A cosa serve la CDN e perché migliora la scalabilità dei contenuti

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A cosa serve la CDN e perché migliora la scalabilità dei contenuti

Le Content Delivery Network (CDN) supportano la stragrande maggioranza dei business online garantendo sicurezza, resilienza e, soprattutto, una delivery rapida dei contenuti a prescindere dalla distanza tra il server di origine e l’utente

Pubblicato il 15 Dic 2022

di Emanuele Villa

Molti business online si fondano sulla distribuzione rapida ed efficiente di contenuti verso un pubblico geograficamente distribuito. Si pensi agli OTT che trasmettono eventi sportivi via web, ai social network, ai provider SaaS oppure all’eCommerce delle grandi catene retail: visto che la customer experience, che si traduce in vendite e retention, dipende in buona parte dalla velocità di caricamento dei contenuti, è un preciso onere delle aziende massimizzare tali performance, facendo in modo che l’esperienza sia piacevole a prescindere dalla posizione geografica di chi ne usufruisce. A livello tecnico, ciò che abilita i siti e i servizi web più reattivi e performanti è l’adozione di una CDN, acronimo di Content Delivery Network.

Cosa vuol dire CDN e cos’è una rete di distribuzione dei contenuti

Alla domanda più comune, ovvero cosa vuole dire CDN si può rispondere con una definizione da manuale.

Secondo Cloudflare si tratta di “un gruppo di server distribuiti geograficamente che collaborano per fornire la trasmissione rapida di contenuti Internet”. La rapidità citata da Cloudflare è la latenza, ovvero il primo fattore prestazionale di un servizio web. La latenza risente in modo netto della distanza tra l’host del servizio e l’endpoint che ne fa richiesta. Se questa è importante (server host negli USA e utente in Europa), la qualità del contenuto e/o i tempi di caricamento della pagina condizionano negativamente l’esperienza.

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Cosa fa la Content Delivery Network?

CDN vuole dire Content Delivery Network perché, appunto, è una rete geograficamente capillare che distribuisce in modo ottimizzato contenuti in tutta l’area coperta, che spesso coincide con buona parte del mondo (aree specifiche escluse, come la Cina). Content Delivery Network non è una rete di host, ma sfrutta la dinamica del caching per portare i contenuti sul perimetro di rete, migliorando di fatto la delivery a prescindere da dove provenga la richiesta.

Qual è il vantaggio principale di una CDN

Qual è il vantaggio principale della CDN? Senza dubbio le prestazioni, di cui si è già detto, ma per completezza ne citiamo tre:

  • Prestazioni. Il servizio, o la pagina web, viene erogato dal server più vicino all’utente. Le performance, in termini di latenza, migliorano sensibilmente. Questo è senza dubbio il vantaggio principale della CDN, che l’ha resa la spina dorsale del traffico web.
  • Abbattimento dei costi di hosting. Attraverso il caching si ottimizza il consumo di banda dell’host, che rappresenta una delle voci di costo più impattanti per i titolari di attività online.
  • Aumento di resilienza e sicurezza. La distribuzione dei contenuti su reti globali ha un impatto positivo sulla disponibilità dei servizi, poiché le richieste non si concentrano più verso un unico host. Le Content Delivery Network offrono inoltre una mitigazione nativa rispetto agli attacchi DDoS, e quindi benefici a livello di cyber security.

Quali problemi può risolvere la CDN?

I benefici corrispondono in modo speculare ai problemi che la CDN risolve, ovvero lentezza nel caricamento delle pagine e delle immagini, trasmissione video di qualità non adeguata, ma senza trascurare veri e propri downtime.

In che modo la CDN migliora le prestazioni della rete

CDN migliora le prestazioni della rete attraverso il meccanismo del caching dei contenuti all’interno di server edge (CDN server) posizionati dai vari provider nei punti di interscambio delle diverse reti (IXP) che compongono Internet.

Il caching può essere gestito in modo puntuale dal provider e/o dall’azienda cliente in base agli obiettivi, tra cui prestazioni, efficienza o riduzione dei consumi di banda. In linea di principio, i CDN server memorizzano in cache i contenuti richiesti dagli utenti, così da poterli ottimizzare e servire in un secondo momento a tutti gli altri utenti in prossimità. In aggiunta, i Content Delivery Network server dispongono di hardware molto performante ed eseguono ottimizzazioni sui contenuti (ad esempio attraverso la compressione) per accelerare ulteriormente la delivery.

Anche i contenuti dinamici possono avvalersi dei benefici delle CDN. A tal fine, ci si avvale dell’esecuzione degli script in una cache Content Delivery Network anziché nel server di origine, ottimizzando la creazione e la distribuzione dei contenuto. Viene poi in soccorso la cosiddetta accelerazione dinamica, ovvero l’accelerazione del processo di connessione tra il server Content Delivery Network e quello d’origine.

Quando non si dovrebbe utilizzare una CDN e gli svantaggi

Difficile spiegare quando non si dovrebbe utilizzare una CDN. I vantaggi, infatti, superano di gran lunga gli svantaggi della CDN. Piuttosto, è possibile che in determinati casi una Content Delivery Network non sia necessaria e che, se adottata, rappresenti un costo evitabile.

A livello aziendale, una CDN non è particolarmente utile quando i destinatari dei contenuti/servizi sono tutti concentrati in un’area geografica ristretta, il servizio gode già di ottime prestazioni o non incide in alcun modo sul business. Un sito aziendale con poche pagine statiche, localizzato in Italia, indirizzato ad un pubblico di lingua italiana e senza ambizioni di sviluppo diretto di business potrebbe fare a meno di una CDN.

Quali sono le due tipologie di CDN?

Quali sono le tipologie di CDN? Le principali sono due, la cui differenza risiede nelle dinamiche di funzionamento: push e pull.

Push

In questo caso, l’host server invia il contenuto ai server CDN senza attendere la richiesta da parte dell’utente finale. A seconda dei casi, ciò può avvenire in forma del tutto automatica, in funzione di policy definite, o manualmente a seconda del contenuto o della pagina specifica. BelugaCDN spiega chiaramente che in questo caso “il proprietario del sito web è responsabile del contenuto che verrà trasmesso dalla CDN ai suoi visitatori”. Il principale beneficio è la flessibilità.

Pull

Tra le tipologie di Content Delivery Network, la variante pull si distingue per il fatto di essere “responsabile del prelievo dei contenuti giusti da consegnare ai visitatori”. Si tratta sostanzialmente del meccanismo più comune: la CDN si attiva di fronte a una richiesta esplicita dell’utente e memorizza il contenuto in cache a beneficio di altre richieste. I benefici consistono nell’ottimizzazione dello storage e nella semplicità di setup, incentrato sull’automazione. Pull CDN è il metodo preferito per tutti i servizi/siti con ampi volumi di traffico.

Cos’è la Multi Content Delivery Network e quando è una soluzione

Di fronte a business globali incentrati esclusivamente (o quasi) sull’online, una CDN può non essere sufficiente a garantire la resilienza e le prestazioni che l’azienda si aspetta. Ciò perché non tutte le zone del mondo sono coperte nel medesimo modo da un solo provider e perché alcuni nodi possono soffrire di prestazioni oscillanti o andare offline. Per alcuni business, il livello di servizio può non essere adeguato.

Il tema, di grande attualità, è dunque quello della Multi CDN, ovvero dell’orchestrazione sinergica (e orientata alle massime performance) delle Content Delivery Network di più provider. L’obiettivo della Multi CDN è quello di garantire prestazioni straordinarie e consistenti, in termini di resilienza, latenza e affidabilità, in ogni parte del globo e in modo del tutto insensibile rispetto ai fattori che intaccano le performance di rete. Il concetto cardine, dunque, è quello dell’orchestrazione del traffico, che – attraverso apposite piattaforme – viene dirottato sulla CDN giusta in funzione di obiettivi definiti, tra cui performance e/o ottimizzazione dei costi.

Cosa si intende per CDN nel cloud computing

Alcune aziende si domandano cosa si intenda per CDN nel cloud computing e che differenza ci sia tra CDN e cloud. La domanda corretta è quest’ultima poiché, nonostante entrambi servano contenuti attraverso server distribuiti a livello geografico, è proprio lo scopo, la funzione a essere diversa.

In che modo la CDN è diversa dal cloud?

TechTarget spiega in modo chiaro la differenza tra CDN e cloud: “Una CDN fornisce contenuti il più rapidamente possibile, mentre il cloud computing si basa sulla flessibilità, sulla scalabilità e sulla delivery on-demand di applicazioni e dati”. La somiglianza è quindi solo apparente. Paradossalmente, la CDN è molto più simile ad un’architettura di edge computing che, sempre per citare TechTarget, “un tradizionale framework di cloud computing”.

Da notare, infine, che i grandi hyperscaler offrono tutti un proprio servizio Content Delivery Network.

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Emanuele Villa

Giornalista

Appassionato di tecnologia da sempre, ho deciso che avrei impegnato il mio tempo raccontandola e lo faccio dal lontano 2000. Dopo un lungo percorso nel mondo della tecnologia consumer, ora mi occupo soprattutto di Digital Transformation.

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