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Mobile BI, come fare

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Mobile BI, come fare

02 Set 2011

di Giampiero Carli Ballola

Quale modello di intelligence scegliere, quali caratteristiche funzionali chiedere ai fornitori di soluzioni e come procedere in pratica nello sviluppo di un progetto di mobile BI di livello aziendale

Per sviluppare e rendere disponibili soluzioni di business intelligence, Bpm e in generale analitiche in modo che i destinatari ne possano fruire su dispositivi mobili (smartphone, tablet, notebook o quant’altro), non occorre attendere l’avvento di una nuova generazione di piattaforme e applicazioni. Tutti i principali fornitori di BI offrono già ora un’ampia scelta di architetture, soluzioni applicative e modelli di delivery adeguati, anche se, ovviamente, non tutte le offerte sono comparabili tra loro, sia come risultati sia come facilità/difficoltà di realizzazione. Secondo Forrester Research, che nel marzo di quest’anno ha condotto una specifica analisi sull’implementazione pratica di un progetto di BI mobile, per portare le soluzioni di analisi e business intelligence agli utenti mobili, Cio e It manager possono seguire quattro strade diverse, che offrono crescenti livelli di vantaggi ottenibili e di sforzi richiesti (vedi figura 1).
Invio, via alert, di contenuti sul device mobile – Si tratta del modello più semplice da realizzare e le cui soluzioni sono disponibili da tempo presso tutti i maggiori fornitori. L’applicazione di BI invia al terminale mobile, per mail o con un servizio di short messaging, un messaggio di notifica, in genere con un report allegato. Quasi tutte le piattaforme di analisi di classe enterprise permettono di inviare report a determinati utenti su base periodica programmata e/o a fronte di eventi predefiniti, come il superamento della soglia di allarme per dati parametri monitorati. Chiaramente, in questo modo si possono solo leggere report standard senza poter interagire con il sistema di BI, ma, se si tiene conto del fatto che tutte le aziende hanno già propri sistemi di mail o messaggistica, si tratta di una soluzione economica e molto facile da implementare.
Accesso statico alle applicazioni via browser – In teoria, ogni dispositivo mobile con accesso Internet può accedere a un’applicazione che abbia un’architettura thin client e sia web based solo in Html. In pratica l’accesso via smartphone a un’applicazione di BI sarà limitato alla visione di report o ‘cruscotti’ statici, dato che la maggioranza delle opzioni interattive saranno così lente e complicate da essere impraticabili. Inoltre, per avere un minimo di funzionalità, bisognerà realizzare e mantenere versioni speciali delle videate, fatte in modo da adattarsi ai piccoli schermi dei dispositivi. Ciò non vale però per i tablet, che permettono di accedere ai normali report e che, con pochi interventi sulle applicazioni, offrono all’utente mobile una piena interattività.
Accesso dinamico alle applicazioni via browser RIA-enabled – Le soluzioni di BI che usano le tecnologie del Web 2.0, o RIA (Rich Internet Applications) sono dinamiche e interattive ma presentano un nuovo problema, dato che terminali mobili diversi richiedono tecnologie RIA diverse. Per esempio, Adobe Flash funziona sui dispositivi Ms Windows e Rim BlackBerry ma non sugli Apple (iPhone e iPad). Così come le applicazioni per iPhone e iPad (Apple iOS) non funzionano sugli altri dispositivi e Ms Silverlight funziona solo su Ms Windows e su alcuni dispositivi Linux. In breve, si tratta di progettare, realizzare e implementare una diversa versione di ogni report o cruscotto per ogni dispositivo adottato. Secondo Forrester è probabile che tutte queste tecnologie si consolideranno sul nuovo standard Html5, che è platform-independent. Ma anche se i fornitori di piattaforme di BI dovessero mettersi d’accordo per supportare l’Html5, resteranno certamente differenze residue nel livello di supporto assicurato che renderanno difficile usare terminali diversi.
Adozione di una piattaforma specifica per client mobili – Si tratta dell’approccio più avanzato, che offre pieno accesso e piena interattività con le applicazioni analitiche ed è ottimizzato per un particolare tipo di dispositivo mobile. Questa soluzione permette inoltre di memorizzare i dati localmente e di sincronizzarli periodicamente in background con il data warehouse aziendale. L’utente può così lavorare anche off-line, per esempio in aereo o in aree non coperte dalla rete cellulare. L’unico limite che rimane è la necessità, da parte degli sviluppatori, di realizzare e rendere disponibili applicazioni analitiche e report diversi, specifici per ciascun tipo di terminale adottato.

Cosa chiedere alla tecnologia
Qualora per il progetto di BI mobile venga scelta l’opzione di una piattaforma specializzata occorre valutare le diverse soluzioni presenti sul mercato verificando con il fornitore (vedi figura 2) che la tecnologia proposta supporti tutta una serie di funzioni, o che ne sia prevista l’introduzione a breve. Non dimentichiamo infatti che se da un lato l’offerta del settore è in evoluzione lo è anche la domanda, e una funzionalità che oggi può sembrare superflua potrebbe tra non molto diventare importante ai fini del business. Qui di seguito elenchiamo i principali punti da verificare.
Diverse modalità e diversi input per le query. Il motore di analisi deve permettere di ordinare i dati su più dimensioni e di passare dall’una all’altra dimensione (drill-across), salire e scendere nella scala gerarchica (drill-up/down), passare da una fonte dati a un’altra (drill-through), applicare filtri, ordinamenti e così via. Alcuni terminali mobili poi aggiungono alla tastiera e al touch-screen altre modalità di data entry, come la lettura dei codici a barre con le fotocamere incorporate e i comandi vocali.
Integrazione con il Gps e altre funzioni del terminale. Alcune soluzioni di BI si integrano con l’agenda, la gestione dei contatti, l’e-mail, le chiamate automatiche e altre applicazioni del dispositivo mobile. Ciò risulta utile alla distribuzione e condivisione degli alert e ad altre attività di comunicazione e collaborazione. Particolarmente importante poi è l’integrazione con la funzione di localizzazione via Gps, che permette di analizzare i dati rispetto a parametri spaziali predefinibili (punti, aree, distanze…). Si tratta di chiedere al fornitore se le analisi geospaziali possono automaticamente rilevare le coordinate date dal Gps e se report e dashboard si possono personalizzare a seconda della localizzazione dell’utente.
Possibilità d’interazione strumentale e gestuale. Nell’interazione strumentale l’utente si serve dei classici controlli delle interfacce grafiche, tipo menù, barre e bottoni, per agire sulle query e sui dati. In quella gestuale (detta anche Nui, natural user interface) le azioni di puntamento, selezione, trascinamento, avanzamento, esecuzione e così via avvengono toccando in diversi modi lo schermo. Queste funzioni sono native nei terminali Apple iOS (iPhone, iPad), ma si vanno diffondendo, come funzionalità dell’applicazione o del device, anche su altri sistemi operativi.
Animazione dei dati in display. Si tratta di una funzionalità che è rilevante per due tipi di applicazioni di BI: uno è nelle analisi in tempo reale, nel qual caso il variare dei dati è automaticamente visualizzato dalla variazione continua degli indicatori (esattamente come avviene per gli strumenti di un’automobile). L’altro è nelle analisi grandi quantità di valori (come i dati di vendita giornalieri proiettati sull’anno), nel qual caso uno scrolling animato permette di superare i limiti che il piccolo schermo impone allo scorrimento manuale.
Possibilità di personalizzazione. Abbiamo lasciato per ultima una funzione che è della massima importanza, sia nella BI strategica, perché ciò che importante sapere per un manager può non esserlo per un altro, sia soprattutto in quella operativa. In questo caso la soluzione di BI deve non solo permettere di costruire cruscotti personalizzati in grado di ricevere automaticamente i dati delle applicazioni transazionali che interessano al singolo utente o abilitare formati personalizzati di prompt e di data entry, ma anche poter gestire automaticamente l’accesso ai dati nel rispetto delle politiche di privacy, compliance e risk management dell’azienda.

Sette passi per un approccio sicuro
Dato per scontato che le aziende che non permetteranno ai propri ‘knowledge workers’ di accedere alle informazioni di cui possono aver bisogno in ogni luogo e in ogni momento del giorno rischiano di restare indietro nella corsa alla competitività, Forrester raccomanda, in conclusione e indipendentemente dall’approccio tecnologico prescelto, di avviare un progetto di Mobile BI procedendo con cautela lungo un percorso che si articola nei seguenti punti:
Valutare il quadro del Data & Information management. La BI mobile è solo un aspetto di una più ampia strategia di business intelligence & analytics, che a sua volta è solo un aspetto della vasta e complessa architettura (e infrastruttura) di gestione dei dati e delle informazioni di un’impresa. L’implementazione di una soluzione di Mobile BI va comunque inquadrata in una strategia nella quale vengano adeguatamente considerati data integration, data quality e data warehousing.
Puntare su un progetto mirato al business e con un Roi tangibile. Anche se gli aspetti ‘di moda’ ed edonistici della Mobile BI non si possono negare, bisogna metterne in risalto quelli pratici per il business e proporre un’adozione che offra un chiaro ritorno economico. Se no si rischia di farne un gadget per gli executive con scarso valore per l’impresa.
Integrare la BI con le applicazioni business mobili. Nella scelta di una piattaforma di BI mobile bisogna considerare la possibilità di facile integrazione con le soluzioni mobili di Erp e Crm ed assicurarsi che il fornitore provveda un kit di sviluppo per l’integrazione con applicazioni mobili custom o di terze parti.
Ricordarsi delle misure dello schermo. Se avere schermate chiare e leggibili è importante per qualsiasi applicazione, in una soluzione di BI mobile, data l’area ridotta del display, è una condizione vitale che gli sviluppatori devono tenere sempre presente.
Scegliere attentamente le metriche da analizzare. Se in un processo di business bisogna monitorare decine di indici e di metriche prestazionali (Kpi e Kpm), in quel processo c’è qualcosa che non va. Ma anche una dozzina di valori sono troppi per poterli mostrare e analizzare efficacemente sullo schermo di uno smartphone. Bisogna eliminare tutto ciò che è inutile controllare in movimento per concentrarsi sui dati che non possono aspettare.
Non legarsi troppo a una piattaforma o tecnologia. Finché l’Html5 non sarà lo standard globale, lo sviluppo di applicazioni BI mobili richiederà strumenti diversi. Si può però fare in modo da porre la maggior parte della logica applicativa su componenti indipendenti da una specifica piattaforma, come i web server e gli application server, in modo da minimizzare il trasporto di un’applicazione di BI mobile su nuove piattaforme, come sarà molto probabile fare per seguire il passo dell’innovazione in atto nel settore.
Considerare l’aiuto dei fornitori di managed services. Le applicazioni mobili comportano molti ruoli e funzioni tradizionali del comparto It, tra le quali i client services e il security management. Ma poiché la gestione dei dispositivi mobili e quella della sicurezza sono affidate a funzioni separate (Infrastructure & Operations e Security & Risk Management rispettivamente) per evitare le conseguenze di un disallineamento tra tali funzioni conviene valutare il ricorso a un managed services provider che possa mettere la gestione di più piattaforme, dispositivi mobili e sistemi di sicurezza sotto uno stesso ombrello.


Figura 1 – Opzioni di architettura e content delivery
Figura 2 – Funzionalità di Mobile BI dei principali vendor
(cliccare sull'immagine per visualizzarla correttamente)

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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