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Reti mobile, a Milano un competence center globale per Huawei: investirà 100 milioni entro il 2015

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Reti mobile, a Milano un competence center globale per Huawei: investirà 100 milioni entro il 2015

28 Nov 2011

di Daniele Lazzarin

La multinazionale cinese delocalizza in Italia le principali responsabilità mondiali della product line Microwave: il centro raggiungerà i 100 addetti in poche settimane. Nella foto Renato Lombardi,  vice presidente Microwave Product Line di Huawei.

In un periodo come questo di difficoltà economiche e occupazionali per il nostro Paese, un'iniezione di fiducia viene dalla notizia che la multinazionale cinese delle telecomunicazioni Huawei ha inaugurato a Milano il suo primo centro di competenza globale sulle tecnologie microwave (ponti radio a microonde) per reti mobili.
Si tratta in assoluto di uno dei primi competence center mondiali che una società cinese crea in Europa: un raro caso, almeno per ora, di delocalizzazione 'al contrario', la cui importanza è stata recepita dalle autorità locali, visto che sia il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che il sindaco di Milano Giuliano Pisapia erano presenti all'inaugurazione. Situato a Segrate, il centro è nato in realtà nel 2008 da un primo nucleo di ricerca e sviluppo di 10 persone, ma ora Huawei ha deciso di trasferirvi anche le responsabilità mondiali di vendite, marketing, servizi e assistenza tecnica della Product Line Microwave, e di renderlo il 'master' di un gruppo che comprende altri tre centri microwave in Cina.
“Questo significa tra l'altro che parteciperemo direttamente a tutti i progetti che partono nel mondo in campo microwave – ha detto alla conferenza stampa di presentazione Renato Lombardi (nella foto a destra), vice presidente Microwave Product Line di Huawei -. Oggi siamo 80 persone, di cui tre su quattro italiani, ma l'obiettivo è di arrivare a 100 entro febbraio 2012: il piano di Huawei è di investire qui 100 milioni di euro entro il 2015, allargando l'attività anche ad altri campi, magari alle tecnologie ottiche, altra area per cui la zona di Milano è nota in tutto il mondo”.
La decisione di investire a Milano infatti, continua Lombardi, oltre che al lavoro svolto del centro in questi tre anni, è dovuta alla disponibilità in Lombardia di un bacino di competenze di livello internazionale sulle tecnologie microwave, nato grazie sia a investimenti pubblici (ricerca universitaria) che all'imprenditoria privata.
Il lavoro del centro Huawei di Milano si concentra sulla ricerca e sviluppo di tecnologie a microonde per i ponti radio che costituiscono il backbone delle reti cellulari di prossima generazione, le reti cosiddette 4G o LTE. L'asta per l'assegnazione delle frequenze LTE in Italia, per inciso, si è chiusa proprio in questi giorni. “La rapida crescita delle connessioni mobili a banda larga aumenta sempre più le esigenze di capacità e densità di rete: la rete 4G dovrà avere una capacità 50 volte superiore al GSM, assicurando capacità medie di 50 Mbit/s e di picco oltre i 200 Mbit/s – ha spiegato Lombardi -. Noi in questo centro stiamo lavorando su tecnologie wireless a microonde innovative – trasformazione IP, altissima efficienza di spettro, utilizzo di frequenze altissime in bande millimetriche – che aiuteranno a far fronte a queste esigenze”.
Huawei è presente dal 2004 in Italia, dove ha circa 500 dipendenti occupati nelle sedi di Milano e Roma, in 10 uffici sul territorio e in altri 3 centri R&S oltre a quello Microwave di Milano, rispettivamente a Torino sul mobile, a Roma sulle reti (entrambi in partnership con Telecom Italia) e ancora a Milano sulle core networks (congiunto con Vodafone). Huawei è nata nel 1988 a Shenzhen, nel sud della Cina, e in poco più di vent'anni è arrivata l'anno scorso a fatturare 28 miliardi di dollari, con una crescita annua del 24%: ha oltre 120mila dipendenti e un forte orientamento alla ricerca e sviluppo, dove è impegnato il 44% dei dipendenti (il 70% ha un master, età media 31 anni) e dove nel 2010 ha investito 2,5 miliardi di dollari. Il core business è nella fornitura di infrastrutture di rete (fisse, mobili e IP), e infatti il 66% del fatturato proviene dai carrier tlc, ma da qualche anno Huawei è entrata con forti investimenti in due nuovi ambiti: prodotti consumer di telefonia (smartphone, tablet, modem), e soluzioni ICT per le imprese, tra cui cloud computing, unified communications, applicazioni verticali e servizi professionali.

Daniele Lazzarin

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