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Client management: una profonda evoluzione

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Client management: una profonda evoluzione

28 Lug 2010

di Riccardo Cervelli

Diversificazione degli endpoint utilizzati dagli utenti finali, espansione della virtualizzazione applicativa e desktop, fusioni e acquisizioni sul fronte dei vendor di desktop management e crescita dell’outsourcing: il segmento della gestione dei client vive una fase di rapida trasformazione

Periodo di grandi cambiamenti per le suite di client management, il mercato dei loro fornitori e i professionisti che le utilizzano. Forrester ha dedicato uno studio a questo settore e ha analizzato sia le novità degli ultimi tempi sia quelle che dovrebbero verificarsi a partire dal 2012. Tra i fattori alla base dei nuovi trend si segnalano la diversificazione degli endpoint utilizzati dagli utenti finali (sia a livello di device e sistemi operativi, sia a quello di proprietà dei dispositivi stessi), l’espansione della virtualizzazione applicativa e desktop, le fusioni e acquisizioni sul fronte dei vendor di desktop management e la crescita dell’outsourcing. Vediamoli nel dettaglio.

Gli sviluppi delle suite di management
Nella sua analisi Forrester segnala la maturità raggiunta dalle suite di client management nelle loro funzionalità tradizionali. Negli ultimi anni, a queste se ne sono aggiunte altre prima appannaggio di diversi tipi di software, ovvero il backup e recovery, la sicurezza e il power management. L’aggiunta alle suite di client management anche di queste feature (o anche l’opposto: l’integrazione di funzionalità di gestione del client in quelle di sicurezza o backup) ha portato molti specialisti di desktop management a doversi occupare anche di tematiche quali l’It security e lo storage management. Parallelamente, da parte di molti vendor di soluzioni di client management si è assistito all’acquisizione di società specializzate in backup e recovery e di sicurezza e si è assistito anche a qualche caso opposto: quello di vendor specializzati in storage o security penetrati nel mondo del desktop management.
Su un altro fronte sono cresciute le offerte di managed service o addirittura Infrastructure as a Service in grado di offrire agli utenti tutto lo spettro delle funzionalità di gestione del client – oltre a quello di server, networking e data center – configurando così proposte di vera e propria “enterprise as a service”. Last but not least, segnala Forrester, continuano a nascere e operare sul mercato produttori di soluzioni best of breed dedicate a tematiche più o meno emergenti come il power management, la sicurezza o l’asset management. Queste start up, in molti casi, sono destinate a diventare “bocconi appetibili” per grandi vendor interessati a predisporre suite il più complete possibili per la gestione dei client tradizionali o alternativi. I più grandi di questi fornitori, peraltro, sottolinea la società di consulenza, sono in grado di integrare il client management con piattaforme più ampie di It management e di business service management.

Tante funzioni di gestione
Dal punto di vista delle funzionalità tradizionali le attuali soluzioni di client management sono ormai quasi tutte simili e standardizzate. Queste feature includono l’Os deployment, l’Os migration, il configuration management, il patch management, il software packaging, il software delivery, l’asset management e il license management.
La funzionalità di Os deployment automatizza la creazione di immagini di desktop standard e di installarle su più pc senza doversi recare fisicamente presso di essi. L’Os migration colma i gap dell’Os deployment, nel senso che permette sia l’upgrade del sistema operativo sia lo spostamento dello stesso e di altri setting software legati all’utente su una nuova macchina. Il configuration management gestisce e controlla le impostazioni di un pc: con questo strumento l’amministratore può decidere, per esempio, quali software possono essere installati su una macchina e impedire che questa devi dagli standard aziendali. Il patch management è una delle funzionalità più mature: permette di aggiornare il software sia quando diventano disponibili nuove feature sia quando vengono scoperte vulnerabilità da parte del produttore. Il software packaging permette di creare un unico pacchetto di più applicazioni e di installare queste ultime su uno o più pc in modo più rapido e automatizzato. Con software delivery si intende qualcosa di simile, ma in questo caso il pacchetto di applicazioni viene installato sulle macchine target attraverso una connessione di rete, eliminando così la necessità di un intervento on-site. L’asset management, infine, consente agli It manager di inventariare i dispositivi e i software presenti nel sistema informatico aziendale, mentre il license management è una funzionalità ulteriore per tenere sotto controllo le licenze software ed evitare che il loro numero ecceda quello effettivamente acquistato.
Le feature che più recentemente sono state integrate nelle client management suite – utilizzate sia da reparti It interni alle aziende sia da provider di servizi gestiti – sono invece il backup e recovery, il power management e il vulnerability management. La funzionalità di backup e recovery consente agli utenti di veder ripristinati i propri documenti anche in caso di guasto dell’hard disk o del client. La seconda fornisce agli It manager la capacità di automatizzare la gestione dei consumi energetici nell’ambito dell’organizzazione sulla base di policy predeterminate: per esempio è possibile definire che tutti i monitor passino in stand-by dopo che per un quarto d’ora il pc non è stato più utilizzato. Con il vulnerability management, invece, si possono effettuare scansioni di tutti i pc alle ricerca di macchine a rischio, o perché non sono state sottoposte a patching o perché non aderiscono a determinate policy.

L’impatto delle nuove architetture It
Ebbene, sarebbe bello se la maturità raggiunta da tutte le suite di client management e la loro integrazione con feature di business continuity (backup e recovery) e di sicurezza potesse permette agli It manager di dormire sonni tranquilli. In realtà, importanti cambiamenti nelle architetture It e nei requisiti degli utenti hanno già iniziato a rimescolare le carte nel client management.
Nell’immediato, a livello tecnologico le novità principali riguardano la virtualizzazione applicativa locale e la virtualizzazione desktop. Con la prima si astrae lo strato applicativo da quello del sistema operativo di una macchina. Quest’innovazione, tra gli altri benefici, consente di gestire le applicazioni presenti su diversi pc aziendali in modo centralizzato e uniforme, a prescindere cioè dalle differenze di sistema operativo e di configurazione hardware del singolo client. Non solo le applicazioni possono essere gestite da remoto: possono anche essere fatte fruire – sia in toto, sia in parte – come se fossero installate sul pc, mentre in realtà si trovano su un server esterno (application streaming). Con la desktop virtualization i vantaggi per il client management sono ancora più evidenti: siccome ogni singolo desktop è virtualizzato su un server ed è accessibile dall’utente con qualsiasi device, quel desktop può essere manutenuto centralmente.
Un altro grande driver di cambiamento è la proliferazione di nuovi tipi di client per accedere ai sistemi informativi. Mentre prima erano quasi esclusivamente pc basati su Windows, sempre più gli utenti chiedono di poter utilizzare Mac, netbook con sistemi operativi Linux e altri device mobili. Sempre più aziende, per semplificarsi la vita a livello di procurement o per venire incontro alle richieste di flessibilità degli utenti, permettono a questi di utilizzare per lavoro i loro dispositivi personali. Un ulteriore elemento di complessità è il crescente utilizzo di strumenti di social networking e social collaboration, con cui le informazioni aziendali vengono condivise sul Web.
Le esigenze in materia di client management sono quindi destinate a mutare di nuovo. Con l’evoluzione della virtualizzazione, una parte crescente delle funzionalità di backup e recovery verrà trasferita dalle suite di client management alle soluzioni di virtualization. I dispositivi diventano sempre più nativamente efficienti, e quindi diminuirà l’importanza delle feature di power management nelle soluzioni di gestione desktop. Per contro, la diversificazione dei device, l’uso in azienda di dispositivi personali, il ricorso sempre più massiccio ai social media e al cloud computing, renderanno più impegnative attività quali il configuration, il patch, il security management, l’asset e il license management.
In questo contesto gli It manager potrebbero anche trovare più conveniente affidare il client management in outsourcing per potersi concentrare sulle innovazioni It più legate al core business. Dagli outsourcer ci si aspetta un’attenzione continua sui cambiamenti dell’Ict e quindi un’offerta di servizi rinnovata e a costi competitivi. Qual è l’attuale livello di soddisfazione di chi ha scelto l’outsourcing per l’infrastructure management? Secondo Forrester, gli utenti sono abbastanza soddisfatti ma esiste ancora un ampio spazio di miglioramento. Si rilevano voti elevati per quanto riguarda il rispetto delle norme contrattuali e la competenza tecnologica, mentre minore è la soddisfazione per quanto concerne invece l’account management e il continuous improvement. I clienti lamentano inoltre una difficoltà degli outsourcer a supportare i cambiamenti organizzativi, e non solo tecnologici, e a incrementare nel tempo la qualità dei servizi. Forrester, dal canto suo, ricorda che in un rapporto si è sempre in due: se gli outsourcer si devono sforzare di colmare le proprie lacune, gli utenti devono imparare a progettare più chiare “deal architecture” e adottare best practice di governance degli accordi. 

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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