Perché serve cambiare approccio all’asset management

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Perché serve cambiare approccio all’asset management

Come si evolvono i ruoli, gli obiettivi e i processi quando si sceglie di implementare una soluzione per la gestione evoluta degli asset aziendali. Parla Giorgio Panizza, responsabile progetti gestionali di Agomir

27 Mag 2020

di Redazione

L’utilizzo di piattaforme digitali evolute come l’Enterprise Asset Management non è più un’opzione. La pressione competitiva esercitata dal mercato, la necessità di contenere i costi e l’opportunità di identificare nuovi metodi e strumenti per ottimizzare i processi fanno di queste soluzioni un must have per tutte le imprese che operano nel settore manifatturiero. Abbiamo chiesto a Giorgio Panizza, responsabile progetti gestionali di Agomir, quali benefici genera oggi l’adozione di un nuovo approccio alla gestione degli asset aziendali.

Cosa si intende per asset management nell’era dell’IoT e della mobility?

Oggi molte rilevazioni dei dati generati in fabbrica (necessarie a valutare l’utilizzo e l’usura di impianti e attrezzature) vengono fornite direttamente dal campo, riducendo drasticamente i tempi di intervento e anticipazione delle attività manutentive. Per quanto concerne l’ambito mobile, il fatto che operatori e tecnici abbiano la facoltà di colloquiare “virtualmente” confrontandosi in tempo reale sui problemi che possono emergere durante le fasi produttive, oltre a ridurre il gap tra segnalazione di guasto e risoluzione, aumenta l’efficienza produttiva e garantisce il rispetto dei tempi di delivery della produzione, a tutto vantaggio delle attività di audit e del conto economico.

Come si sono evoluti i modelli di gestione e messa in sicurezza degli asset negli ultimi anni?

La crescita di consapevolezza da parte delle aziende e la forte pressione del mercato in questa direzione hanno dato un’importante accelerazione all’assunzione di soluzioni informatiche volte a migliorare i tempi di risoluzione delle ricorrenti problematiche sugli impianti e, dove possibile, a prevenirne l’insorgenza. Come sempre questi aspetti sono forzati da eventi esterni che arrivano a discriminare fornitori affidabili da quelli non attendibili. Ovviamente l’azienda dovrà anche fare i conti con il costo di questi servizi aggiuntivi, molto spesso ignorati nel calcolo dei costi di produzione.

Quali sono i settori che oggi hanno bisogno di rivedere il proprio approccio nella gestione degli asset?

Non c’è un settore che ne abbia più bisogno di altri, qualsiasi attività produttiva e di distribuzione che utilizzi impianti e attrezzature ha potenzialmente necessità di ridurre i tempi di ripristino degli stessi a causa di guasti. Come detto, dove non arriva l’azienda con una propria presa di coscienza, è il mercato a imporre l’assunzione di mezzi informativi e fisici atti a ridurre al minimo un disagio che si rifletterebbe inevitabilmente sulla catena del valore. Chi a breve non prenderà provvedimenti in questo senso verrà declassato dal mercato stesso.

foto Giorgio Panizza
Giorgio Panizza, responsabile progetti gestionali di Agomir

Come si integra una soluzione di Enterprise Asset Management con gli altri sistemi di gestione e controllo presenti in azienda?

Occorre effettuare sempre uno studio preliminare, individuando processi attivi e tipologia di altri sistemi informatici già presenti in azienda. Da ciò, la necessità di affidarsi a strutture software che non abbiano una visione limitata circa la sola problematica in esame, ma che siano in grado di valutare la modalità di interconnessione dei processi decisionali e operativi delle aziende trattate. La nostra soluzione di Enterprise Asset Management dispone già nativamente di connettori con le principali aree funzionali, tipicamente presenti nelle aziende. Gli ambiti di impatto ricorrente sono: pianificazione della produzione (schedulazione); contabilità (RdA, ordini verso fornitori e terzisti per ricambi, gestione costi); logistica (magazzino ricambi); analitycs (scambio dati per analisi performance). Anche il fatto che impianti e attrezzature siano in grado di sfruttare connessioni di tipo IoT, andrebbe a completare il quadro d’azione e, spesso, a favorire l’inserimento di queste nuove soluzioni informatiche.

Chi sono gli attori da coinvolgere nel momento in cui si avvia un progetto di trasformazione?

Sono gli stessi attori che oggi si prodigano, a volte in modo improvvisato, per ridurre i disagi derivanti da fermi e blocchi operativi su impianti ed attrezzature. Ovviamente l’assunzione di soluzioni informatiche di questo tipo dovrà essere pianificata e condivisa a livello di management aziendale, per poi scendere di livello, verso tecnici e maestranze. La direzione dovrà dare un messaggio forte e convinto a tutto il personale circa l’importanza di questo intervento, al pari di scelte riguardanti l’introduzione di nuovi impianti di produzione; al personale tecnico coinvolto direttamente, dovrà avere chiaro il flusso operativo da adottare per armonizzare gli interventi senza interferire con i piani di produzione, organizzando al meglio e in modo documentato la partecipazione di strutture esterne a supporto delle attività manutentive pianificate. Il settore amministrativo, infine, dovrà essere informato circa gli impegni assunti dai manutentori nei confronti di strutture esterne all’azienda, i quali daranno seguito ad addebiti riguardanti gli interventi programmati. In altre parole, l’intera azienda dovrà essere chiamata a verificare la propria organizzazione affinché sia pronta a reagire in modo proficuo in tal senso.

Quali sono i benefici immediati che si ottengono adottando una soluzione evoluta di Enterprise Asset Management?

L’introduzione ex-novo di soluzioni di questo tipo non permette di utilizzare il termine “immediato”. In alcune aziende si tratta di inserire processi “rivoluzionari” in grado di cambiare le logiche operative e, talvolta, anche i ruoli delle figure normalmente coinvolte. Il fine di queste soluzioni è quello di aumentare l’efficienza degli impianti senza perdere efficienza produttiva. Come? Facendolo in modo preventivo – in accordo con i settori di produzione – cercando di ridurre il più possibile gli interventi a guasto. Ma anche mantenendo il rispetto dei budget destinati alla manutenzione, che inevitabilmente ricadranno sui costi di produzione. Ciò significa ottimizzare i processi operativi dei settori amministrativi e contabili, mettendo a loro disposizione informazioni chiare sui costi che andranno a generarsi per effetto di servizi di manutenzione programmati e ben documentati.

Qual è il ruolo del cloud rispetto all’asset management del presente e del futuro

Il fatto di poter contare su un servizio erogabile dall’esterno, che non sommi ulteriori problemi tecnici sulla gestione del sistema informativo già in uso, costituisce di per sé una delega importante verso il fornitore per chi, all’interno delle aziende, si deve preoccupare di rendere armonico e sicuro l’intero sistema applicativo già consolidato. Nello specifico, il fatto di poter contare su una soluzione cloud apre nuovi scenari e opportunità verso una maggior condivisione di informazioni ed il coinvolgimento (opportunamente certificato) di terze parti nella gestione del business aziendale.

Per questo oggigiorno servono soluzioni web native, nativamente fruibili anche da mobile, in piena sicurezza.

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