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Business e It insieme alla guida del sistema Coop

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Business e It insieme alla guida del sistema Coop

04 Nov 2008

di Giampiero Carli Ballola

Attraverso soluzioni di analisi che fanno capo ad un enterprise data warehouse nel quale convergono, ogni settimana, milioni di dati provenienti da fonti diverse, il numero uno della Gdo italiana verifica l’efficacia delle decisioni che ne assicurano il funzionamento e la redditività in un mercato sempre più competitivo

Sebbene l’anno di nascita ufficiale di Coop Italia sia il 1967, le radici della più grande realtà italiana nell’ambito della Gdo affondano in una storia che ha più di 150 anni. La cooperazione di consumo nasce infatti nel 1857 con la costituzione del “Magazzino di Previdenza” dell’Associazione Generale degli Operai di Torino, prima impresa del genere nel Paese (non ancora unito) e seconda nel mondo, dopo quella dei “Probi Pionieri di Rochdale”, fondata nel 1844 dai tessitori inglesi. Il movimento si rafforza con la Lega Nazionale delle Cooperative, che nasce nel 1886 a Milano, si allea nel 1906 con la neonata Confederazione Generale del Lavoro (poi Cgil) e finisce per essere sciolta nel 1925 con l’avvento del fascismo. Rinata all’indomani della liberazione (26 maggio 1945) la Lega si riorganizza nelle “Alleanze” delle cooperative agricole, di produzione e di consumo. E appunto l’Alleanza Italiana Cooperative di Consumo si trasforma, quarant’anni fa, in quella che tutti oggi conoscono come la “Coop”.
Oggi la Coop è un gruppo, anzi, più correttamente un sistema, dato che raccoglie realtà giuridicamente e operativamente autonome, formato da 135 cooperative che gestiscono più di 1.330 punti di vendita, dal minimarket all’ipermercato, per oltre un milione e mezzo di mq di superficie e impiegando oltre 54 mila addetti. Contando solo le nove cooperative maggiori, quelle con ampiezza e copertura interregionale, abbiamo circa 90 ipermercati e 700 supermercati che coprono buona parte del territorio nazionale. La massima parte del fatturato, circa 12 miliardi di euro, proviene appunto dagli iper e supermercati (40,9% e 51,6% rispettivamente), lasciando il resto ai discount e ai piccoli punti vendita.
Di questo vasto sistema Coop Italia, con sede a Casalecchio di Reno, nei pressi di Bologna, costituisce dal 2000 la “Centrale di Marketing”, funzione che si è aggiunta a quella originale di “Centrale di Acquisto”, ed è appunto dalla necessità di dotarsi di strumenti potenti e flessibili di analisi dei fatti e delle attività dell’intero sistema, in modo da poterne pianificare e monitorare le politiche commerciali, che nasce il progetto di cui parleremo.

Storia di un progetto
Come ricorda Riccardo Giuliani (nella foto accanto all titolo), direttore Sistemi Informativi e Innovazione Tecnologica della società, “Nel 2001 il CdA istituì e attivò un gruppo di lavoro, cui partecipavano le nove principali Cooperative con i propri responsabili ed esperti commerciali, per definire obiettivi, processi e strumenti del Category Management del gruppo; parallelamente venne avviato un gruppo di lavoro interno, cui partecipavano responsabili commerciali e dei sistemi informativi, con l’obiettivo di recepire le esigenze informative del processo e di proporre soluzioni. Tra queste, emerse la necessità di costituire un datawarehouse e strumenti di analisi e reportistica commerciale”. Dai requisiti rilevati derivarono un capitolato e una griglia di criteri di valutazione in base ai quali considerare le possibili soluzioni alternative, “puntando – osserva Giuliani – non solo a criteri di eccellenza tecnologica ma anche e soprattutto di provate competenze metodologiche e di business nel mondo del retail”. Questo percorso ha portato ad adottare una soluzione di Enterprise Datawarehouse in grado “di poter estendere in modo flessibile ed incrementale la sua copertura dal Category Management ad altre aree o processi aziendali o, eventualmente, del sistema Coop, senza la necessità di continue rifondazioni o di pericolose e costose duplicazioni. Tale orientamento – conclude Giuliani – ha portato alla scelta dell’architettura Teradata per il datawarehouse (Edw)”.
Il progetto ha comportato, con un lavoro svolto collaborando con le Direzioni commerciali e dei Sistemi Informativi di tutte le realtà coinvolte, la realizzazione di una complessa procedura di “sourcing” dei dati prodotti dalle reti di vendita, appartenenti come si è detto ad aziende autonome con diversi processi e sistemi. A valle del trasferimento in Coop Italia di centinaia di milioni di dati di vendita ogni settimana, i processi di Etl (realizzati con Datastage, ora nella suite Websphere di Ibm, validano ed omogeneizzano i dati per immetterli nell’Edw Teradata. Al data warehouse accedono le soluzioni analitiche di Business Objects, “la maggior parte delle quali – nota Giuliani – è costituita da report istituzionali rispondenti ai requisiti espressi dagli utenti, e in particolare a una o più “domande di business” collegate ai processi da supportare”.
L’aspetto più interessante del progetto deriva dal fatto che quasi tutti i report funzionano “on-demand”, nel senso che l’utente può interrogare e navigare i dati scegliendo: il periodo di interesse; il canale del sistema Coop da analizzare (fino al singolo punto di vendita) e l’ambito merceologico (anche qui, potendo scendere fino al singolo articolo). Il tutto rispettando sia rigidi criteri di sicurezza, che per ogni utente controllano a quali report può accedere e con quali limitazioni di organizzazione Coop e merceologica; sia i tempi di risposta definiti, che per tutti i report, salvo eccezioni di particolare complessità o peso, sono inferiori a 5 minuti.
Ma con la realizzazione del progetto Category Management, iniziata nel novembre 2003 e terminata a luglio 2004 con il rilascio degli ambienti di analisi, il lavoro non è finito. “La missione di Coop Italia come centrale di acquisto e marketing – prosegue Giuliani – ha da subito evidenziato ulteriori necessità informative, che hanno confermato la validità della filosofia di Enterprise Datawarehouse scelta”. Dal 2004 ad oggi sono stati quindi affrontati nuovi progetti, alcuni dei quali hanno comportato l’arricchimento incrementale del modello dati dell’Edw, ma senza stravolgere quello iniziale e senza duplicare informazioni. E, come osserva Giuliani: “con costi e tempi di sviluppo e manutenzione, e livelli di performance, sia del back-end che della risposta all’utente finale, rimasti sempre sotto controllo e nei range attesi”.

Innovazione continua
Tra i successivi progetti, molti dei quali già operativi, si segnalano: la realizzazione in più fasi, di cui l’ultima è in corso di rilascio, del nuovo Osservatorio Non Food, un ambiente di Bi che supporta sia i processi gestionali sia quelli di controllo e direzionali del Cnna (Consorzio Nazionale Non Alimentari, la struttura Coop responsabile della logistica non-food); gli strumenti di reportistica e analisi dati sulla supply chain non-food di Coop Italia, a copertura dei livelli operativi, esecutivi e direzionali; il sistema degli indicatori di livello di servizio del Cnna, esteso anche all’area dell’import; i report e le analisi su Coop Salute (i “corner” nei negozi Coop per i prodotti farmaceutici e parafarmaceutici); i report e le analisi su Coop Voce, l’offerta di telefonia mobile di Coop; gli strumenti di controllo di alcuni processi business trasversali al sistema Coop, come il monitoraggio degli assortimenti, quello della velocità di adozione delle azioni commerciali e altri; gli strumenti di analisi della redditività per categoria e fornitore e delle componenti degli scostamenti di margine, sia a supporto dei category manager che della Direzione Coop Italia. Infine, Giuliani cita la possibilità, per ciascun ambiente rilasciato e stabilizzato, di condurre analisi libere, sulle quali cioè alcuni “power user” con esigenze e skill particolari agiscono autonomamente usando misure e dimensioni predisposte su “universi” Business Objects caratterizzati da robustezza logica riguardo alle regole del business e da accorgimenti finalizzati alla performance, per permettere all’utente di avere risposte in tempi ragionevoli, anche con query imprevedibili.
Il sistema attualmente serve circa 150 utenti nelle sedi di Coop Italia e delle altre aziende del gruppo. I dati anagrafici e i dati logistici sono aggiornati quotidianamente a partire dai gestionali Coop Italia e Cnna, mentre i dati di vendita provenienti dalle Cooperative (circa 800 punti di vendita) sono caricati settimanalmente. Oggi sono disponibili 5 anni di vendita; esiste un progetto di ripulitura/aggregazione dati tendente a mantenere tre anni di dettagli e gli anni precedenti in forma di sintesi. L’architettura tecnologica attualmente comprende due nodi Teradata 5450, per circa un terabyte di dati; un server Datastage Parallel su Aix; un server Webi Business Objects XI release 2 su Windows NT e ambienti di sviluppo e test.
Si prevedono, nel medio periodo, potenziamenti del Data warehouse e dell’ambiente di Bi, come l’attivazione di funzioni di “active warehouse”, per consentire velocissimi accessi on-line ai dati dell’Edw da parte di applicazioni Olap, senza costose e pericolose estrazioni di dati.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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