Gestione del magazzino, l’ERP non basta

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Gestione del magazzino, l’ERP non basta

L’ottimizzazione della logistica e della gestione del magazzino suggeriscono l’impiego di un sistema specializzato: il Warehouse Management System. Ma quali sono le reali differenze tra questo software dipartimentale e il “classico” ERP? Quando quest’ultimo non è più sufficiente e c’è bisogno di un WMS? Ne abbiamo parlato con Stefano Cudicio, CEO di Stesi

17 Mar 2020

di Emanuele Villa

Da diversi anni, ormai, la gestione del magazzino e l’ottimizzazione delle attività logistiche sono diventate priorità assolute di ogni azienda. Il motivo è semplice: dopo decenni di interesse molto relativo, ci si è resi conto che una gestione approssimativa dello stock e delle attività logistiche interne avrebbe avuto un impatto enorme sulla redditività dell’azienda. Per limare i costi di attrezzaggio delle macchine, tempo addietro si finiva per produrre ben di più delle quantità previste dagli ordini, col risultato di dover realizzare nuovi spazi e capannoni al fine di ospitare lo stock in eccedenza.

Oggi, la situazione è drasticamente cambiata: modelli di produzione just in time sono diventati la norma e le attività logistiche devono essere ottimizzate ai massimi livelli per assicurare il rispetto degli ordini e massimizzare, appunto, la redditività dell’azienda. Per non parlare dei centri di distribuzione, che oggi devono soddisfare esigenze di clienti disposti ad aspettare 24, massimo 48 ore per la ricezione della merce. Ecco perché oggi, le aziende si orientano con frequenza verso soluzioni specifiche e dipartimentali per la gestione del magazzino (WMS: Warehouse Management System), superando uno storico luogo comune che vedeva l’ERP come responsabile del magazzino e della logistica, magari previo acquisto di un modulo ad hoc.

Gestione del magazzino: differenze tra ERP e WMS

Per comprendere meglio il rapporto tra il gestionale ERP, che nelle sue varie forme è ormai usato dalla quasi totalità delle aziende, e un prodotto specializzato come il WMS, abbiamo intervistato Stefano Cudicio, CEO di Stesi, l’azienda italiana che produce Silwa, una nota piattaforma di Supply Chain Execution. Cudicio ci spiega che il rapporto, peraltro non dei più armoniosi, tra ERP e WMS nasce molto tempo fa: “L’utilizzo di sistemi di tipo operazionale in fase esecutiva e logistica non è recente: dai primi anni ’90 si comincia a pensare di introdurre tecnologie di identificazione automatica (codici a barre, ndr) per evitare di commettere errori e rendere sincrono il momento in cui si registra a sistema la transazione con quello in cui viene effettuata. A quel punto però iniziò un forte dibattito, tra chi pensava di estendere le funzionalità degli ERP alla fase esecutiva, puntando sull’assenza di interfacce verso altri sistemi e integrazioni, e chi sosteneva – al contrario – che la logistica avesse esigenze informative particolari che non potessero essere coperte da continue customizzazioni dell’ERP”.

Intorno al 2010, il mercato ha preso atto che l’ERP potesse essere impiegato per gestire soluzioni logistiche piuttosto semplici, ma che ci sarebbe stato bisogno di qualcosa di più nel caso in cui la complessità e le esigenze di massima efficienza fossero diventate prioritarie: “L’architettura secondo cui i sistemi WMS sono una cosa diversa dall’ERP – spiega Cudicio – ormai è assolutamente sdoganata. Questa spinta è determinata dalla crescente importanza della logistica, che oggi è un argomento importante per ogni amministratore delegato. Non è sempre stato così, ma oggi ridurre il costo della logistica garantendo il livello di servizio è un’assoluta priorità. Per ottenere questi risultati, gli ERP non sono sufficienti: ci vogliono sistemi specifici e strutture specifiche. Tra l’altro, oggi sono gli stessi operation manager a chiedere sistemi dedicati per la logistica”.

I benefici di WMS e i limiti di ERP

Posto dunque questo naturale dualismo tra ERP e WMS, esistono attività che l’ERP è impossibilitato a svolgere? Quando c’è realmente bisogno di un sistema dipartimentale? “Ci sono molte cose che un ERP non può fare. Per esempio, la gestione di un magazzino automatico, oppure dei mezzi a guida autonoma (AGV), per non parlare del dispatching delle missioni scegliendo la migliore risorsa nel miglior luogo e ottimizzandone gli spostamenti. Tutto questo fa parte del mestiere dell’WMS, non dell’ERP: ci tengo a sottolineare, oltretutto, che oggi anche i sistemi logistici di medio livello hanno esigenze piuttosto avanzate”.

WMS, ERP e l’esigenza di integrazione

Nonostante la naturale separazione logica tra i due sistemi, resta l’esigenza di integrazione resta: sintetizzando, l’ERP acquisisce e invia al WMS i dati relativi agli ordini di acquisto e vendita, delegandone la gestione ottimale al sistema specializzato. “Certo, i sistemi vanno comunque integrati – aggiunge Cudicio – proprio ai fini di quella ottimizzazione che ci si aspetta da un WMS. Questo riceve gli ordini, li trasforma in liste di esecuzione (prelievo, spedizione…) e restituisce in un secondo momento il risultato al sistema ERP. L’integrazione è una fase cui bisogna prestare attenzione, ma dal punto di vista tecnologico non è mai un problema. Per esempio, con Silwa abbiamo due alternative: se l’ERP non ha un modulo di integrazione con sistemi esterni, usiamo il nostro che è già pronto e basato su tabelle di frontiera. I due sistemi leggono e scrivono queste tabelle, sincronizzandosi a vicenda. Ovviamente ci sono casi di sistemi ERP più evoluti con librerie già pronte: in questo caso siamo noi ad adattarci, ma il risultato è ottimale in entrambi i casi”.

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Emanuele Villa

Giornalista

Appassionato di tecnologia da sempre, ho deciso che avrei impegnato il mio tempo raccontandola e lo faccio dal lontano 2000. Dopo un lungo percorso nel mondo della tecnologia consumer, ora mi occupo soprattutto di Digital Transformation.

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