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Quale governance delle tecnologie e dei processi Per una rinnovata capacità di innovazione aziendale e di sistema paese

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Quale governance delle tecnologie e dei processi Per una rinnovata capacità di innovazione aziendale e di sistema paese

07 Nov 2013

di Nicoletta Boldrini

La fase di trasformazione che stiamo vivendo ormai da una decina di anni è epocale, caratterizzata da una velocità di cambiamento che costringe le aziende a rimettere rapidamente in gioco le proprie strategie, i modelli di business e le scelte sul fronte delle operations e dell’innovazione di prodotti e servizi. Criticità che potrebbero trovare
nell’Ict una risposta efficace riportando alla luce un tema tutt’altro che superato: la trasformazione dell’It verso la Bt, Business Technology,in sintesi, secondo la definizione di Forrester, una pervasiva digitalizzazione dei processi
di impresa che, proprio per la loro forte caratterizzazione informatica, sono in grado di supportare e sviluppare il business in mercati ormai sempre più digitalizzati e
in contesti sempre più variabili e complessi.

Proseguire con il ‘tradizionale’ approccio che vede la tecnologia quale mezzo per risolvere i problemi, anziché quale servizio per le esigenze aziendali e di sviluppo competitivo è molto rischioso e mette a dura prova le imprese soprattutto europee. Sono ormai molti gli studi che confermano come la pervasività della tecnologia all’interno dei processi aziendali determini una reale capacità di maggiore efficientamento,
innovazione, miglioramento della produttività e della competitività (non ultimi i dati rilasciati la scorsa primavera da organismi quali la Banca D’Italia o l’Ocse). Un quadro confermato anche dalle aziende italiane: analizzando i risultati delle web survey realizzate a maggio da Finaki-ZeroUno-NetConsulting, le 72 aziende interpellate ritengono che siano molti gli avvenimenti di business che nei prossimi mesi/anni avranno un significativo impatto sull’Ict. Primo fra tutti, la revisione dei processi, cui seguono importanti interventi che vanno dal ridisegno dei business model, all’introduzione di nuovi prodotti e servizi. Tutti elementi che mostrano chiaramente qual è il livello di complessità all’interno del quale deve oggi muoversi l’It, non soltanto sul fronte delle organizzazioni private.

Rapportando questo complesso quadro di trasformazione al
difficile percorso che sta compiendo anche il nostro Paese attraverso l’Agenda Digitale, è evidente che la strada da compiere è in salita. È fondamentale che l’Italia compia uno sforzo per capire come i modelli e le tecnologie (ma anche le esperienze e le competenze) che concorrono oggi alla forte digitalizzazione dei processi aziendali possano essere estesi a una dimensione territoriale e sociale affinché l’Ict diventi volano per il rilancio della produttività italiana, elemento imprescindibile per riconquistare la fiducia dei mercati e tornare a essere un paese attrattivo e competitivo. In questo scenario, il Cio diventa allora potenzialmente artefice di tale ambizioso obiettivo, guidando in azienda questo percorso di cambiamento, tra scelte tattiche e strategiche, lavorando sulla governance delle tecnologie e dei processi, indirizzando una trasformazione che sia realmente finalizzata a produrre una rinnovata capacità di innovazione aziendale e che possa estendersi a livello di sistema Paese. Sono questi i temi che, in preparazione del 13° appuntamento dei Cio appartenenti alla community Finaki, tenutosi a Porto Cervo dal 27 al 30 giugno 2013, sono stati affrontati nel corso di due Tavole Rotonde organizzate a Milano il 4 giugno e a Roma il 6 giugno da Finaki, ZeroUno e NetConsulting. Il dibattito ha preso spunto dai risultati delle due web survey che hanno offerto alcuni interessanti spunti per approfondire l’analisi e la discussione attorno al tema della governance delle tecnologie e dei processi finalizzata a stimolare l’innovazione.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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