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Npo Sistemi: verso il workplace virtuale

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Npo Sistemi: verso il workplace virtuale

09 Apr 2013

di Arianna Leonardi

Mentre i confini aziendali si aprono e si globalizzano, lo svolgimento dell’attività lavorativa è sempre meno ancorato alla postazione fisica fissa, sulla spinta dei nuovi trend tecnologici social, cloud e mobile. La vision del system integrator in merito alla trasformazione in atto e al ruolo giocato da Windows 8 nel favorire la creazione di un ufficio anytime-anywhere. Intervista a Roberta De Titta e a Roberto Rubulotta, rispettivamente Responsabile BU Software a Valore e Direttore Soluzioni Applicative di Npo Sistemi

In un mondo enterprise geograficamente distribuito e dai confini ormai “liquidi”, le postazioni di lavoro si stanno evolvendo in una direzione sempre più "virtuale", sotto la spinta di fenomeni emergenti quali la mobility, il cloud computing e i social network. Ma non si tratta solo di una trasformazione a livello tecnologico, quanto piuttosto di un cambiamento profondo che tocca anche il profilo culturale delle imprese e soprattutto delle persone.

Sull'onda di questo importante mutamento di prospettive, il ruolo del gruppo Npo Sistemi, in quanto system integrator e partner strategico di aziende cross-industry, con specializzazione in diversi ambiti It, è aiutare le imprese a cogliere tutti i vantaggi derivanti dal nuovo concetto di workplace, presentandosi come interlocutore unico nel processo evolutivo dell'azienda utente con l'offerta di servizi consulenziali, implementazione hardware e sviluppo applicativo.

Roberta De Titta, Responsabile BU Software a Valore di Npo Sistemi

Secondo Npo, i benefici portati dalla rivoluzione in atto sono, innanzitutto, il miglioramento delle attività di comunicazione dentro e fuori l'azienda, una significativa riduzione dei costi e l'aumento della produttività per dipendente, nonché l'abbattimento delle distanze geografiche e di qualsiasi vincolo che lega lo svolgimento dell'attività lavorativa alla postazione fisica fissa. "Il dipendente o collaboratore – ha esordito Roberta De Titta, Responsabile BU Software a Valore di Npo Sistemi – è in grado di portare avanti i propri compiti e mansioni ovunque si trovi, grazie ai nuovi strumenti che garantiscono un accesso anytime-anywhere ai dati e alle applicazioni aziendali".

"Se prima il dipendente era abituato ad avere il proprio desktop con le applicazioni di produttività installate in locale – interviene Roberto Rubulotta, Direzione Web & Business Application di Npo Sistemi -, oggi gli strumenti di lavoro individuali si spostano sulla nuvola e vengono fruiti in modalità as-a-service, con l’aggiunta di strumenti di collaborazione. Office 365 è un esempio della trasformazione in corso".

Secondo Rubulotta, inoltre, le organizzazioni si stanno spostando sempre di più verso un modello di social enterprise, con precise implicazioni anche dal punto di vista psicologico: migliorando i contatti e le comunicazioni tra le persone che fanno parte di uno stesso ecosistema d'impresa, si viene a creare un maggiore senso di appartenenza all'azienda. "Le modalità di interazione tra direzione, colleghi, partner e clienti o da e verso la pubblica amministrazione – prosegue il manager – stanno mutuando le dinamiche dal mondo consumer e in particolare dai social network. Le comunicazioni si fanno sempre più veloci e partecipative, con una frequenza di aggiornamento e un livello di interattività superiori rispetto a quanto permesso dai comuni strumenti di collaborazione. Esistono ormai prodotti specifici per la creazione di enterprise social network, come SharePoint o Yammer, che permettono un dialogo in real-time e in sicurezza attraverso un ecosistema aziendale geograficamente distribuito".

Il fenomeno della consumerizzazione, che vede l'applicazione delle dinamiche consumer e l'ingresso di tecnologie personali in ambito aziendale, è in continua e inarrestabile espansione, ma solleva problematiche di gestione e sicurezza di account e dispositivi. Tra i principali problemi dei Cio, infatti, il Bring-your-own-device (Byod) apre tutta una serie di questioni legate al controllo del device e alla protezione delle informazioni sensibili, che, secondo Npo, potrebbero trovare una valida soluzione con l'avvento di Windows 8. "Il mobile – afferma De Titta – è tra gli aspetti preponderanti dell'It odierno. Con il nuovo sistema operativo di Microsoft le stesse funzionalità e logiche presenti sui Pc vengono estese a smartphone e tablet, facilitando notevolmente il lavoro di integrazione e gestione dei device da parte del team informatico".

Tra gli altri punti di forza del nuovo Os, come sottolinea Rubulotta, c’è anche la possibilità di sviluppare applicazioni personalizzate che verranno distribuite internamente attraverso la creazione di uno store aziendale e senza la necessità di passare attraverso un market place pubblico, con i conseguenti rischi per la sicurezza.

"Windows 8 – prosegue Rubulotta – permette, inoltre, la condivisione della medesima workstation attraverso differenti device: grazie alla creazione di un unico account per l'accesso fino a cinque diversi dispositivi, infatti, l'utente potrà disporre di applicazioni, file e impostazioni personali indipendentemente dal fatto che stia utilizzando lo smartphone, il tablet, il Pc desktop o laptop. Questa condivisione totale degli strumenti di lavoro, amministrati centralmente dall'It manager, è un vero passo avanti rispetto alla precedente versione del sistema operativo, anche sotto il profilo della sicurezza. Le macchine e i dispositivi mobile Windows 8 possono essere firmati digitalmente, cosicché, in caso di perdita o furto, verranno disabilitati da remoto e resi inutilizzabili, salvaguardando la riservatezza dei dati aziendali. Inoltre, all'interno dei device Windows 8, il disco è nativamente criptato, in modo che, se non si è in possesso delle credenziali di accesso, le informazioni risulteranno indecifrabili".

Altra feature interessante del nuovo sistema operativo, è la capacità di adattare le modalità di utilizzo di un'applicazione in base alle caratteristiche del dispositivo, permettendo alternativamente la fruizione attraverso il touchscreen o con mouse e tastiera. "Chi sviluppa applicazioni in azienda – evidenzia Rubulotta – non dovrà preoccuparsi di creare più versioni del software per i diversi sistemi di input, ma sarà lo stesso Windows a riconoscere l'interfaccia e i comandi da abilitare".

Arianna Leonardi

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