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QlikView: idee nuove nella BI

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QlikView: idee nuove nella BI

22 Giu 2011

di Giampiero Carli Ballola

Complementare alle classiche soluzioni di BI, la piattaforma QlikView Business Discovery offre la possibilità di organizzare una ricerca in modo associativo, simile alla mente umana, e tramite un’interfaccia grafica che si ispira ai dispositivi consumer.

Nel mondo delle soluzioni analitiche e di business intelligence, QlikView è un brand che si distingue per più di un motivo. Per cominciare, il vero nome della società, fondata nel 1993 a Lund, in Svezia, sarebbe QlikTech, ma tutti la conoscono con il nome della sua offerta, QlikView appunto. Ciò nasce dal fatto che la tecnologia QlikView si basa su un principio del tutto originale al tempo della sua comparsa e tuttora innovativo: la ricerca associativa, concettualmente ispirata alla mente umana che lavora appunto per associazioni di nomi, eventi ed idee.
La piattaforma QlikView Business Discovery è complementare alle classiche soluzioni di BI e agli applicativi business (Oracle, Sap, Salesforce e altri) offrendo un approccio analitico molto diverso dal modello drill-down. L’utente infatti si organizza il percorso di ricerca in modo libero, con le domande che gli vengono man mano in mente, e riceve risposte immediate (grazie alla possibilità di fare in-memory analysis) tramite un’interfaccia grafica che si ispira, per semplicità d’uso, ai dispositivi consumer. Altra caratteristica notevole è la possibilità, con QlikView for Mobile, di fare analisi in profondità (e non solo di accedervi) su molti dispositivi mobili, dagli Apple iPad e iPhone ai BlackBerry e ai telefoni su Android, mentre sono per ora esclusi i dispositivi Windows Mobile.
Ma la cosa forse più interessante di QlikView è la possibilità per l’utente finale di sviluppare e implementare rapidamente (si parla non di giorni ma di ore) semplici applicazioni mirate alle proprie necessità e facili da modificare, combinare e condividere con altri utenti. Leslie Bonney (nella foto), chief Operating Officer di QlikTech che abbiamo recentemente incontrato, ci ha parlato di un’innovativa offerta basata sullo sviluppo di applicazioni ad hoc da parte dell’utente e lanciata lo scorso anno: QlikView Personal Edition. “Si tratta di una versione completa del prodotto – sottolinea Bonney – che può essere scaricata in modo del tutto gratuito e che permette all’utente di sviluppare modelli di analisi sui propri dati e di poterli usare senza limiti”. Una cosa molto allettante, tanto che si sono avute punte di diecimila download al mese. Ma allora, chiediamo: se il software è completo, è gratis e funziona senza limiti, dove sta il business? “Un limite c’è – risponde Bonney – ed è che le Personal Edition sono appunto personali: gli utenti non possono scambiarsi i dati. Ognuno deve sviluppare il proprio modello e usarlo singolarmente”. Ed è qui che sta il business: se, sviluppata l’applicazione, la si vuole condividere, cosa quasi inevitabile in un mondo dove nessuno oggi lavora da solo, si deve passare alla versione commerciale e pagare la relativa licenza.


Un anno da record, anche in Italia
Nel ‘magic quadrant’ di Gartner per le Enterprise BI Suites del 2011, QlikTech figura nell’area dei leader, delle società cioè che si distinguono per completezza di visione e capacità operative. È un risultato che corona una fase di crescita significativa, dovuta a un’offerta che si è trovata, e si trova tuttora, particolarmente allineata all’evolversi della domanda. I risultati comunicati alla chiusura dell’esercizio 2010 sono da record: il fatturato è passato da 157,4 a 226,5 milioni di dollari, con un balzo del 44% rispetto al 2009. I proventi sono dati per il 60% dalle licenze, per il 27% dalla manutenzione e per il 9% dai servizi professionali. Il margine operativo è stato di 27,6 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 13,2 dell’anno prima. In base a questi dati e a quelli del primo trimestre 2011, si prevede di fatturare quest’anno tra i 280 e i 290 milioni, con una crescita quindi tra il 24 e il 28%. La società non comunica dati economici relativi alle country, ma nel 2010 QlikView Italy ha acquisito 1.000 nuovi clienti, raggiungendo ad ottobre il traguardo delle tre mila aziende utenti. Sui 18 mila clienti QlikView nel mondo, si tratta del 17%, un risultato ottimo che conferma l’attenzione alle soluzioni BI avanzate nel nostro Paese.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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