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Presente e futuro degli strumenti di virtualizzazione dei dati

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Presente e futuro degli strumenti di virtualizzazione dei dati

Utili per operare la BI in tempo reale, per integrare negli ERP i dati sulla forza vendita gestiti “nella nuvola”, ma non solo. Sono molti i casi d’uso potenziale per queste tecnologie, che si stanno facendo strada all’interno delle organizzazioni. Ma attenzione alle ripercussioni sulle prestazioni

25 Gen 2012

di redazione TechTarget

Si tratta di tecnologie ancora relativamente nuove per la scena IT, ma gli strumenti di virtualizzazione dei dati si sono evoluti al di là dei dubbi e delle perplessità legati alle tecnologie emergenti e le organizzazioni si ritrovano a utilizzarli, ormai quotidianamente, per scopi diversi. 

Questi software forniscono un mezzo per integrare informazioni provenienti da diverse fonti dati, spesso in tempo reale, come alternativa all’utilizzo di data un data warehouse o di un data mart.

Secondo quanto emerge dal report Forrester Wave, pubblicato nelle scorse settimane da Forrester Research, le ragioni più popolari per impiegare questa tecnologia sono legate alla possibilità di operare la Business Intelligence in tempo reale o quasi reale e di supportare applicazioni ad alte prestazioni di elaborazione delle transazioni. Ma l’elenco dei casi d’uso potenziale non finisce qui.

Forrester sostiene che le organizzazioni stanno optando per questa scelta con l’obiettivo di migliorare le applicazioni di ricerca, mettere a disposizione in modo rapido dati alle applicazioni mobili, rendere disponibili agli utenti i risultati delle analisi sui “big data”, avere una vista federata dei dati distribuiti all’interno di diversi domini aziendali, migliorare la sicurezza delle informazioni e integrare i dati immagazzinati internamente con quelli delle applicazioni cloud, dei partner commerciali o dei social media.

La tecnologia in pillole

La tecnologia di virtualizzazione dei dati aggiunge un livello di astrazione, o uno strato di servizi, alle architetture IT. Il layer consente di integrare in tempo reale, quasi reale o in batch, se necessario, informazioni provenienti da molteplici fonti eterogenee. Questi tool potranno essere utilizzati per supportare diversi tipi di applicazioni e processi come, ad esempio, la Business Intelligence e la reportistica in tempo reale, le ricerche aziendali e il processing delle transazioni ad alte prestazioni.

A differenza degli strumenti di federazione dei dati, che in genere offrono accesso in sola lettura a informazioni aggregate, i software di virtualizzazione dei dati forniscono agli utenti la possibilità di apportare modifiche alle fonti dati originali attraverso lo strato di servizi intelligente su cui si basano. Lo specialista di tecnologie wireless Qualcomm ha utilizzato strumenti di virtualizzazione dei dati per più di due anni, principalmente per permettere agli utenti aziendali di accedere rapidamente alle viste aggregate di informazioni archiviate in sistemi diversi, come ERP e CRM.

 

Un caso concreto

Qualcomm sta ampliando l’uso di questa tecnologia, almeno secondo il senior IT manager Marco Morgan. Recentemente, ha chiarito, la virtualizzazione dei dati è stata utilizzata per la compilazione dei dati logistici di prodotto del nuovo portale, creato per aumentare la produttività dei responsabili dei programmi che guidano la progettazione e la fornitura di chipset wireless di Qualcomm.

Qualcomm, i cui prodotti sono utilizzati in dispositivi come smartphone, e-reader e tablet PC, esternalizza la produzione dei chip ad altre società. Di conseguenza, il processo di progettazione e produzione può rivelarsi piuttosto complesso, ha spiegato Morgan. 

Il nuovo portale, chiamato Oasis, è stato progettato per ridurre alcune delle complessità di questo iter, dando ai responsabili del programma un accesso facile a informazioni che possano consentire loro di rimanere al passo con gli sviluppi del progetto, garantendo il rispetto delle scadenze. Ma, per rendere possibile tutto questo, ha detto Morgan, il portale doveva essere in grado di mettere insieme i dati “da molte, molte fonti diverse”, che è proprio dove è entrata in gioco la virtualizzazione dei dati.

Qualcomm utilizza gli strumenti di virtualizzazione anche per integrare i dati di vendita gestiti da un’applicazione cloud-based di Salesforce.com con le informazioni provenienti da vari sistemi interni. Inoltre, questa tecnologia sta aiutando l’azienda ad accelerare il lavoro di sviluppo IT. “Avere un livello di astrazione in cima ai nostri progetti ci permette non solo di essere più agili nel modo in cui gestiamo i nostri progetti, ma anche nel modo in cui gestiamo le nostre fonti dati e nel modo in cui forniamo i dati – ha chiarito -. Dal momento in cui il business cambia e si evolve nel tempo, il layer di astrazione diventa un componente sempre più importante della nostra architettura, che ci permette di apportare modifiche senza dover interrompere il lavoro”.

La tecnologia di virtualizzazione dei dati, secondo l’esperto di Business Intelligence John Boyer, può anche facilitare le operazioni di accesso a grandi quantità di informazioni aziendali da parte di utenti geograficamente dispersi, senza che si debbano creare duplicati e copie dei dati che rappresentano delle potenziali fonti di errore. 

 

Crescono i consensi…

Secondo il report Forrester Wave, quando gli strumenti di virtualizzazione sono emersi, circa sei anni fa, la loro adozione si è concentrata principalmente nei servizi finanziari, nelle telecomunicazioni e dei settori governativi. Ma, negli ultimi 24 mesi, c’è stato un aumento significativo nell’adozione da parte delle imprese che operano in altri settori, compresa l’assistenza sanitaria, le assicurazioni, il retail, il manifatturiero, il commercio elettronico e l’intrattenimento, ha spiegato Noel Yuhanna, analista di Forrester e co-autore del rapporto.

Yuhanna ha detto che la crescente popolarità di questa tecnologia può essere attribuita ai grandi passi tecnologici compiuti, come un maggiore supporto all’analisi dei dati non strutturati e dei dati provenienti da ambienti cloud, ma anche all’idea che la virtualizzazione dei dati sia la giusta tecnologia per alcune particolari applicazioni. Secondo l’analista, con il ritmo di lavoro in continua accelerazione, il numero di fonti dati che “esplodono” e gli utenti aziendali che cercano di accedere rapidamente alle informazioni sia strutturate che non strutturate, la virtualizzazione dei dati può aiutare i responsabili IT a evitare alcune notti insonni.

…Ma occorre cautela

Tuttavia, se si decidono di adottare strumenti di virtualizzazione dei dati, Yuhanna raccomanda di partire da un’iniziativa relativamente semplice, come un progetto di BI in tempo reale, che richiede l’aggregazione di informazioni provenienti al massimo da due o tre fonti diverse.

Morgan ha detto che i potenziali utenti dovrebbero anche essere consapevoli dei problemi prestazionali del sistema, che potrebbero insorgere a seguito dell’aggiunta di un nuovo livello di virtualizzazione dei dati nello stack IT dell’organizzazione. Lo strato di virtualizzazione dovrà accedere solo ad alcune applicazioni importanti e queste ultime dovranno essere attentamente monitorate, per verificare eventuali contraccolpi a livello di prestazioni, ha ammonito Morgan.    

redazione TechTarget

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