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Applicazioni: i processi individuali tornano al centro

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Applicazioni: i processi individuali tornano al centro

03 Ott 2006

di Gianni Rusconi

Stando alle stime di Amr Research, Sap e Oracle coprirebbero oltre il 65% del mercato applicativo business. Quali le novità? E quali le principali sfide da affrontare da parte dei due protagonisti?

 

Il recente passato e l’immediato futuro dell’industria del software applicativo si regge sue due sostanziali linee di azione: le acquisizioni nei confronti di specialisti operanti in determinati settori verticali, mirate al completamento e alla più ampia possibilità di personalizzare l’offerta, e la “migrazione” ormai del tutto avviata verso la Soa e le applicazioni realizzate ed erogate in un’ottica di servizio. E domani, fra due o tre anni? Fra le sfide più importanti da vincere per i grandi nomi del settore c’è sicuramente quella di poter incontrare le esigenze dei singoli addetti aziendali nello svolgimento quotidiano delle proprie mansioni; la focalizzazione delle varie Sap, Ibm, Oracle e Microsoft sta in altri termini evolvendo, andando ben oltre quindi la tradizionale missione di automatizzare i processi di gestione in ambienti enterprise. La cronaca degli ultimi cinque mesi è ricca di annunci che vanno in questa direzione mentre gli analisti sono sempre più convinti che questo sia un mercato per pochi. Stando alle ultime stime di Amr Research, infatti, Sap e Oracle coprirebbero oltre il 65% dell’intera domanda di business applications; la prima con una quota di mercato (stabile) che a fine 2006 dovrebbe assestarsi intorno al 43% e la seconda facendo proprio circa il 23% di questo business. Il gruppo Sage, terzo fornitore al mondo di Erp, può vantare al momento uno share del 6%, mentre Microsoft è ancora più sotto.

Sap: il verbo unico di Soa
L’ultimo intervento di sostanza della casa tedesca risale a metà settembre, in occasione del TechEd di Las Vegas. Nei mesi precedenti, non avari di tensioni per risultati inferiori alle aspettative e nuove voci di una possibile scalata (con Ibm, Microsoft e Google nel ruolo dei pretendenti), Sap ha puntellato l’attuale supremazia in campo Erp con poche ma significative operazioni. Queste: il battesimo ufficiale di Duet (nome in codice Mendocino), il prodotto nato dalla sempre più stretta collaborazione con Microsoft che collegherà in modo diretto Office e mySap Erp; l’annuncio (in occasione del Sapphire 2006) dell’ormai imminente rilascio della prima “appliance” enterprise dedicata espressamente alla migrazione verso Soa e collegata a un completo paniere di applicazioni composite (xApps Hub) sviluppate da Sap, system integrator, Isv e dagli stessi clienti; il lancio sul mercato della versione 2005 di mySap Erp, un aggiornamento che Léo Apotheker, numero uno della divisione Customer Solutions and Operations, ha definito “una pietra miliare nella roadmap verso Soa all’insegna di processi di business sempre più facilmente accessibili dagli information worker aziendali”. A completare il quadro è poi arrivata anche l’acquisizione di Praxis Software Solutions, i cui applicativi di e-commerce e customer management arricchiranno le capacità di Sap Business One in chiave on demand, l’altra grande sfida che il gigante tedesco deve giocare per crescere nella fascia media del mercato aziendale.
La volontà di Sap è oggi quella di accelerare l’adozione delle nuove architetture software orientate al dogma dei servizi all’interno di un ecosistema in cui NetWeaver rimane l’irrinunciabile base operativa dove far confluire gli oltre 300 aggiornamenti apportati alla piattaforma Erp sotto forma di servizi enterprise dedicati e specifiche verticalizzazioni ma anche i frutti dell’alleanza con Microsoft in ambito Office e una nuova interfaccia Gui (Project Muse) basata su tool Ajax che dovrà facilitare l’utilizzo “ubiquo” delle applicazioni in qualsiasi ambiente operativo a livello desktop (Macintosh, Windows e anche Linux) e attraverso dispositivi mobili Web based.
La recente uscita pubblica di Shai Agassi, presidente del Product and Technology Group della società, ha confermato del resto questa ipotesi: la priorità è quella di facilitare alle aziende il processo di aggiornamento alla nuova generazione di applicazioni modulari e flessibili per qualsiasi tipologia di settore verticale. E l’annuncio di Discovery System, un kit di componenti software (che integrano tool di Netweaver e istruzioni Java) pronti per operare all’interno di mySap Erp 2005 e incaricati di operare quali blocchi di partenza per la migrazione verso le architetture Soa ne è l’ennesima conferma.

Oracle … Aspettando Fusion
Con il rilascio all’inizio dell’estate del programma Applications Unlimited, Oracle ha tolto il fatidico vincolo del 2013 quale data ultima per il rilascio di nuove release degli applicativi PeopleSoft, Jd Edwards e Siebel Systems. Massima garanzia per gli ex clienti (circa 30.000 in totale a livello mondiale) delle tre società che il gigante texano ha acquisito strada facendo, quindi, e taglio netto alle critiche che periodicamente venivano indirizzate a Larry Ellison per la (presunta) volontà di quest’ultimo di non assicurare continuità futura per le “vecchie” piattaforme. Intanto Fusion, l’architettura di nuova generazione in cui molte delle funzionalità degli Erp e delle suite di Crm convergeranno, vedrebbe spostare inevitabilmente al 2008 (rispetto a metà 2007) la data di rilascio delle nuove applicazioni. Nel quartier generale della società texana si respira in ogni caso grande ottimismo per due motivi di fondo: i risultati di vendita delle licenze sono molto buoni (la crescita negli ultimi due trimestri è ben superiore alla doppia cifra – superiore anche alle attese, con notevoli risultati per il titolo in Borsa) e questo grazie al certosino lavoro di convincimento effettuato sui clienti delle ex società rivali acquisite in serie. In altri termini, gli oltre 20 miliardi di dollari investiti per recitare il ruolo di primattore sul palcoscenico delle business application (Erp e Crm in primis) stanno dando i frutti sperati e il gradimento espresso dai grandi clienti per la decisione di supportare a lungo termine le vecchie applicazioni è un buon viatico per preparare in grande stile l’entrata in scena di Fusion.

Nel frattempo Oracle non è rimasta come si è detto con le mani in mano e fra gli annunci di peso dell’ultimo periodo, oltre alle acquisizioni delle varie I-Flex (software per il banking), Demantra (supply-chain & planning), Telephony@Work (contact center on demand) e Portal Software (applicativi di billing e revenue management per l’industria dei media), c’è sicuramente quello di PeopleSoft Enterprise 9, datato inizio luglio. La disponibilità di nuovi moduli applicativi per la piattaforma in questione, che abbracciano nelle tre fasi scadenzate di rilascio previste (tutte entro la fine di quest’anno) componenti software di Learning Management, Performance Management e Financial e Human Capital Management è per certi versi l’emblema della strategia della casa texana. Garantire all’utenza totale supporto per lo sviluppo della piattaforma in uso e “testare” sul campo la valenza delle applicazioni che verranno poi integrate in Fusion Middleware, a tutto vantaggio di una migrazione verso la nuova architettura che dovrà essere gioco forza la meno dispendiosa possibile.

“THE PROCESS OF ME”: IL NUOVO PARADIGMA

Che peso hanno avuto negli ultimi due/tre anni le business application in seno al cambiamento in atto nelle grandi organizzazioni? L’agilità del business spesso e volentieri non è collimata con l’efficienza dei processi e l’aver informatizzato alcune attività di carattere strategico non è stato sinonimo di innovazione aziendale a livello di condivisione di conoscenze e competenze, di supporto esteso ai flussi di workflow end to end impattanti a tutti i livelli del business. Il fattore umano è stato trascurato o quasi: per queste ragioni il software applicativo di nuova generazione sarà spiccatamente orientato a soddisfare i bisogni del singolo addetto, rispetto a una logica di intersezione fra processi e persone che Gartner ha definito “process of me” e che si concretizza in un modello “user-centric” fortemente orientato agli obiettivi di business. Questa a è una delle linee guida che sta ispirando la politica di sviluppo dei big vendor del mondo Erp e gestionale; alcuni degli annunci di questi ultimi cinque mesi confermano queste indicazioni, altri sono attesi a breve e abbracciano sia la sfera del Crm quanto quella del business process management e della business intelligence. Gli analisti di Gartner hanno quindi esteso il concetto di cui sopra a tool e piattaforme di instant messaging e di real-time collaboration, che saranno sempre di più integrate con le prime a livello di processi transazionali, al fine di abilitare attività aziendali su cellulari e palmari, dispositivi e servizi basati sul Web 2.0. I processi di lavoro individuali, in definitiva, per loro natura caotici, dovranno essere inseriti e digeriti all’interno dei processi aziendali nella loro visione d’insieme e le architetture applicative di domani (Esa, Fusion, Dynamics) dovranno disporre di capacità, di tool di sviluppo, di applicazioni, di servizi e di contenuti utili a soddisfare questo nuovo paradigma. (G.R..)

Gianni Rusconi

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