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Piemonte: un sistema per supportare il Cio nel cambiamento

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Piemonte: un sistema per supportare il Cio nel cambiamento

04 Lug 2010

di Nicoletta Boldrini

Tre differenti realtà lavorano in sinergia con l’intento di focalizzare gli aspetti emergenti all’interno di un’area professionale, quella It, sempre più strategica per lo sviluppo del business delle imprese. Parliamo del Club Dirigenti di Informatica dell’Unione Industriale di Torino, dell’Itsmf Italia e della Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università degli Studi di Torino

Come riportano ormai quasi tutte le analisi e le indagini di settore, l’innovazione ha un ruolo determinante per guidare l’uscita dalla crisi; l’Ict e la sua figura di riferimento all’interno delle imprese, il Cio, hanno dunque il difficile compito di catalizzare e gestire le aspettative che provengono dal business, nonché supportare il percorso di crescita competitiva aziendale. Servono allora nuove linee guida per sostenere l’evoluzione del ruolo del Cio in azienda, un ruolo sempre più a 360° che deve esprimere, a fronte di un’immutata e sempre aggiornata competenza tecnologica, maggiori capacità manageriali per scegliere software, stipulare contratti, curare aspetti legali, gestire maggiori complessità relazionali, intervenire nell’ottimizzazione dei processi aziendali, definire nuove strategie di sourcing con conseguente vendor management, ecc.
In una regione come il Piemonte, la consapevolezza del cambiamento storico che sta interessando il mondo It nel suo complesso e il ruolo dei Cio e degli Ict Manager all’interno delle imprese, ha portato tre differenti realtà a collaborare in modo sinergico per un unico obiettivo: sviluppare un sistema di formazione e condivisione con cui dare supporto al “Cio che cambia”.
Il Club Dirigenti di Informatica (Cdi) dell’Unione Industriale di Torino, attraverso lo spirito d’iniziativa del suo Presidente Giuseppe Novello, ha recentemente dato il via a un evento, l’It Manager Day, che si presta a essere replicato annualmente data la consapevolezza, e la volontà, di creare maggiori occasioni di incontro e scambio tra Cio e responsabili It. “Mi sento di evidenziare che la figura professionale dell’It Manager dovrà per forza subire delle profonde trasformazioni per poter supportare con efficacia ed efficienza i processi di business che saranno sempre più brevi e in costante cambiamento”, afferma Novello, che oltre a ricoprire la carica di Presidente del Cdi è anche Cio del Settore Finanza di Fiat Group. “L’It Manager Day è però solo una tappa, molto importante, di un programma di sostegno che il Cdi ha da tempo avviato a favore del dirigenti informatici. Si tratta di una libera associazione di professionisti dell’Ict che partecipano a titolo personale e che trovano nel Club un  punto di riferimento e di incontro. Non si tratta di uno slogan; l’idea del Club è di fornire un unico luogo dove aggregare e condividere conoscenze e competenze di alto livello”.
“I soci si incontrano portando all’interno del gruppo diverse esperienze e prospettive reali sulle applicazioni Ict e sulle strategie d’impresa – sottolinea Novello -, rappresentando concretamente un significativo patrimonio di conoscenze condivise”.
Oltre all’organizzazione di convegni ed eventi come l’It Manager Day, le attività del Club si articolano in: incontri periodici di approfondimento e di dibattito che includono anche incontri con personaggi di spicco dell’Ict e seminari di scenario sia tecnologico sia di mercato; presentazioni di studi, indagini ed approfondimenti sui temi più attuali, sviluppati attraverso gruppi di lavoro di esperti. “Una nota particolare va al Premio annuale per l’innovazione nelle Ict, nato nel 2002 e intitolato all’ingegner Tarcisio Zucca Alessandrelli (fondatore del Cdi di Torino) – sottolinea Novello – che rappresenta un’interessante opportunità per la presentazione di idee e progetti innovativi in ambito Ict, di cui c’è davvero molto bisogno”.
Il Club torinese, prima associazione del suo genere, ha innescato un processo di lievitazione delle iniziative che hanno favorito la nascita degli analoghi Club di Milano, Roma, Venezia, Genova, Napoli e Marche, integrati poi, nel 1992, nella Federazione Nazionale denominata Fida Inform. “Questo dimostra quanto ci sia bisogno di nuove e maggiori opportunità di scambio per i Cio che negli ultimi dieci anni hanno visto cambiare enormemente il loro ruolo e sono oggi alla ricerca di un supporto concreto per affrontare questa evoluzione che, ormai iniziata, è ancora tutta in divenire”, afferma Novello.
E visto che in questo scenario anche la formazione ha un peso decisivo, in Piemonte, a Torino in particolare, la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università degli Studi di Torino ha recentemente attivato un nuovo percorso: un Master in It Governance and Compliance dedicato proprio al settore It, per formare i futuri Cio che, oltre alle competenze tecniche, dovranno dimostrare di avere capacità di business. ll master è infatti rivolto a persone destinate a ricoprire incarichi di responsabilità aziendale ed è studiato per rispondere a esigenze di sviluppo di profili che devono acquisire o consolidare competenze gestionali e organizzative nel ciclo di vita dei sistemi informativi. Si tratta, in pratica, di una nuova proposta di formazione manageriale destinata a dare risposta alla progressiva e costante attività di normazione che a livello nazionale e internazionale impatta su diversi settori industriali e sulle Pubbliche Amministrazioni, promuovendo l’utilizzo di metodologie standard e di best practice che facilitano un impiego efficace ed efficiente delle risorse disponibili.
“Il Master in It Governance and Compliance rispecchia appieno l’integrazione tra la necessità delle imprese di strutturare percorsi di formazione volti a sviluppare il potenziale delle proprie persone e la necessità di fornire ai nostri partecipanti dei titoli spendibili individualmente nel mercato del lavoro per sostenere la propria employability in un contesto accademico”, afferma Valter Cantino, Direttore della Scuola. “Il Master è il risultato della sinergia operativa tra sistema universitario, partner istituzionali del settore e aziende tipica dell’approccio delle business school, che hanno come valore fondante il reale collegamento tra mondo accademico e mondo delle imprese”.
Il Master, infatti, è patrocinato da itSMF Italia (che ha patrocinato anche l’It Manager Day), il capitolo italiano dell’Associazione Internazionale che promuove lo scambio di esperienze e informazioni e l’adozione delle best practices nella gestione dei servizi Ict. “L’Associazione itSMF Italia (It Service Management Forum Italiano), persegue l’obiettivo di un It sempre più vicino ai bisogni del business, attraverso la valorizzazione del servizio It con il punto di vista di chi lo utilizza, attraverso la leva strategica costituita dai processi di It Service Management”, spiega il Presidente Alessio Cuppari.
L’Associazione, di fatto, intende fornire un supporto diretto e concreto agli Ict Manager nell’ambito della gestione dei servizi Ict mettendo a loro disposizione non solo una base organizzativa con cui scambiare informazioni sulle esperienze fatte, i problemi incontrati e le soluzioni adottate, ma, soprattutto, una fonte di informazioni  costituita dalla libreria Itil.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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