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Data center sempre più sostenibili, efficienti e localizzati

Il futuro del data center non può prescindere da modelli sostenibili e sempre più distribuiti grazie all’edge computing, per ridurre i consumi e risparmiare energia. Una visione che secondo Schneider Electric deve essere obiettivo comune e diffuso.

03 Mag 2021

di Roberta Fiorucci

Una sfida più che mai centrale e attuale nella digital transformation è avere data center efficienti secondo un modello di sostenibilità sempre più ampio: una visione strategica, agile e moderna e comune a tutti i protagonisti del comparto come produttori, provider di infrastrutture cloud e operatori di data center.

Cresce la necessità di una maggiore sensibilità alle tematiche ambientali e al cambiamento climatico, alle normative e cresce la necessità di contenere i consumi e risparmiare energia. Recentemente Internet Exchange Point DE-CIX di Francoforte, uno dei più importanti punti di interscambio di traffico internet, ha rilevato come il traffico di rete ha raggiunto un picco di oltre 9,1 terabit al secondo (Tbps) di dati pari a trasmettere simultaneamente 2 milioni di video HD.

Oltre all’aumento di dati come conseguenza della crescente digitalizzazione, i data center sono stati chiamati a potenziare la capacità dovuta a riunioni online, servizi di streaming e commercio digitale da un giorno all’altro, a causa della pandemia da Covid-19. Le strategie indirizzate ai green data center rientrano a pieno titolo tra le buone pratiche da perseguire nello sviluppo di un’economia sempre più digitale e digitalizzata e questo non solo è l’impegno ma anche la buona pratica di Schneider Electric. Forte della propria esperienza e con dati alla mano, Schneider delinea il data center del futuro.

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Green data center: sostenibilità come ecosistema

La visione di Schneider Electric è proprio quella di guardare alla sostenibilità come un ecosistema di strategie e valori da affrontare in maniera estesa coinvolgendo tutte le parti: produttori, partners e fornitori.

Il protocollo GHG (GreenHouse Gas), lo strumento nato alla fine degli anni ’90 per definire uno standard di misurazione delle emissioni di gas serra aziendali, raggruppa in 3 macro classi le fonti emissive di cui è composta l’Impronta Carbonica aziendale, le ricordiamo brevemente:

  • Scope 1, emissioni dirette generate dall’azienda, la cui fonte è di proprietà o controllata dall’azienda,
  • Scope 2, emissioni indirette generate dall’energia acquistata e consumata dalla società,
  • Scope 3, comprende tutte le altre emissioni indiretteche vengono generate dalla catena del valore dell’azienda.

Serve definire strategie in termini di efficienza sia all’interno del data center attraverso le riduzioni di emissioni di carbonio Scope 1 e Scope 2 che all’esterno come le emissioni Scope 3. Queste ultime appartengono alla cosiddetta catena del valore e a differenza delle altre sono generate da partner e fornitori dell’azienda e molto spesso da sole superano le emissioni combinate Scope 1 e 2.

In particolare, per ridurre le emissioni di Scope 3, gli operatori dei data center devono:

  • Stabilire programmi ed obiettivi di decarbonizzazione coinvolgendo i partner.
  • Elaborare strategie per coinvolgere i fornitori e adottare tutte le possibili opzioni in grado di ridurre le emissioni di carbonio.
  • Sviluppare strategie per coinvolgere fornitori e partner sull’utilizzo delle energie rinnovabili.
  • Supportare l’intera catena di fornitura per l’implementazione di progetti efficienti sotto il profilo delle risorse e spingere ad utilizzare materiali riciclati e ridurre il consumo di acqua durante la produzione.
  • Promuovere strategie di riciclo dei prodotti quando raggiungono la fine del ciclo di vita.

Edge data center o data center perimetrali

Secondo Schneider occorre incentrare una strategia green e sostenibile guardando in particolare ai data center perimetrali. Oggi molte aziende hanno compreso i vantaggi dell’edge computing che permette di decentralizzare la potenza di calcolo del data center portandola ai margini con una distribuzione dei carichi di lavoro. Una tendenza dettata spesso dal numero crescente di dispositivi connessi e dalla diffusione dell’Internet of Things che contribuiscono ad aumentare la necessità di un’elaborazione rapida e localizzata.

Allo stesso tempo, il numero crescente di edge data center rende sempre più urgente la necessità di adottare misure di efficienza energetica. Nei prossimi 20 anni, il consumo di energia da parte degli edge data center supererà i 3K TWh, pari al consumo energetico di ~ 275 milioni di famiglie. Non solo è fondamentale ma anche urgente progettare, realizzare e mantenere edge data center efficienti dal punto di vista energetico, delle risorse e non ultimo dei costi. Schneider Electric ha condotto uno studio secondo il quale entro i prossimi 4-5 anni saranno installati 7,5 milioni di nuovi micro data center con una potenza di picco di 120 GW. Portare queste installazioni da una condizione di efficienza moderata a una di alta efficienza significherebbe portare la spesa per il consumo energetico annuale da 109 a 92 miliardi di dollari e da 600.000 a 450.00 tonnellate di CO2 all’anno.

La strategia green data center

Per Schneider, tutti gli aspetti principali su cui incentrare una strategia per edge data center sostenibili, devono basarsi sull’iperefficienza. L’efficienza, infatti, non è un concetto legato solo al rapporto PUE ma coinvolge tutte le risorse disponibili: tempo, energia, costi, risorse umane e processi.

Occorre migliorare i processi attraverso strumenti che riducono i costi e abbattono i tempi come i software di gestione.

Semplificare la manutenzione e l’efficienza del personale e dei team del data center con più servizi digitali come avvisi e consigli quando si avvicina la soglia di capacità dell’alimentazione o raffreddamento, quando ci sono sovraccarichi di alimentazione o guasti della batteria e per velocizzare la diagnostica.

Per gli edge data center sono fondamentali i servizi di monitoraggio e assistenza remota che garantiscono il monitoraggio continuo 24/7.

Anche il fattore risparmio è importante. Quando si modernizza una infrastruttura bisogna prendere in considerazione gruppi di continuità (UPS) modulari e scalabili e le batterie agli ioni di litio che hanno un’aspettativa di vita reale da 10 a 15 anni e sono resistenti a temperature estreme e preoccuparsi di avere un servizio di smaltimento corretto delle vecchie batterie o parti dell’UPS. Schneider Electric per la gestione da remoto e il monitoraggio ha creato EcoStruxure IT in grado di fornire consigli in tempo reale per ottimizzare le prestazioni e prevenire eventuali problemi o possibili guasti sfruttando l’intelligenza artificiale.

Roberta Fiorucci

Giornalista

Roberta Fiorucci scrive di tecnologia, innovazione digitale e digital transformation per le imprese, prima come copywriter e technical writer poi collaborando con case editrici e riviste di settore. Nel 2008 ha creato una sua agenzia di comunicazione specializzata in brand management nel settore IT e sviluppo di progetti innovativi. Nel 2020 ha iniziato la sua collaborazione con ZeroUno

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