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Micro Focus: nel mirino le acquisizioni di Borland e Compuware

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Micro Focus: nel mirino le acquisizioni di Borland e Compuware

12 Mag 2009

di Nicoletta Boldrini

Con un fatturato in crescita stimato intorno al 20%, Micro Focus attua una politica di espansione attraverso due acquisizioni che, se andranno a buon fine, renderanno più incisiva e integrata l’offerta nell’area dell’Application Testing, dell’Automated Software Quality e dell’ Open Application Lifecycle Management

MILANO – Un fatturato annuale previsto in crescita del 20% (nell’esercizio 2008 era stato di 228,2 milioni di dollari) e una liquidità che ad Aprile 2009 (che per Micro Focus coincide con la chiusura dell’esercizio finanziario) ammonta a 70 milioni di dollari circa, sono un buon motivo per pensare di espandere il proprio business attraverso l’acquisizione di altre società, magari approfittando anche del momento di crisi economica internazionale. Strategia che Micro Focus (www.microfocus.com), società nota per la sua offerta specifica nell’ambito dell’Enterprise Application Management and Modernization (ossia soluzioni mirate a valorizzare e modernizzare le architetture applicative già esistenti in azienda), sta cercando di mettere in pratica con l’acquisizione di  Borland Software (www.borland.com), produttore indipendente di soluzioni Open in ambito Application Lifecycle Management (ALM), e la divisione Testing and Automated Software Quality (ASQ) Business di Compuware (www.compuware.com).
Per l’acquisto della divisione di Compuware sembra che gli accordi siano già stati raggiunti: Micro Focus pagherà 80 Milioni di dollari in contanti (recuperati, oltre che dalle disponibilità liquide del gruppo, grazie anche ad una linea di “revolving credit” triennale pari a 175 milioni di dollari fornita da un consorzio formato da Barclays, HSBC, Lloyds e RBS) per l’acquisto della suite di soluzioni per l’Application Testing e l’Automated Software Quality, il relativo portafoglio clienti, le attività di assistenza e l’infrastruttura di sviluppo (in sostanza l’intera divisione di Compuware che però non rappresenta una business unit a sé stante).
Con questa operazione, Micro Focus rafforza le competenze nel settore ma, soprattutto, amplia la propria offerta (la società è già presente nel mercato ASQ con il prodotto Data Express), che significa: incremento del market share, ampliamento della base clienti, maggior penetrazione nel mercato statunitense, un miglior posizionamento generale nel mercato globale del software.
E a spiegare ulteriormente la scelta di Micro Focus (piuttosto logica, dato che le soluzioni di ASQ sono contigue alle attività di modernizzazione e gestione delle applicazioni proposte tradizionalmente dal gruppo) ci sono anche le previsioni degli analisti: da solo, il mercato globale dell’Application Testing/Automated Software Quality è pari a circa 2 miliardi di dollari e continuerà a crescere grazie all’importanza strategica delle soluzioni ASQ in un ambiente IT Enterprise, sempre più complesso.
La vera novità è semmai l’annuncio dell’offerta per l’acquisto in contanti dell’intero capitale di Borland Software, attiva sul mercato dell’Application Lifecycle Management (ALM) con una gamma di soluzioni software sviluppate per la gestione del delivery applicativo. In realtà, queste tecnologie comprendono anche prodotti per l’Application Testing e l’Automated Software Quality, la gestione dei requisiti e delle modifiche del software (e del codice sorgente). È quindi, anche in questo caso, una sorta di “naturale estensione” del business di Micro Focus che andrebbe, anche in questo caso, a migliorare il proprio posizionamento sul mercato (allargando notevolmente la base clienti: Borland ha una clientela composta da aziende blue-chip, ossia titoli che rappresentano le maggiori aziende dell’industria americana, e serve oltre l’80% delle realtà Global 2000). Secondo i termini dell’offerta, Micro Focus, per convalidare l’acquisizione, dovrà riconoscere un dollaro in contanti per ciascuna azione Borland emessa (che corrisponde a un sovrapprezzo del 25% rispetto al valore di 0,80 dollari del titolo alla chiusura del 5 maggio 2009), per un valore complessivo di 75 Milioni di dollari.
Il management di Micro Focus si troverà, in caso di conclusione positiva dell’operazione, a dover sborsare altri 40 Milioni di dollari circa di costi straordinari per l’integrazione e la ristrutturazione conseguenti l’acquisizione. Non solo: sarà necessaria anche una revisione dei piani aziendali con l’obiettivo di riposizionarne le attività in modo da ottenere ritorni accettabili dalle vendite e dall’investimento (dato che Borland ha chiuso l’esercizio 2008 con una perdita prima delle tasse di 204 milioni di dollari).

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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