incontro con Daniela Miranda, Country Manager della società.

09 Mag 2016

di Nicoletta Boldrini

MILANO – Il nome Moshe Yanai è quasi una ‘leggenda’ nel settore dello storage. Ingegnere israeliano poi ‘naturalizzato Usa’, è il ‘padre’ del progetto Symmetrix che ha portato Emc a primeggiare nel mercato dei sistemi storage di classe enterprise, rubando quote di mercato a Ibm; dopo molti anni negli Usa, Yanai nel 2003 tornò in Israele fondando XIV per lo sviluppo di ‘high-end disk storage servers’ allora progettati per far fronte all’ondata del Web 2.0 (la società è poi stata venduta nel 2007 ad Ibm), proseguendo poi la sua ‘personale carriera’ concentrando sforzi e risorse economiche sulle startup. Nel 2011 ha deciso di fondare Infinidat, società di cui oggi è il Ceo che vale 1,2 miliardi di dollari grazie anche alle più recenti ‘iniezioni’ di capitali (150 milioni di dollari sono stati investiti meno di un anno fa da TPG Growth; in totale sono 230 i milioni di dollari di finanziamento raggiunti dalla società).

Daniela Miranda, Country Manager di Infinidat Italia

“La vision dell’azienda è sviluppare e fornire una piattaforma di ‘next generation high end storage’, il cui ‘cuore tecnologico’ è dato dallo strato di software defined storage che facilita scalabilità ed ottimizzazione di architetture NAS e SAN integrate nativamente in un unico box – in futuro anche mainframe e oggetti”, racconta a ZeroUno Daniela Miranda, country manager di Infinidat Italia. “I nostri sistemi (chiamati InfiniBox), coperti da oltre cento brevetti, sono progettati su infrastrutture server e JBOD standard di mercato: per ora su server Dell, ma l’azienda sta lavorando per ampliare le partnership tecnologiche anche con altri vendor”.

Il target primario sono le prime 500 aziende italiane in ordine di grandezza e capacità di spesa, considerando come ‘entry point’ un’esigenza di storage superiore ai 100/150 Terabyte, oggi non più appannaggio solo di grandi realtà.

Le necessità a cui risponde il Software Defined Storage

“A spingere verso determinate capacità di storage è sempre più la tipologia di business più che la dimensione di azienda, supportato da importanti processi di consolidamento di dati e workload differenti in un unico box”, conferma Miranda, “anche se il mercato italiano delle piccole e medie imprese in questo momento difficilmente mostra necessità di tecnologie come le nostre”.

Da un punto di vista commerciale, ciò su cui punta l’azienda oggi è un modello di go-to-market totalmente indiretto: “stiamo lavorando al fianco di alcuni tra i più importanti system integrator nonché distributori e rivenditori italiani”, puntualizza Miranda, “ma siamo presenti a tutti i tavoli delle trattative insieme alle aziende utenti”. Gli elementi distintivi sui quali la stessa country manager sta focalizzando l’attenzione per migliorare sul nostro territorio la conoscenza dell’azienda spaziano dalle considerazioni ‘di costo’ – “tutte le licenze software sono comprese nel ‘prezzo’ del ‘box’, anche le licenze relative a features future oggi in roadmap sono disponibili senza costi aggiuntivi e nell’investimento sono compresi 3 anni di manutenzione 365/24/7” spiega Miranda – a quelle di carattere tecnologico, delle quali offriamo una rapida, “impressive” panoramica:

Riccardo Facciotti, Presales Manager di Infinidat

scalabilità e performance: il sistema viene consegnato con 2,1PB netti di spazio disponibile nel sistema, attivabile con un modello di “capacity on demand” partendo da dimensioni molto più piccole (la rendicontazione dell’occupazione reale viene fatta a fine trimestre); InfiniBox può raggiungere 900 mila IOps, con un tempo di risposta inferiore a 2 millisecondi, secondo quanto precisato da Riccardo Facciotti, Presales Manager di Infinidat;

disponibilità e affidabilità: uno storage con 7 nove di affidabilità (100 volte più sicuro dello storage tradizionale) nel quale, a fronte di una doppia rottura di 2 dischi da 3Tb pieni di dati, il tempo di ricostruzione è inferiore ai 15 minuti; il sistema continua a garantire la piena disponibilità dei dati anche a seguito della rottura di 98 dischi all’interno del box;

gestione e analisi via software: gestione dell’infrastruttura attraverso HTML5 GUI, veloce e semplice anche per le più complesse infrastrutture enterprise; incluso nella soluzione un software che permette analisi, misurazione e reportistica delle prestazioni dell’infrastruttura installata.

“Le elevate prestazioni del nostro sistema lo rendono ideale per diversi ambiti di applicazione, dal supporto ad architetture applicative di tipo enterprise (Sap, Oracle Erp, Exchange, ecc.) e ambienti virtualizzati fino ai progetti di Big Data Analytics o ad esigenze openstack e backup”, aggiunge in chiusura Miranda.

Nicoletta Boldrini

Direttore responsabile di ZeroUno

Direttore di ZeroUno e del portale AI4Business dedicato all'intelligenza artificiale, seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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