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Power Systems: aria di rinnovi in casa Ibm

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Power Systems: aria di rinnovi in casa Ibm

28 Lug 2008

di Nicoletta Boldrini

Cambia la strategia e l’offerta nel mercato dei server e le innovazioni tecnologiche introducono nuove funzionalità e maggiore flessibilità. Un nuovo approccio che vede anche la riorganizzazione del Systems and Technology Group e un focus particolare per le piccole e medie imprese

MILANO – Riunificazione in un’unica famiglia di prodotti, denominata Power Systems, di tutte le linee dei System i e System p, per ottimizzare al meglio le infrastrutture It. Questa in estrema sintesi la strategia annunciata di recente da Ibm (www.ibm.it) verso il mercato server. Francesco Stronati (nella foto in basso) vice president Systems and Techonology Group di Ibm Italia, parla però di “sistemi” e non di “semplici” server, “perché l’offerta è realmente completa ed integrata”. “Si tratta di macchine basate su processori Power6, che supportano contemporaneamente applicazioni Aix (lo Unix di Ibm), Linux e i (che identifica i sistemi operativi Ibm i5/OS e As/400), con la possibilità di impiegare fino a 15 mila applicazioni”, spiega il manager italiano. “Negli ultimi anni abbiamo fatto grandi sforzi per condividere sempre più la tecnologia tra le due famiglie di sistemi (la linea i, con sistema operativo i5/OS e i noti As/400; la linea p, con Aix e Linux) con l’intento di soddisfare in concreto le esigenze di ottimizzazione delle infrastrutture It delle aziende. La nuova equazione rappresenta quindi la conclusione degli sforzi fatti fin qui. In pratica, ora le aziende possono abbinare i, Aix e Linux in un unico server e sfruttare al massimo tutti i vantaggi che ne derivano in termini di flessibilità, utilizzo e riallocazione delle risorse”.
E dalla nuova “power equation” ne esce un’offerta che copre le aziende di tutte le dimensioni. Le tre macchine che sembra possano avere maggior successo nel nostro paese sono i Power 520 Express e 550 Express il BladeCenter S sviluppati, infatti, per le aziende di medio- piccole dimensioni, ancora poco interessate alle performance e alle elevate prestazioni del “ferro” ma che necessitano comunque di ambienti virtualizzati e di un approccio al consolidamento, “se non altro per ridurre i costi operativi e risparmiare sui consumi di energia elettrica”, dice Stronati. I nuovi server, infatti, offrono la possibilità di usufruire della tecnologia Power6 EnergyScale, per la gestione energetica, e PowerVM, per la virtualizzazione, con la quale si riescono a generare fino a 160 partizioni virtuali in un unico sistema da utilizzare per l’istallazione dei sistemi operativi. “Oltre a poter astrarre le risorse delle macchine, creando diverse partizioni – spiega Alessandro La Volpe,(nella foto in basso a destra) manager of Business Systems di Ibm Italia -, è possibile virtualizzare anche il sistema operativo, generandone diverse immagini, a garanzia dell’ottimizzazione reale dei carichi di lavoro”.
Per le aziende di grandi dimensioni, Ibm ha sviluppato le linee Power 570, Power 565 e Power 575. “I primi due sono ideali all’interno dei data center, per rispondere alle esigenze di consolidamento”, dice Andrea Corbelli, (nella foto in basso)  Enterprise Systems Technical Sales Manager della società. “Il Power 575 è  utile per le realtà che necessitano di potenze di calcolo molto elevate, come i centri di ricerca e meteo, per esempio, o realtà finanziarie che affrontano operazioni business critical come la gestione dei rischi”.
Il Power 575 e il fratello maggiore 595 sono due supercomputer raffreddati ad acqua attraverso il nuovo sistema “hydro-cluster” (piastre di rame raffreddate ad acqua sono collocate sopra ciascun microprocessore, eliminando continuamente il calore dai componenti elettronici; secondo Ibm, il sistema consente di ridurre del 40% i consumi energetici di un data center). Fiore all’occhiello in termini di tecnologia è proprio il Power 595 che può contenere fino a 32 processori Power6 dual-core a 5 GHz ed è in grado di supportare fino a 4 terabyte di memoria RAM e 254 partizioni virtualizzate.
Entro fine anno, infine, su tutti i Power System annunciati sarà possibile aggiungere e togliere moduli “a caldo”, per riparare le macchine e fare manutenzione senza fermarle.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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