- Il Design Thinking (DT) è un modello progettuale per risolvere problemi complessi con creatività e gestione.
- Permette di navigare nelle opportunità abilitate dalle tecnologie e di dare senso alla tecnologia e agli oggetti che la utilizzano.
- Il DT può essere applicato a qualsiasi settore e organizzazione, come dimostrano le esperienze di 3M, Tetra Pak, MSC Cruises e Sisal.
Nell’introdurre il convegno Design Thinking for Business: which kind of Design Thinking is right for you? evento del primo Osservatorio Design Thinking della School of Management del Politecnico di Milano, Roberto Verganti, professore di Gestione dell’Innovazione nel Corso di studi in Design e in quello in Ingegneria Gestionale, oltreché membro dello scientific commitee dell’Osservatorio, spiega perché il Design Thinking (DT) stia diventando fondamentale per qualunque settore e qualunque organizzazione.
Indice degli argomenti
Che cos’è il design thinking e perché utilizzarlo
La definizione di Design Thinking è un modello progettuale utilizzato per risolvere problemi complessi impiegando una visione e una gestione creative, codificato attorno agli anni 2000 in California dall’Università di Stanford. È considerato un approccio democratico capace di mobilitare tutte le risorse aziendali, visto che consente ai membri di contribuire alle soluzioni. È centrato sulla persona e sulla sua capacità di sviluppare un pensiero sia come soggetto ideatore sia come destinatario del progetto.
Mind set e prospettiva del design thinking
Il DT può essere definito, in modo semplificato, attraverso gli strumenti che lo caratterizzano, suddivisi in tre categorie, utili per:
- avvicinarsi al cliente, ad esempio quelli etnografici (per definire il contesto d’uso) o le tecniche di empatia (per mettersi nei panni del cliente e sperimentare il customer journey).
- Favorire la creatività e generare idee, grazie, ad esempio a tecniche di brain storming, mappe mentali,…
- Sperimentare rapidamente le idee attraverso la realizzazione di prototipi, grazie a strumenti come minimum viable product, fast prototyping,…
“Tuttavia ridurre il DT all’elenco dei tool che lo caratterizzano è limitante. È invece molto più efficace comprenderne il mind set e la prospettiva” ha precisato Verganti.
Who's Who
Roberto Verganti

Si tratta di ribaltare il classico triangolo, tipico delle business school, che pone nel vertice in alto il business e alla base people e technology, a indicare come l’obiettivo dell’impresa sia l’uso dell’innovazione per creare business value a favore degli stakeholder, grazie a prodotti che soddisfino i bisogni delle persone attraverso l’uso delle tecnologie.
L’approccio DT pone nel vertice in alto people
“Partiamo dai sogni e dai problemi delle persone e creiamo prodotti che li soddisfino. Se ci riusciremo lo sviluppo del business ne sarà la naturale conseguenza” ha spiegato Verganti.
Questo diverso approccio assegna al termine design un significato nuovo, evidenziato del teorico del design Klaus Krippendorf che riporta il termine all’etimologia latina “de-signare”, far sì che qualcosa si distingua attraverso un segno, dandogli un significato.


























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