Virtual data center e cloud: come risolvono inefficienze e downtime

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Virtual data center e cloud: come risolvono inefficienze e downtime

L’utilizzo di un virtual data center basato su cloud ha numerosi vantaggi in termini di efficienza, diminuzione di downtime e costi operativi

21 Lug 2020

di Tecnologie abilitanti per multicloud e digital workplace

La virtualizzazione dei data center è il processo di trasformazione delle infrastrutture informatiche costituite da server e altre apparecchiature fisiche in virtual data center utilizzando la tecnologia del cloud computing.

Per tenere il passo con le sempre maggiori esigenze di elaborazione e memorizzazione dei dati, richiesti dalle svariate applicazioni informatiche utilizzate, per ogni organizzazione era prassi comune installare sempre più server e sistemi di archiviazione nei propri data center. Tuttavia, i server tipicamente presenti nei data center tradizionali funzionavano a una frazione molto ridotta della loro capacità massima potenziale, dando luogo a infrastrutture IT con enormi inefficienze e costi operativi sproporzionati rispetto alla capacità di elaborazione e archiviazione effettivamente utilizzate.

Con la virtualizzazione dei data center, le organizzazioni possono eseguire più sistemi operativi e applicazioni su un unico server nel cloud, aumentando le economie di scala e migliorando l’efficienza.

Ridurre i costi operativi con i virtual data center

I budget destinati agli investimenti IT non sempre crescono proporzionalmente all’aumento di capacità richiesto dalle applicazioni e l’hardware è uno degli asset più costosi da approvvigionare.

La virtualizzazione dei dati separa le applicazioni e i servizi dall’hardware sottostante. Le aziende possono sostituire i server fisici obsoleti con server virtualizzati per ridurre le spese in conto capitale.

La virtualizzazione dei data center può anche più facilmente estendere la durata di vita delle apparecchiature esistenti e garantire una maggiore flessibilità per l’allocazione del budget destinato agli investimenti, per aiutare a tenere sotto controllo i costi di manutenzione e di funzionamento delle infrastrutture informatiche in base al loro effettivo grado di utilizzo.

Migliorare le prestazioni delle applicazioni con la virtualizzazione

La virtualizzazione dei data center aiuta a migliorare le prestazioni delle applicazioni, l’agilità e la reattività delle soluzioni informatiche, che devono saper rispondere sempre più rapidamente a nuove esigenze per far fronte alle mutevoli e imprevedibili evoluzioni del business.

La gestione dei livelli di prestazioni da garantire ai clienti interni di un reparto IT è complessa. I carichi di lavoro spesso devono essere riallocati in base all’evoluzione dei requisiti tecnici e di business, mentre le prestazioni delle applicazioni sono spesso influenzate da vincoli che esulano dal controllo del reparto IT, come la qualità della rete di un fornitore di servizi.

Con la virtualizzazione, è possibile riconfigurare i data center per ottimizzare le prestazioni delle applicazioni e superare i colli di bottiglia, adottando un modello di definizione del data center basato sul software.

Ridurre al minimo i tempi di inattività

I tempi di inattività sono molto costosi. Ogni downtime di un applicativo informatico, soprattutto se non pianificato, può generare sia notevoli costi diretti, sia dei potenzialmente ancora più letali costi indiretti, dovuti ai danni reputazionali legati alla mancata erogazione di un servizio alla propria clientela.

Ci sono due fattori chiave aiutano a prevenire e mitigare gli effetti del downtime: un piano di continuità aziendale, per garantire che le interruzioni siano minime e una solida strategia di disaster recovery, per recuperare dalla perdita di dati causata da un fuori servizio improvviso.

Business Continuity

L’obiettivo della business continuity è proprio quello di ridurre al minimo le interruzioni dell’attività causate da un qualunque evento imprevedibile.

Il guasto dell’hardware del server è uno dei problemi più comuni che perturba il business. Grazie alla virtualizzazione dei data center, i team IT possono eseguire la manutenzione e gli aggiornamenti dei server senza dover introdurre tempi di inattività.

Possono anche migrare macchine virtuali sovraccariche su più server per bilanciare i carichi di lavoro in modo più efficiente e ridurre le interruzioni.

Disaster Recovery

Il ripristino di emergenza è l’attività complementare per garantire continuità aziendale.

La perdita di dati a causa di incendi, inondazioni, errori dei dipendenti, virus o guasti delle infrastrutture informatiche può letteralmente paralizzare un’azienda. Un piano di disaster recovery è progettato per ripristinare l’operatività in caso di disastro con una perdita di dati e tempi di inattività minimi.

Se gestita correttamente, la virtualizzazione migliora notevolmente le capacità di disaster recovery. Con i virtual data center è più facile eseguire il backup dei dati rispetto alla loro esecuzione su diversi server hardware. Grazie agli snapshot coordinati delle macchine virtuali, è possibile eseguire il backup del data center in modo rapido e affidabile.

Inoltre, i data center tradizionali possono richiedere molto più tempo per il ripristino, soprattutto se il server fisico è danneggiato e se per il suo rimpiazzo non è disponibile immediatamente una configurazione perfettamente equivalente. In un virtual data center, invece, nuove macchine virtuali possono essere attivate nel giro di pochi minuti, secondo necessità.

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