Un chip “tuttofare” per l’automotive regala il sogno di innovare senza timori di shortage 

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Un chip “tuttofare” per l’automotive regala il sogno di innovare senza timori di shortage 

Governare un intero veicolo software-defined con un unico chip. Questa è la nuova frontiera tecnologica che sta per essere varcata nell’automotive, un’innovazione che potrebbe a cascata rivoluzionare altri settori e salvarli dal chip shortage. Ad annunciarla è Nvidia, assieme ad altri aggiornamenti su software di simulazione intelligenti e strumenti per la creazione dei digital twin di smart city.

10 Ott 2022

di Marta Abba'

Capita spesso con quello militare o aerospaziale, ma stavolta è l’automotive il settore che traina l’innovazione tecnologica. La speranza è poi quella di poterne vedere la diffusione anche in tutti gli altri, motivo per cui serve osservarne esordio, sviluppo e impatti. È ciò che sta accadendo con l’annuncio dell’arrivo sul mercato entro 3 anni di un microchip “tuttofare” in grado di unificare l’ampia gamma di tecnologie a bordo delle più moderne auto.

Meno chip e meno costi per un futuro software-defined

È Nvidia che sta per lanciare sul mercato dell’automotive questa tecnologia di nuova generazione con l’idea di eliminare definitivamente il system on chip. Andrà in produzione nel 2025, si chiamerà Drive Thor e, con 2.000 teraflops di prestazioni, fornirà il doppio del calcolo e del throughput.

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L’obiettivo è quello di aiutare le case automobilistiche a costruire veicoli autonomi software-defined fornendo loro l’opportunità e gli elementi adatti per effettuare l’aggiornamento continuo over-the-air.

Ci sono attualmente tanti computer separati, uno per ogni loro funzionalità. Sistemi avanzati di assistenza alla guida, parcheggio, monitoraggio del conducente, specchietti retrovisori, quadro strumenti digitale, sistema di pagamento dei pedaggi, infotainment e tutto ciò che può ancora essere inventato e inserito in futuro.

Permettendo al costruttore di consolidare in modo efficiente queste funzioni in un unico sistema, si riduce il costo complessivo e si crea un piano B per ogni ondata di futuro chip shortage, prevista o meno. Un “paracadute” importante, soprattutto se si considera che, secondo uno studio di Allianz, tale fenomeno finirà per costare all’industria automobilistica europea quasi 100 miliardi di euro nel biennio 2021-2022.

Simulazione intelligente e digital twin immersivi per il futuro dell’automotive

Sempre da Nvidia, sempre per l’automotive, sono in arrivo altre due tecnologie facili da immaginare applicate anche nel manufacturing, nelle smart city e in tutta la loro value supply chain.

La prima è una suite di strumenti AI chiamata “neural reconstruction engine” che aumenterà notevolmente le performance dei test per lo sviluppo di auto a guida autonoma di Drive SIM. Con questa piattaforma di simulazione end-to-end sarà quindi presto possibile riprodurre corse reali con massima precisione cambiando configurazioni e posizioni dei sensori, creando nuovi scenari e modificando o aggiungendo nuove opzioni per il comportamento di altri utenti sulla strada. L’intelligenza artificiale, in questo caso, parte dai dati dei sensori per decostruire una scena 3D che potrà essere poi aumentata in Drive SIM con contenuti creati dall’uomo o dall’AI stessa. L’obiettivo, prezioso anche per altri settori, è consentire a progettisti di auto, software engineer e ingegneri elettronici di collaborare velocemente ed efficacemente.

Ridurre i costi sostenuti degli onerosi servizi video e fotografici nelle più affascinanti metropoli è invece la mission con cui nasce la seconda generazione di Nvidia OVX. Questo strumento potrà infatti fornire alle aziende automotive gemelli digitali immersivi di ogni città come base su cui creare annunci personalizzati realistici a prezzi molto più ridotti.

La realizzazione di questo digital twin immersivo sblocca un grande potenziale di innovazione a 360 gradi nel mondo dei servizi. Molti provider e creator non aspettano che questo per ridurre l’effort IT e proporsi alle smart city con un’offerta di servizi innovativi dal monitoraggio dell’aria e dell’illuminazione al controllo del traffico o fino alla gestione della sicurezza.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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