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Hp: automatizzare la gestione dell’It, ridurre la complessità, liberare risorse

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Hp: automatizzare la gestione dell’It, ridurre la complessità, liberare risorse

07 Feb 2008

di Stefano Uberti Foppa

BARCELLONA – È meglio dirlo subito: quello che Hp ha presentato alla sua recente convention, l’Hp Software Universe, tenutasi lo scorso fine novembre a Barcellona, è un sogno ideale. Il sogno di disporre di sistemi informativi che attraverso piattaforme software, specifici tool e servizi consentano l’automazione completa del ciclo di vita della gestione dei servizi It. Per giungere in questo modo all’eliminazione di tutte quelle modalità di gestione manuale che drenano ancora oggi parecchie risorse, in termini di tempo e persone, e che determinano inevitabilmente numerosi errori causati proprio da processi manuali.
E il sogno continua, perché questa “vision” di una completa gestione automatizzata dei servizi di business attraverso nuovo software, porterà a liberare quelle risorse, umane e finanziarie, che potranno essere dedicate allo sviluppo di soluzioni It a supporto del business e dell’innovazione. Dal sogno di questo mondo ideale si passa ad una strategia che diventa estremamente concreta se si guarda all’offerta di prodotti e servizi che Hp mette da subito a disposizione del mercato. Non va scordato che la strada perseguita dall’azienda di Palo Alto verso un’efficace It governance, parte davvero da lontano e ha profonde radici nella storica e sempre arricchita piattaforma Openview. In più Hp ha compiuto, negli ultimi anni, enormi sforzi di arricchimento ed estensione del proprio portafoglio prodotti attraverso acquisizioni importanti (una su tutti quella di Mercury ma ne vedremo più avanti anche altre recenti) proprio nell’obiettivo di costruire un disegno di offerta organico e integrato, che è stato delineato nella kermesse di Barcellona, dedicata, da Hp Software, proprio a fare il punto sulla propria strategia di It management.
Ma facciamo un breve passo indietro focalizzando meglio la unit di Hp dedicata al software. Hp Software si compone oggi di circa 7.000 persone che operano in 170 paesi e ha chiuso un fiscal year 2007 a 2,33 miliardi di dollari (+79,9% rispetto all’anno precedente). “Ma la cosa che più ci fa piacere – ha dichiarato Tom Hogan (nella foto), senior vice president di Hp software (nella foto)– è che stiamo continuamente aumentando la presenza strategica di Hp nelle aziende attraverso il nostro software enterprise e che in questo segmento cresciamo di circa tre-quattro volte i nostri più diretti competitor”. Attraverso quali linee di azione? In estrema sintesi, introducendo nei sistemi informativi livelli di qualità, flessibilità ed efficienza attraverso strumenti (software e servizi) di automazione che possano liberare il Cio e le sue persone da compiti ripetitivi e di gestione di base. Un’offerta che se applicata a realtà It complesse in aziende geograficamente distribuite e di dimensione multinazionale, possono da subito creare forti economie di scala.

Automatizzare la gestione dell’It
Al centro di questa strategia sta l’annuncio di Automated Operations 1.0, un set di soluzioni software nell’ambito dell’It Service Management, Business Service Management e Business Service Automation. Queste soluzioni si posizionano all’interno della più ampia strategia Hp (e dei relativi prodotti) che va sotto il nome di BTO, Business Technology Optimization, realizzata integrando prodotti e soluzioni dalla piattaforma originaria Hp Openview con quelle derivate dalle acquisizioni di Peregrine, Mercury e della recentissima Opsware (settembre 2007, società di riferimento nell’ambito del data center automation). Proprio la strategia BTO definisce due focus principali di riferimento, che i prodotti annunciati a Barcellona vanno a concretizzare: primo, che tutti i rilasci di applicazioni, upgrades e varie iniziative di compliance hanno probabilità di successo soltanto se sono focalizzate nel dare risposte ad esigenze di business; secondo, che soltanto una visione e gestione olistica dell’organizzazione It può colmare il gap esistente tra le strategie It definite, le applicazioni sviluppate  e i team operativi e che solo attraverso questi principi si può giungere ad un reale allineamento tra It e business, massimizzando il valore degli investimenti in tecnologia.
All’interno dei nuovi annunci di Automated Operations 1.0, Hp ha presentato quindi  BSA, Business Service Automation, una soluzione software per automatizzare tutti i processi It e gestire gli upgrades, i cambiamenti di configurazione vari e le diverse operazioni relative ad applicazioni, server, storage, client e reti. Queste tecnologie derivano in larga parte dalla recente acquisizione di Opsware. Interessante sottolineare, all’interno dei numerosi enhancement, le funzioni che consentono di coordinare i processi tra i sistemi e i diversi team It attraverso processi di workflow resi disponibili dall’Hp Operations Orchestration software, il cui compito è anche quello, oltre che di definire i flussi ottimali, di dare visibilità agli impatti, di carattere finanziario e di security, derivati dalle attività tra i diversi gruppi It. BSA concretizza il concetto di automazione, applicandolo alle funzioni di diagnostica e risoluzione dei problemi creando inoltre un processo a ciclo completo per la gestione degli incidenti nonché automatizzando la gestione dei continui cambiamenti che possono avvenire sul fronte degli applicativi.
Sempre all’interno di Automated operations 1.0, Hp ha annunciato miglioramenti alle proprie soluzioni di ITSM (IT Service management) con una serie di prodotti: Service manager 7.0, per gestire la crescita del portfolio di servizi It attraverso funzioni di approvazione a seconda dei ruoli, in rapporto a costi e a livelli di servizio definiti, prioritizzazioni di risoluzioni di problemi, ecc.; Decision Center 2.0, per supportare l’It staff nel percorso di miglioramento continuo dei servizi It che devono essere erogati, individuando inefficienze di processo, priorità e variazioni nei processi stessi, capacità di rendere quantificabili, in termini finanziari, gli impatti di nuovi cambiamenti o di degrado di performance per consentire all’It la riallocazione di staff o la nuova schedulazione di decisioni.
Per un più facile allineamento ai requisiti di Itil v.3, la società ha presentato anche Blueprint for Service manager 7.0 che fornisce ben sei processi pacchettizzati (Incident and service request management, Problem management, Service level management, Change management, Configuration management, Release to production) basati sulle best practice Itil e Hp, al fine di accelerere i tempi di implementazione di soluzioni di service management.

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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