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Edge Computing: il futuro degli ambienti IT è ibrido e distribuito

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Edge Computing: il futuro degli ambienti IT è ibrido e distribuito

La visione di Schneider Electric per costruire e mantenere infrastrutture efficienti, secondo l’approccio dell’IoT dinamico

12 Set 2019

di Arianna Leonardi

Sul palco dei Digital360 Awards (4-5 luglio, Lazise – VR), Schneider Electric ha portato alla ribalta il tema dell’Edge Computing come modello di riferimento per le architetture IT del futuro, che saranno caratterizzate dalla convergenza di tecnologie informative e operational. Tra i motori propulsori e le linee guida delle nuove infrastrutture, figurano l’Internet of Things, gli analytics, le connessioni 5G, l’efficienza energetica, la manutenzione predittiva.

Lo scenario tecnologico: digitale ed elettrico

Il presente è digitale – dichiara Carlos Loscalzo, Responsabile della Divisione IT di Schneider Electric -. Secondo i dati rilasciati da Anitec – Asinform, il mercato italiano dell’Ict ha raggiunto un valore di 70.474 milioni di euro nel 2018, registrando una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente. Per il 2019 si prevede la stessa accelerazione grazie al forte contributo dei Digital Enabler: l’Internet Of Things ha sfiorato il tetto di 3 miliardi di euro (+19,2%), il mondo dei Big Data vale 913 milioni (+18,1%), l’Artificial Intelligence è decollata, con un rialzo di quasi il 70% e 135 milioni di fatturato. Stiamo vivendo una trasformazione incredibile ed è il momento giusto per investire”.

Carlos Loscalzo
Carlos Loscalzo, Responsabile della Divisione IT di Schneider Electric

Le nuove tecnologie stanno ridisegnando la customer experience e gli esempi si sprecano: ad esempio, nel Retail iniziano a diffondersi i robot assistenti, i veicoli autoguidati per le consegne, gli espositori con display personalizzati, le demo olografiche, le soluzioni per il riconoscimento facciale dei vip. “La trasformazione digitale è una realtà in corso. IDC stima che entro il 2025 il traffico dati generato all’interno delle aziende crescerà del 430%, circoleranno 80 miliardi di oggetti connessi e il volume di dati prodotti arriverà a 180 trilioni di gigabyte”.

Loscalzo aggiunge una considerazione importante: “Per sostenere il funzionamento delle piattaforme digitali, il futuro sarà elettrico necessariamente. Si stima che nel 2030 il consumo di corrente imputabile ai sistemi IT triplicherà rispetto ai valori attuali, crescerà esponenzialmente l’utilizzo dell’energia solare che diventerà più economica rispetto ai combustibili fossili, le auto elettriche copriranno il 50% del mercato”.

5G come acceleratore di innovazione IoT

Secondo Loscalzo, tra le tendenze tecnologiche di punta, l’avvento del 5G non servirà tanto a migliorare le comunicazioni, ma piuttosto ad abilitare il futuro digitale ed elettrico. “Tutte le informazioni – sostiene -generate dalle entità smart (i componenti delle fabbriche 4.0, le televisioni intelligenti e così via) potranno essere messe a fattore comune e sfruttate per la gestione globale dei processi. Gli oggetti non saranno più solamente una fonte di dati, ma potranno prendere e condividere decisioni in autonomia. Si arriverà a un approccio IoT dinamico su tre livelli, che vede il congiungimento delle Information e Operational Technologies per fornire valore al business”. Sostanzialmente il mondo dei prodotti intelligenti potrà connettersi allo strato più alto delle applicazioni, degli analytics e dei servizi digitali attraverso le piattaforme di automazione e integrazione (ovvero il layer intermedio di Edge Control).

L’Edge Computing guida le architetture del futuro

Nella visione di Schneider Electric, la convergenza IT / OT deve puntare come obiettivo ultimo all’ottimizzazione dell’energia e dei processi passando attraverso alle soluzioni applicative e analitiche, di automazione e di energy management. Citando Gartner, Loscalzo riporta anche un altro trend tecnologico in atto, ovvero il progressivo spostamento della potenza di calcolo dal cloud alla periferia: con i volumi di dati in crescita esponenziale e la necessità di analisi in real-time, la nuvola mostra i suoi punti deboli (sono cinque le limitazioni segnalate: latenza, autonomia dei processi rispetto al cloud, privacy e sicurezza dei dati, larghezza di banda, interattività a livello locale).

“Le architetture di computing – sottolinea Loscalzo – continueranno ad evolvere verso infrastrutture IT ibride, composte da: un cloud centrale per il calcolo e lo storage massivi; un regional edge in prossimità degli utenti con server e memorie di elevata capacità; un local edge che porta l’elaborazione e l’archiviazione dei dati alla fonte, dove vengono generati e utilizzati”.

L’infrastruttura di Edge Computing deve trovare spazio in diversi ambienti: nei piccoli datacenter, nei negozi e negli uffici, nelle fabbriche e nei magazzini.

“In futuro – prosegue Loscalzo – IT Manager e Facility Manager dovranno collaborare al mantenimento della continuità operativa, lavorando su obiettivi comuni e con una visione d’insieme. Le interruzioni, per indisponibilità dei dati o disservizi nella distribuzione della corrente elettrica, diventano critiche anche per le utenze remote e richiedono una risoluzione tempestiva grazie alla sinergia tra i team IT e OT”.

Tre mosse per gestire le infrastrutture IT distribuite

Loscalzo continua con una serie di considerazioni e consigli per implementare e amministrare correttamente un’architettura ibrida efficiente ed efficace.

“Un modello di computing distribuito – spiega – richiede infrastrutture robuste e semplici da implementare: da qui il ricorso a soluzioni pre-configurate, pre-assemblate e facilmente scalabili, Micro Data Center SX e FX, in grado di garantire la protezione fisica degli accessi e il monitoraggio ambientale avanzato. La continuità operativa va salvaguardata attraverso il ricorso a sistemi di alimentazione elettrica sicuri: gli UPS di nuova generazione, come la serie Galaxy V permettono maggiore efficienza, minore total cost of ownership, ingombri ridotti e facilità di installazione in ambienti ristretti. Infine, per supportare le esigenze di efficienza operativa, bisogna implementare un sistema di monitoraggio in cloud EcoStruxureTM IT basato sugli analytics che permette di anticipare i guasti grazie a una visione olistica, completa e 24/7 sulle infrastrutture (manutenzione predittiva, ndr)”.

Schneider Electric a supporto dei nuovi ambienti informativi

In questo contesto di trasformazione, Schneider Electric (azienda con un fatturato 2018 da 26 miliardi di euro e 136mila dipendenti in tutto il mondo) supporta le aziende nei progetti di digitalizzazione attraverso l’expertise e le tecnologie sviluppate nel campo dell’automazione e gestione dell’energia.

“Un esempio applicativo concreto – specifica Loscalzo – è rappresentato dalla multinazionale spagnola Repsol, attiva nel settore Oil&Gas. Con 1.160 datacenter distribuiti nel mondo, la società iberica si è rivolta a Schneider Electric per l’implementazione di un sistema di monitoraggio e controllo delle infrastrutture. Abbiamo quindi proposto una soluzione basata sulla piattaforma di edge control EcoStruxure Data Center Expert. Il deployment iniziale ha coinvolto 33 infrastrutture e ha permesso di ottenere risultati significativi, dimezzando i downtime”.

Schneider Electric ha così confermato la propria mission: fornire la maggiore disponibilità delle infrastrutture It ibride migliorando l’efficienza e le performance dei processi.

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Arianna Leonardi

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