Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Ibm Dynamic Infrastructure: strategia e soluzioni per una nuova “era” dell’It

pittogramma Zerouno

Ibm Dynamic Infrastructure: strategia e soluzioni per una nuova “era” dell’It

08 Lug 2009

di Nicoletta Boldrini

La Dynamic Infrastructure è una delle basi su cui si fonda la strategia Ibm che, attraverso soluzioni e servizi, mira ad offrire alle aziende aumento di efficienza e flessibilità, riduzione dei costi, miglior qualità dei servizi, massima continuità operativa, gestione del rischio. A Las Vegas, durante l’evento mondiale dedicato
a clienti e partner delle soluzioni Tivoli, Ibm ha presentato strategia e relative soluzioni

LAS VEGAS – “Migliorare i servizi, ridurre i costi, gestire i rischi”. È questo il messaggio ripetuto a gran voce da tutti i manager Ibm durante l’evento mondiale dedicato alle soluzioni del brand Tivoli che ha riunito a Las Vegas clienti e partner provenienti da tutto il mondo. Il messaggio rappresenta i tre pilastri della Dynamic Infrastructure che Ibm promuove per raggiungere quello “Smarter Planet” annunciato dal Ceo Sam Palmisano all’inizio di novembre dello scorso anno: un “Pianeta intelligente”, perché attraversato da una tecnologia sempre più universale e pervasiva, che trova nella cosiddetta “internet delle cose” la sua espressione più attuale.
“Utilizzare un’infrastruttura dinamica significa offrire alla propria azienda servizi It e di business con tempestività e velocità, rispondendo alle diverse esigenze operative”, dice Al Zollar (nella foto in alto), general manager di Ibm Tivoli Software durante la conferenza di apertura dell’evento. “L’infrastruttura dinamica è la base di un modello di distribuzione dei servizi It (e di business) resiliente, sicuro e scalabile ed è incentrata a supportare e assistere gli utenti finali”.
In altre parole, Zollar parla di infrastruttura orientata ai servizi i cui obiettivi sono, appunto, migliorare i servizi, ridurre i costi, gestire i rischi. “In un modello di distribuzione dei servizi efficiente – spiega Zollar – gli asset aziendali (It e non It) e le risorse umane che li supportano sono integrati, ottimizzati e gestiti in maniera olistica. Migliorare i servizi significa, attraverso una Dynamic Infrastructure, visualizzare, monitorare e automatizzare i processi in modo da erogare servizi in maniera dinamica e sulle reali esigenze aziendali”. In relazione alla riduzione dei costi, Zollar illustra quali sono le tecnologie e le soluzioni (necessarie a “costruire” la Dynamic Infrastructure) che vanno in questa direzione e parla di virtualizzazione, soluzioni e sistemi ad alto risparmio energetico, consolidamento e ottimizzazione di reti e sistemi, gestione automatizzata di sistemi e servizi integrati, informazioni immediatamente disponibili, software standard.
Infine, sul terzo pilastro della Dynamic Infrastructure (Gestione dei rischi), Zollar dice: “Oggi, è necessario un framework di sicurezza e resilienza end-to-end integrato per aumentare la fiducia degli utenti che richiedono accesso in tempo reale a dati critici e riservati. Aumentando sicurezza e resilienza, l’It diventa più reattivo e preparato a fornire servizi al business, nonché a rispondere velocemente alle normative di conformità”.
Per dare un’idea di quanto sarà importante avere a disposizione questo tipo di infrastruttura il manager cita alcuni numeri: “Oggi gli abbonati alla rete telefonica mobile raggiungono i 4 miliardi e le cifre sono destinate a crescere spaventosamente; entro il 2011 più di un terzo della popolazione mondiale sarà collegato a Internet; il volume di dati e informazioni crescerà in maniera esponenziale; questo anche grazie alla rapida proliferazione di sensori intelligenti (come tag Rfid, dispositivi inseriti in qualsiasi cosa, dalle apparecchiature domestiche alle reti elettriche)”.
“In questo scenario diventerà sempre più complesso gestire le infrastrutture”, aggiunge Zollar. E i dati degli analisti confermano: Idc prevede che il mercato per software, server, tecnologie e servizi per la gestione delle infrastrutture (sia It sia fisiche), sarà di 122 miliardi di dollari entro il 2012.

I driver della dynamic infrastructure
Abbiamo detto che migliorare i servizi, ridurre i costi, gestire i rischi, sono i tre messaggi chiave attorno cui ruota la Dynamic Infrastructure di Ibm. I driver di questa infrastruttura (intesi come azioni e strategie da attuare per raggiungere quella infrastruttura dinamica service oriented presentata da Zollar) sono:
 1) Integrazione dell’infrastruttura fisica e digitale, necessaria per gestire processi di business e risorse sempre più intelligenti e per riuscire a introdurre servizi nuovi e migliori (servizi It, o servizi di business introdotti grazie all’It). Ibm propone Ibm Service Management, ossia una serie di soluzioni finalizzate ad aumentare la visibilità (attraverso cruscotti per il monitoraggio dei servizi, della conformità, dei processi, ecc.), il controllo (gestione integrata degli asset; Ibm propone hardware, software e servizi per massimizzare le prestazioni e il valore del ciclo di vita degli asset dell’azienda, come produzione, infrastrutture, trasporto, It, ecc., allineandoli alla strategia di business globale) e l’automazione operativa (utilizzando e integrando gli strumenti esistenti delle aziende, aggiungendo e adattando i processi best practice come Itil, Cobit o Six Sigma, e attraverso soluzioni specifiche per l’automazione dei processi It in aree principali come software provisioning e data backup/restoration).
2) Capacità di gestire, memorizzare e analizzare le informazioni al fine di erogare servizi utili al business. Per arrivare ad avere questa capacità, Ibm propone l’Information Infrastructure, soluzioni sviluppate per gestire l’aumento di informazioni e rispondere ai problemi di conformità, disponibilità, memorizzazione e sicurezza delle informazioni. Si tratta di soluzioni per migliorare il processo decisionale con accesso continuo e affidabile alle informazioni (Information Availability); per proteggere o eliminare i record di dati e informazioni in base ai criteri di business (Information Retention); proteggere le informazioni riservate dalle minacce di sicurezza (Information Security e Information Compliance).
3) Riduzione delle inefficienze su vasta scala (virtualizzazione e consolidamento riducono la complessità It; soluzioni ad alto risparmio energetico, hardware e software, e sistemi di monitoraggio e controllo consentono di ridurre i costi di alimentazione dei data center fino al 40%, ecc.).

Integrazione per migliorare i servizi
A livello di tecnologia, la strategia legata alla Dynamic Infrastructure si riassume in una serie lunghissima di annunci di nuove soluzioni. Partiamo da quelle legate al primo dei pilastri dell’approccio, ossia il miglioramento dei servizi (attraverso l’integrazione del mondo fisico e digitale). “L’infrastruttura del 21° secolo sarà sempre più service oriented e utilizzerà la potenza informatica per gestire in modo più intelligente processi di business e risorse fisiche (come ad esempio le reti elettriche)”, dice Zollar che a Las Vegas ha presentato Ibm Service Management Industry Solutions, una nuova offerta di software e servizi personalizzata per sette settori: pubblica amministrazione, chimica e industria del petrolio, telecomunicazioni, Retail, Banking, elettronica e attività produttive. Si tratta di soluzioni sviluppate per progettare e realizzare sistemi informatici che gestiscono e controllano, a livello centrale, un’intera infrastruttura industriale. A corredo, anche i Service Management Implementation Enhancements & Accelerators, nuovi servizi per definire e realizzare strategie di service management (per progettare e pianificare i servizi e la loro installazione e gestione).

Le nuove proposte per lo storage
Per ridurre la proliferazione dei dati, quello che è stato presentato a Las Vegas è un sistema integrato che comprende server e storage gestiti da un software che elimina automaticamente le ridondanze dei dati (ProtecTier Deduplication Appliance). Ibm ha poi annunciato una nuova configurazione del XiV Storage System, un sistema la cui architettura, basata su moduli che incorporano dischi e processori, elimina il problema della gestione storage a più livelli e virtualizza le risorse hardware in modo da ottimizzare lo spazio su disco, ridurre i costi energetici e di raffreddamento e, soprattutto, offrire prestazioni scalabili in modo lineare con la semplice aggiunta di nuovi moduli (per un’analisi di dettaglio di questo sistema vedi ZeroUno Sistemi&Architetture di giugno – pag 74).
In ambito sicurezza, annunciata durante il Pulse 2009 anche la Full Disk Encryption per i sistemi di classe enterprise System Storage DS8000 pensata per la sicurezza delle informazioni riducendone anche costi e complessità (grazie all’utilizzo di moduli disco con funzionalità di crittografia integrata). Combinando disk drive con Full Disk Encryption alle soluzioni di crittografia su nastro, si riesce a cancellare in modo sicuro qualsiasi disk drive non più usato o riutilizzato per scopi diversi.
A questi annunci si aggiunge la nuova versione di Rational AppScan, che oltre alla scansione e monitoraggio delle applicazioni, aggiunge funzionalità di controllo sui web services per garantirne la sicurezza, la compliance e l’allineamento con le policy aziendali e le strategie di business.

L’importanza dell’automazione
Laura Sanders (a sinistra), Vice President Development Tivoli Ibm, e Alan Ganek (in basso), Chief Technology Officer and Vice President, Strategy & Technology, Ibm Software Group, hanno infine parlato dell’importanza dell’automazione e del controllo, annunciando, per esempio, il software Systems Director per l’ottimizzazione della gestione delle risorse fisiche e virtuali dei data center (la soluzione consente di controllare e automatizzare un elevato numero di server fisici e virtuali sia targati Ibm sia di altre piattaforme tra cui, oltre ad AIX, Windows, Linux, Power, VMware, Microsoft Virtual Server, Xen e z/VM). Attraverso un’unica interfaccia gli utenti possono, ad esempio, mappare le risorse virtuali ai server fisici, aumentare o ridurre i consumi energetici in base alle esigenze e raccogliere i dati relativi alle temperature dell’hardware e all’uso di energia nei data center. Il software Ibm Tivoli Monitoring for Energy Management consente invece di automatizzare la gestione e i rapporti relativi ai consumi energetici di risorse diverse da quelle It (sistema di condizionamento di un ufficio o l’illuminazione stradale di una città).
E sempre in tema di automazione, da rilevare il lancio di Tivoli Service Automation Manager per la progettazione, l’installazione e la gestione di servizi fondamentali quali il middleware, le applicazioni, l’hardware e le reti, task che oggi vengono svolti per lo più manualmente e quindi soggetti a errori, vincoli temporali e altre limitazioni umane.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

Articolo 1 di 5