Una rivoluzione oltre Facebook | ZeroUno

Una rivoluzione oltre Facebook

pittogramma Zerouno

Una rivoluzione oltre Facebook

20 Giu 2012

di Stefano Uberti Foppa

È davvero interessante vedere come la società vada modificandosi, analizzandola da una prospettiva di innovazione tecnologica, secondo “ondate” che sono alle volte molto evidenti e diffuse (parliamo della rivoluzione mobile e dell’utilizzo ampiamente accettato, talvolta anche in modo acritico, dei social networks), alle volte meno conosciute, meno celebrate eppur portatrici di grande innovazione e cambiamento. Lasciamo quindi, questa volta, da parte gli “Hit” del cloud computing o dell’IT consumerization e parliamo di… applicazioni.

Sì, le applicazioni; non tanto quelle, importantissime e ancora centrali all’attività delle aziende, sviluppate in house, quanto, soprattutto, quelle dei grandi produttori mondiali di software, che stanno, nel loro cammino evolutivo, introducendo elementi di radicale cambiamento e di potenzialità di utilizzo. Riesce quasi imbarazzante oggi, nell’era del Bring your own device (Byod) e dei vari Twitter e LinkedIn scrivere un editoriale partendo da una sigla tanto arcaica: Erp. Eppure, eppure…anche da lì sta arrivando la vera innovazione, la vera possibilità, per le imprese, di cogliere quelle opportunità nascoste, quell’aumento di efficienza, quella conoscenza e supporto all’attività quotidiana che rappresenta una delle vere grandi innovazioni degli ultimi anni: consentire alle imprese, attraverso l’analisi dei dati, di costruire il proprio vantaggio competitivo.

Il mondo degli Erp, al quale dedichiamo un interessante servizio in questo numero, è entrato in una sua nuova fase, importantissima, della quale forse non tutti gli utenti (i fornitori certamente sì) hanno valutato la portata. Stiamo parlando della possibilità, per ogni tipo di utente aziendale, di poter affrontare la complessità utilizzando linguaggi e modalità di analisi molto vicine al linguaggio naturale e ad un modo di procedere più a misura d’uomo (di utente) che non a misura “di sistema” (logiche e modalità molto strutturate e rigide). È la maturazione, oggi, di una serie di tecnologie hardware e software che hanno consentito alle principali piattaforme Erp di avere integrati nei propri moduli sistemi di business intelligence/business analytics da usare per creare, a partire dai dati disponibili e dalle applicazioni quotidianamente utilizzate, correlazioni, ipotesi, simulazioni, prospettive prima impensabili da farsi singolarmente e senza un’adeguata preparazione “gestionale”. Oggi questo tipo di barriera sta sempre più cedendo, lasciando spazio ad una user experience che è possibile garantire grazie al supporto di architetture basate sull’in-memory computing su cui sempre più spesso poggia l’intera offerta Erp dei principali player, per consentire agli utenti nuove modalità di utilizzo attraverso interfacce friendly e vicine agli strumenti quotidianamente usati anche nel privato.

Ed ecco allora che questa rivoluzione silenziosa trae linfa, funzioni e modelli di utilizzo e di ambiente proprio dalle rivoluzioni più conosciute di cui prima si parlava: dai social networks, sempre più integrati negli ambienti applicativi presi a modello per nuove modalità di interfaccia; dalla logica dell’App store (e delle apps di Apple), che diventa poi a livello enterprise, un elemento che si associa, si integra e si complementa con questa nuova generazione di Erp: apps realizzate da terze parti e apps anche direttamente usate dagli utenti finali che possono essere scaricate dalla rete e validate per un loro inserimento, complementare ai moduli applicativi classici, nell’Enterprise application store. E non è finita: la fruizione di questi moduli sta abbandonando la logica dell’acquisto a favore di una scelta ragionata, da parte dei sistemi informativi, di cosa oggi, anche a livello applicativo, continui ad aver senso acquistare e far evolvere e cosa invece si possa comprare come servizio cloud saas (software as a service).

Lasciamo all’articolo sul tema Erp la possibilità di dettagliare questo scenario in profonda trasformazione. La cosa principale su cui attirare la vostra riflessione è la straordinaria confluenza oggi di tecnologie e modelli che in questo momento pervade ogni branca della tecnologia Ict. Su piattaforme così complesse, costose, difficili da far evolvere come da sempre sono gli Erp si è abbattuta negli ultimi anni la “rivoluzione culturale” della “facilità di utilizzo-contenimento di spesa-esondazione di tecnologie e metodi dal mondo consumer al mondo professionale”. Per cui oggi è possibile, in teoria, utilizzare modalità di analisi sui dati e all’interno delle applicazioni grazie a tecnologie e funzioni tutte orientate all’individuazione delle opportunità e dell’efficienza. Stiamo parlando di una rivoluzione silenziosa, certo meno conosciuta di Facebook, ma che sta cambiando il nostro modo di lavorare. È una rivoluzione, questa, guidata sicuramente dalla tecnologia che consente di mettere a disposizione dell’utente modalità e strumenti più a misura d’uomo, ma in ultima analisi anche queste tecnologie hanno un altro driver: arrivano oggi a seguito della ricerca di nuovo business, di nuova efficienza, indotte da una situazione economica globale difficile, che ha accelerato l’evoluzione dell’informatica verso una dimensione differente dal passato, quella più vicina alle modalità con cui lavoriamo e viviamo. E finalmente anche la tecnologia It sembra ormai prendere una direzione nuova: al servizio della persona e non più, come è stato per tanti anni, il contrario. Prendete, come altro esempio, il tema dei big data, quella grande mole di dati cui le applicazioni sempre più attingeranno. Vogliamo gestire soltanto i dati che negli anni abbiamo strutturato nei data base oppure affrontare la complessità ma anche la ricchezza dell’interazione umana con tutte le informazioni destrutturate che questa comporta? È proprio lì dentro che ci possono essere, se adeguatamente utilizzate, le informazioni che ci servono. Ecco allora il cerchio, la “filiera” richiudersi: dati, tanti dati, strutture di analytics altamente performanti, su sistemi anch’essi di elevate prestazioni, utilizzati e analizzati all’interno di applicazioni che possono essere usate attraverso modalità di analisi, navigazione, collaborazione nuove e “social friendly”. È un fiume carsico del quale, probabilmente oggi molti utenti non avvertono la potenzialità e il cambiamento. È ancora soprattutto appannaggio di sperimentatori e del mondo dell’offerta. Ma il modo in cui lavoriamo sta cambiando. Prendendo spunti e tecnologie dalla “vita digitale” che, ogni giorno, ci circonda. È una rivoluzione silenziosa della quale ci renderemo conto solo quando, un mattino, parleremo al computer per chiedergli: “Come faccio ad essere felice?” E lui, incrociando petabyte di dati arriverà alla risposta finale: “Affari tuoi”!

Stefano Uberti Foppa

Digital innovation influencer

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, è stato direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360, fino al febbraio 2019. Oggi è una delle principali firme del magazine.

Articolo 1 di 4