Low code alleato per gli ESG: semplifica, automatizza e accelera ogni svolta verso la sostenibilità

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Low code alleato per gli ESG: semplifica, automatizza e accelera ogni svolta verso la sostenibilità

Reporting e conformità alle normative in real time sono alla base dei programmi ESG oggi più che mai strategici per restare competitivi. Con il low code è semplice ottenere entrambi, attraverso soluzioni che puntano all’automazione e alla fruibilità permettendo a qualsiasi azienda di compiere una svolta verso la sostenibilità. Esistono già servizi ad hoc confezionati su piattaforma Appian, uno totalmente made in Italy utile anche per la PA.

08 Giu 2022

di Marta Abba'

Sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale delle aziende, clienti, investitori e potenziali partner sulla sua verificabilità e trasparenza basano le proprie scelte. Questa recente e netta svolta verso la sostenibilità rappresenta quindi per molti anche una sfida dell’IT sui dati che necessita di soluzioni fruibili, agili e accessibili.

Il low code, paladino della semplificazione e della democratizzazione dell’innovazione, anche in questo contesto si dimostra un potente alleato. Grazie al suo paradigma facilmente integrabile e implementabile, può infatti rappresentare una strada rapida e concreta per iniziare o accelerare programmi ESG, migliorando le valutazioni delle performance e assicurando la conformità con regolamenti in evoluzione continua.

Rapidità, reattività, integrabilità e reportistica: il contributo low code per progetti ESG

Consapevole del crescente valore strategico della sostenibilità ma anche delle criticità a esso legate, Appian ha imposto il tema alla platea del suo annuale appuntamento con le novità e i futuri trend. Durante l’Appian World 2022, infatti, tra i developer ha messo in palio 10.000 dollari nella Live Build Challenge per la miglior soluzione di raccolta, gestione e reporting dei dati ESG.

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A tutti i partecipanti ha poi fornito un’app per misurare il proprio impatto ambientale durante l’evento regalando a estrazione l’adozione di pinguini a rischio di estinzione. Dal palco si è rivolta invece alle aziende, dettagliando la tipologia di supporto che il low code può fornire per intraprendere una corsa alla sostenibilità priva di ogni sospetto di greenwashing.

La partita più importante si gioca attorno ai dati ESG: manca la supervisione nella raccolta ed esiste anche un forte rischio di non conformità a fronte di continue evoluzioni normative. Ma non solo: incombe anche la lentezza delle pratiche manuali di revisione e cresce il numero di fonti complesse da gestire e integrare

In questo contesto, le piattaforme low code forniscono velocità, visibilità e agilità di gestione per consentire alle organizzazioni di capire la loro posizione attuale, identificare e automatizzare l’evoluzione necessaria per migliorarla, tenendola poi monitorata. Ciò è possibile attraverso soluzioni che

  • integrano rapidamente le fonti di dati ESG
  • gestiscono agilmente anche big data
  • si adattano ai regolamenti in evoluzione
  • garantiscono conformità
  • assicurano visibilità, controllo e verificabilità
  • incorporano l’ESG nei processi operativi
  • gestiscono le supply chain
  • forniscono un reporting puntuale e esauriente

Proprio il reporting è un elemento chiave per Appian: “è essenziale poter misurare ogni processo aziendale per poi aumentarne l’efficienza. Nella nostra suite low code gioca un ruolo fondamentale il process mining per ridurre gli sprechi. In futuro potrebbe diventare la base per il calcolo del carbon footprint, per supportare chi si è posto l’obiettivo Net Zero” spiega Karina Buschsieweke, Director of Product Strategy di Appian.

La declinazione del low code in chiave sostenibile non è futuro, ma presente. EDP Renewables, il quarto produttore mondiale di energia rinnovabile, ha già infatti sviluppato una suite di soluzioni ESG facendo leva su questa tecnologia. Grazie ad Appian, ha integrato la raccolta dati nei propri processi includendo la rendicontazione dei rifiuti, gli incidenti ambientali e la beneficenza per ottenere una completa visibilità delle prestazioni in tempo reale. Un passaggio essenziale per assegnare strategicamente i flussi di lavoro e produrre una rendicontazione efficace.

Automazione e reporting ESG: la soluzione di Appcino

Anche nell’ecosistema di partner l’attenzione agli ESG è crescente. C’è anche chi si è presentato all’Appian World con una soluzione già operativa. Appcino, ad esempio, basandosi sulla piattaforma Appian, è in grado di creare un flusso di lavoro robusto per automatizzare il processo di governance ESG end-to-end e la strategia di sostenibilità in adozione. Puntando sull’AI per garantire conformità in un panorama normativo in costante evoluzione, la sua soluzione fornisce anche un Real Time ESG Reporting, un asset fondamentale per le aziende.

Rappresenta infatti una base per decisioni data driven, uno strumento di comunicazione attiva, un gancio per attrarre investitori e capitali, un supporto per gestire i rischi ma anche per costruire una reputation green autentica, potenziando la fidelizzazione di clienti e dipendenti. Altri potenziali vantaggi risiedono nella possibilità di ottenere informazioni su linee guida, direttive e standard e di valutare i rischi ESG dei fornitori e il benchmarking dei competitor.

“Poter sviluppare la nostra soluzione con Appian ci ha permesso di renderla facilmente e velocemente integrabile, reattiva ai repentini cambi normativi e performante nella raccolta e gestione dei dati. Per molte imprese le strategie ESG sono ancora considerate da implementare in silo ma uno strumento che, attraverso l’automazione, abilita la collaborazione tra aree come il nostro potrebbe spingerle ad evolvere l’approccio” spiega Tarun Khatri, Co-founder Executive Director & Head of Appian Practice di Appcino (gruppo Xebia).

Le prime a farlo sono le aziende di medio grandi dimensioni, provenienti da settori come retail, commodity, energie rinnovabili e servizi. Nuova priorità sia in USA che in Europa, gli ESG scatenano però dinamiche differenti. Oltreoceano inducono la nascita di iniziative di privati che le sfruttano per sgomitare sul mercato, mentre l’Europa preferisce focalizzarsi sullo sviluppo di standard e regolamentazioni.

Low code per ESG made in Italy, vantaggi anche per la PA

In perfetta linea con l’approccio europeo, anche l’Italia si mostra sensibile al tema. Neanche sul nostro territorio fioccano ancora iniziative private, ma l’ecosistema si sta in qualche modo muovendo, come Appian Italia può testimoniare. “Anche nel nostro paese le tematiche ESG sono sul tavolo dei decisori aziendali e stiamo già collaborando con partner e clienti di vari settori per aiutarli a concretizzare velocemente le loro applicazioni. Tra gli ambiti più in sviluppo vi sono, a livello EMEA: ESG rating, Environmental and Social Risk Management due diligence, Bilancio di sostenibilità, Supporto al Programma di Net Zero Carbon” spiega Silvia Speranza, RVP Central and Southern Italy.

C’è già anche una soluzione sviluppata con il low code di Appian dall’italiana Exprivia, poi implementata presso clienti connazionali. “Sostenibilità” consente di impostare ed eseguire i processi che portano alla redazione della DNF (Dichiarazione Non Finanziaria) focalizzandosi sul workflow approvativo delle informazioni necessarie. Adottandola, un’azienda può certificare facilmente il contributo di ogni attività economica agli obiettivi ambientali identificati, indirizzando efficacemente la propria strategia di miglioramento.

Invisibili ma fondamentali, dietro a questa soluzione ESG si nascondono i benefici del low code, che permette di definire e modificare al meglio gli indicatori della tassonomia delle attività economiche eco-compatibili, in linea con gli obiettivi UE. Si tratta di un elemento centrale in qualsiasi progetto ESG: rappresenta sia una guida per valutare e definire politiche aziendali coerenti, sia uno strumento completo e affidabile per illustrare a stakeholder e investitori la concretezza del proprio impegno.

A beneficiarne potrebbe essere anche la PA, un segmento di mercato a cui tra l’altro Appian Italia si sta sempre più avvicinando. Le istituzioni pubbliche potrebbero ad esempio utilizzare la tassonomia per definire e migliorare le proprie politiche di transizione ecologica, sia nei progetti da avviare che nella scelta dei fornitori. A maggior ragione ora che devono ottimizzare e valorizzare le risorse del PNRR.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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