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Monitoraggio applicativo nelle Telco per garantire un servizio di qualità

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Monitoraggio applicativo nelle Telco per garantire un servizio di qualità

Cambiano le reti e, di conseguenza, deve cambiare anche il monitoring con cui tenere sotto controllo le loro prestazioni. Ecco le ragioni per cui sistemi AIOps e funzioni di closed-loop automation stanno prendendo sempre più piede al servizio delle Telco. Come si ricava dall’esperienza in questo campo di Beta 80 Group

13 Ott 2021

di Carmelo Greco

Il mondo delle tecnologie per il monitoring è particolarmente vivace. Il motivo risiede nel fatto che questa vivacità, prima di essere un’esigenza dei sistemi di monitoraggio, è propria dell’universo IT. Un universo nel quale il settore delle Telco, con le reti e gli apparati che sono chiamate quotidianamente a gestire, incarna un contesto indiscusso di sperimentazione e innovazione. Sergio Vigorelli, Program Manager & Presales Coordinator di Beta 80 Group, spiega quali sono le caratteristiche che deve avere un monitoraggio applicativo e di rete adeguato ai fabbisogni delle Telco di oggi. “In linea teorica – esordisce Vigorelli – non ci sono grandi differenze nel monitoraggio a favore di una Telco o di un’azienda che appartiene a un settore di mercato differente. Sia che si parli di network sia che si parli di applicazioni, qualsiasi tipo di monitoraggio è sempre legato alla capacità di identificare rapidamente qual è il problema nella moltitudine di applicazioni o, nel caso in cui si tratti di rete, negli apparati e nei device. Semmai, nell’ambito della rete c’è una complessità in più data dalla sua topologia e dalla complessità delle reti moderne”.

Perché il monitoring odierno deve adeguarsi alle reti

Nelle telecomunicazioni, la topologia di rete indica il modello geometrico che rappresenta le relazioni di connettività, fisica o logica, tra gli elementi, detti nodi, che costituiscono appunto la rete. È un concetto, quindi, che si applica a qualsiasi tipo di rete: telefonica, di computer e, ovviamente, riferito a Internet. “Per le Telco che hanno tanti device – aggiunge Vigorelli – diventa importante avere anzitutto una rappresentazione topologica così da poter ottenere indicazioni corrette su qual è l’apparato che ha un problema. Banalmente, se è collegato a un router, serve a sapere se il problema è del router e non dell’apparato”. Nulla di nuovo, verrebbe da pensare, se non fosse che a essere cambiate sono soprattutto le reti. “I sistemi di monitoraggio devono adeguarsi rapidamente ai cambiamenti della rete e non possono più tollerare i tempi lunghi dettati, ad esempio, dall’ingresso di una nuova tecnologia che in passato necessitava di analisi e investimenti per trovare un monitoraggio idoneo”.

L’importanza dell’AIOps per il monitoraggio nelle Telco

La rapidità nell’implementazione del monitoring in una Telco deve poi andare di pari passo con l’integrazione con i sistemi di service management. “L’apertura di qualsiasi ticket – chiarisce Vigorelli – non può avvenire senza che il problema non si conosca. In altri termini, non bisogna attendere la segnalazione del cliente per intervenire, ma è qualcosa su cui si è già iniziato a lavorare proprio perché il sistema di monitoring l’ha evidenziato”. Da questo punto di vista, la garanzia di un servizio di qualità riguarda ovviamente la Telco in prima battuta, ma a cascata investe tutti clienti finali della Telco medesima. Anche l’avvento del 5G non modificherà i requisiti richiesti agli attuali modelli di monitoraggio, ma renderà imprescindibile l’utilizzo di strumenti di Analytics con cui controllare il comportamento della rete, sempre con l’obiettivo di prevenirne i possibili malfunzionamenti. “Al di là del 5G o di una specifica tecnologia, ormai il tema dell’osservabilità e dell’intelligenza artificiale applicata tramite l’AIOps sposta il focus dai singoli eventi all’analisi massiva del traffico e di altri parametri analoghi”.

Dalla closed-loop automation alle architetture miste

In un contesto dominato sempre più da reti software-defined, poi, acquista particolare rilievo la funzionalità della cosiddetta closed-loop automation. È quella che consente di valutare continuamente le condizioni della rete in tempo reale, le richieste di traffico e la disponibilità delle risorse per determinare il miglior posizionamento del traffico per un loro utilizzo ottimale. Anche questa caratteristica definisce la qualità del servizio offerto dalle Telco, poiché si integra con la parte di AIOps che raccoglie e analizza tutti i dati provenienti dalla rete. “In ogni caso – dice in conclusione Vigorelli – tutto dipende dalle esigenze della Telco. Per un importante cliente abbiamo realizzato un’architettura mista basata su un prodotto open source e un prodotto enterprise. La soluzione è nata per contenere i costi di monitoraggio che, se dipendessero soltanto da un prodotto commerciale, lieviterebbero in funzione del numero di licenza per apparato. E se si hanno 200-300 mila apparati diventerebbero insostenibili. Da qui la scelta di un’architettura mista. Ma ogni Telco è diversa per topologia di rete, caratteristiche interne, fabbisogno di monitoraggio e così via”. L’unica cosa che le accomuna tutte è l’ambizione di voler garantire un servizio di qualità alla propria clientela.

Carmelo Greco

Giornalista

Giornalista professionista, si occupa come freelance e formatore di temi connessi all’innovazione digitale, all’economia civile e alle trasformazioni del mercato del lavoro. È anche autore di opere teatrali e di narrativa. Ultimo romanzo pubblicato, Focara di sangue, Edizioni Fogliodivia, 2020.

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