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Code refactoring: che cosa è e perché è importante

Intervenire sulla struttura del codice significa potenziare un programma apportando miglioramenti a tutte le sue caratteristiche funzionali. Ma ci sono modi giusti e modi sbagliati

Pubblicato il 09 Mar 2020

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Code refactoring per mantenere i codici di programmazione puliti, trasparenti ed efficienti. Il tutto senza modificarne in alcun modo le funzionalità e senza interrompere la pipeline di distribuzione. La ristrutturazione del codice esistente consente di migliorare le sue prestazioni, la sua leggibilità, la sua portabilità senza modificare le funzioni previste.

Code refactoring: che cos’è e come funziona

Attraverso il refactoring si interviene sulla struttura del codice senza cambiare il comportamento esterno. In questo modo si migliorano alcune caratteristiche non funzionali del software quali la leggibilità, la manutenibilità, la riusabilità o la sua estensibilità. Il code refactoring, dunque, non è solo un processo di rimozione dei bug. Il suo scopo principale è quello di migliorare la leggibilità e aumentare sistematicamente le prestazioni del codice applicativo, il che consente di prevenire i bug nel lungo periodo.

code refactoring 1

I team che danno la priorità allo sviluppo guidato dai test utilizzano ampiamente il cosiddetto approccio rosso-verde per il code refactoring. Questo approccio organizza l’intero processo in tre fasi:

  • Rosso: fermati e pensa a cosa devi sviluppare
  • Verde: scrivi codice sufficiente a garantire il superamento dei test
  • Refactor: ottimizza e pulisci il codice senza aggiungere nuove funzionalità

A che cosa serve il code refactoring

Più in dettaglio, gli sviluppatori utilizzano il code refactoring per estendere l’usabilità e il ciclo di vita delle loro app, migliorare il supporto per più piattaforme mobili ed estendere la loro copertura di mercato negli app store. Un obiettivo importante del refactoring di un’app è rendere il suo codice più modulare in modo che così risulta più facile da mantenere. Dal momento che le parti di codice di un’app possono anche essere utilizzate per estendere le stesse funzionalità a un’altra app, il refactoring può far risparmiare i tempi dello sviluppo del software.

Metodologie e approcci

Esistono diverse strategie per il refactoring del codice. Di seguito vengono elencate quelle che vanno per la maggiore.

  • L’abstract refactoring è una tecnica che consiste nell’estrarre il codice per evitarne la ridondanza. Esistono due varianti di questa tecnica: pull-up e push-down. La tecnica pull-up per evitare la duplicazione sposta il codice in una classe di livello superiore mentre il metodo push-down per evitare la duplicazione sposta il codice dalla superclasse a una sottoclasse.
  • Il composing method (o metodo composto) è un approccio che consente di superare la complessità della programmazione, semplificando la gestione del codice nel tempo. In pratica, si sfrutta l’estrazione, includendo metodo, classe, interfaccia e variabili locali, per semplificare sia il codice che le sue successive modifiche.
  • Il refactoring preparatorio è una tecnica in cui lo sviluppatore anticipa la necessità di code refactoring prima di aggiungere una nuova funzionalità. Aggiornando il codice prima di aggiungere una nuova funzionalità, questo approccio va a ridurre il debito tecnico futuro.

Semplificazione di metodi e condizioni

Nel tempo, il codice cresce e diventa più complesso. È possibile semplificare la logica del metodo aggiungendo parametri, rimuovendo parametri, rinominando metodi o semplificando i condizionali sostituendoli con polimorfismo.

Le migliori linee guida dello sviluppo suggeriscono di ampliare le vision e di vedere il code refactoring come un processo continuo.

Indipendentemente da quante volte venga eseguito il code refactoring, un programmatore potrebbe non essere mai completamente soddisfatto del risultato raggiunto. Anche perché il refactoring del codice genera più partizioni di codice rifattorizzato. Per questo gli esperti consigliano agli sviluppatori di concentrarsi sul progresso continuo piuttosto che sulla perfezione applicativa.

L’approccio corretto è di adottare il code refactoring alla stregua di un’attività di manutenzione di tipo work in progress, dal momento che è progettato per supportare l’adattamento.

Dunque, anche se un codice è stato rifattorizzato una volta, è probabile che nel tempo il risultato possa diventare stantio e quindi il codice dovrà essere rifattorizzato nuovamente.

Best practice del code refactoring in 6 punti

Gli esperti offrono le linee guida a supporto di un migliore sviluppo:

  1. Assicurarsi che il codice possa essere testato prima di iniziare il refactoring.
  2. Predisporre una strategia di test e assicurarsi che anche i test abbiano una copertura valida.
  3. Eseguire i test dopo ogni modifica del codice, per assicurarsi che il processo di code refactoring non abbia alterato alcuna funzionalità o introdotto nuovi bug (è consigliabile disporre di tutti i test richiesti disponibili prima del refactoring del codice).
  4. Approfittare dei numerosi strumenti di code refactoring disponibili sul mercato come, ad esempio, Visual Studio IDE di Microsoft che contiene strumenti integrati che consentono di rinominare, estrarre e formattare il codice sorgente in modo semplice.
  5. Apportare il code refactoring in modo graduale e continuativo nel tempo
  6. Refattorizzare prima che vengano aggiunte nuove funzionalità o prima che l’applicazione venga aggiornata.

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