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Dietro l’acquisizione Solgenia/Akhela

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Dietro l’acquisizione Solgenia/Akhela

04 Apr 2012

di Nicoletta Boldrini e Stefano Uberti Foppa

ZeroUno incontra Piercarlo Ravasio, amministratore delegato di Akhela ed Ermanno Bonifazi, presidente e amministratore delegato del Gruppo Solgenia, per scoprire i retroscena dell’ultima operazione che ha visto coinvolte le due realtà italiane: Solgenia ha acquisito il 100% del capitale sociale di Akhela (ex controllata di Saras).

Se sulla carta le cose sono sempre molto complementari, nella pratica dare seguito ad una importante operazione di acquisizione/fusione come quella avvenuta poche settimane fa che ha visto protagoniste Solgenia, realtà italiana che nel settore dell’Ict si è specializzata nella realizzazione di soluzioni applicative e tecnologiche per il business e la collaboration, intraprendendo da alcuni anni anche un concreto percorso di internazionalizzazione, e Akhela, la società Ict che era controllata dal gruppo Saras quotato in Borsa, non è certo cosa facile.

ha incontrato in un pranzo di lavoro i “capi” delle due realtà, Ermanno Bonifazi (nella foto a sinistra), presidente e amministratore delegato del gruppo Solgenia, e Piercarlo Ravasio (nella foto a destra), amministratore delegato di Akhela, per capire quali sono i razionali di questa operazione e soprattutto le prospettive di sviluppo.

“Quando abbiamo iniziato ad ‘accarezzare’ il progetto di acquisizione ci siamo subito resi conto di alcune importanti sinergie che certamente hanno facilitato il percorso dell’intera operazione – esordisce Bonifazi -. Parliamo di riflessioni sia di natura strategica sia di mercato che ruotano essenzialmente attorno a tre pilastri: il mercato delle large enteprise, la capacità tecnica specifica su alcuni settori, il data center”.

“Solgenia ha da tempo avviato una proposta sia applicativa sia di piattaforma in modalità cloud – descrive Bonifazi – che ha consentito di ampliare il bacino di utenza verso aziende di dimensioni più rilevanti (la clientela “storica” di Solgenia è data da imprese medio piccole – ndr). Akhela porta in eredità un presidio importante sulle aziende di classe Enterprise che non si concretizza solo con la capacità tecnologica ma anche con tutto il know how nella gestione del cliente e dei progetti, che per il gruppo Solgenia rappresenta senz’altro un valore importante. Quanto alle competenze tecniche, ad ‘ingolosire’ Solgenia sono state le abilità in alcuni ambiti precisi che riteniamo molto interessanti e profittevoli per il futuro: internet of things (Iot e M2M), sfruttando l’esperienza di Akhela sui sistemi embedded; tutto il mondo mobile e del cloud computing; e non ultimo la sicurezza, logica e fisica. Il data center si colloca come asset strategico nell’offerta cloud e mobile (Solgenia non aveva un proprio data center, quindi per l’offerta cloud si appoggiava a partner esterni – ndr), dandoci l’opportunità di avere anche prezzi più competitivi abbassando la soglia d’ingresso ai servizi (il pensiero va alle Pmi)”.

Bonifazi prosegue poi con una precisazione sul piano organizzativo: “Solgenia continuerà a rimanere focalizzata sul mercato delle Pmi, lasciando ad Akhela il presidio dei large account e, anzi, trasferendo ad essa la gestione di quella clientela di classe enterprise che siamo riusciti ad abbracciare con l’offerta cloud. Che poi ci siano servizi e tipologie di soluzioni che si adattano sia alle realtà medio-piccole sia alle grandi aziende, fa parte della normale “vita quotidiana” di un’azienda. Valuteremo se e come integrare le strutture di vendita (se ce ne sarà la necessità) ma già oggi, per esempio, le persone dedicate alla ricerca e sviluppo lavorano insieme per l’ideazione di nuove soluzioni e servizi, senza particolari sovrapposizioni o formalismi sui ruoli”.

Dimensioni e respiro internazionali

Vista dalla prospettiva Akhela, l’operazione assume valore anche per il percorso di internazionalizzazione già da tempo intrapreso da Solgenia: “Il fatto che esita una Solgenia Usa, una Canada e una Messico – spiega Ravasio – ci offre la possibilità di dare maggior concretezza ai nostri sforzi di crescita fuori dall’Italia. Visto che siamo riusciti ad essere presenti con alcuni progetti in Libano, Ucraina, Georgia e Brasile, poter contare sulla presenza di Solgenia in Usa, Messico e Canada non può che essere vista come una grandissima opportunità di crescita anche perché ritengo che questa possa avvenire, almeno per ora, solo fuori dall’Italia”.

Ravasio sottolinea l’importanza della scelta, da parte di Solgenia, di mantenere comunque separate le identità societarie e i posizionamenti, “ferma restando la volontà di “fare squadra” per unire sinergicamente infrastrutture, soluzioni, competenze al fine di riuscire ad arrivare sul mercato, soprattutto internazionale, con un’offerta innovativa sul fronte della mobilità, del cloud computing e dell’Iot/M2M”, ribadisce il numero uno di Akhela.

Ed è proprio su questi tre specifici ambiti che Ravasio e Bonifazi intendono “cavalcare l’onda” ma con una modalità di proposta nuova. “Non vogliamo diventare l’ennesima software house e nemmeno l’ennesimo system integrator”, dicono i due manager/imprenditori che, tra le altre cose, reputano indispensabile procedere a una “contaminazione” culturale e professionale con ragazzi giovani, giovani generazioni non solo italiane, catalizzando esperienze/competenze/visioni.

E per “scaricare a terra” tutta questa ampiezza di visioni, chiediamo ai nostri interlocutori di spiegare come intendono organizzare, sul piano pratico, il complesso go to market.

“La storia di Solgenia è un po’ più tradizionale dal punto di vista dell’offerta – commenta Bonifazi – dato che offriamo sistemi gestionali legacy alle medie e piccole imprese. Abbiamo comunque già iniziato a proporre soluzioni mobile in modalità cloud e l’esecuzione della strategia vede, come primo step, proprio quello di sfruttare le infrastrutture Akhela per accelerare l’offerta di queste soluzioni, da un lato, e per svilupparne di nuove”. 

“In questa direzione stanno già lavorando in sinergia gli sviluppatori delle due società”, ricorda Ravasio. “In pochissime settimane, abbiamo ricevuto sui nostri tavoli già delle proposte concrete (per esempio in ambito business intelligence su mobile) che potranno arrivare alle aziende sia attraverso la forza vendita Akhela sia attraverso quella di Solgenia; ma, cosa decisamente più importante, potranno raggiungere le aziende di tutto il mondo semplicemente con il downloading dai vari application store. Perché è qui il vero nuovo go to market”.

Oggi la trasformazione delle imprese utenti alle prese con nuove modalità di proposta di prodotti e servizi, nuovi criteri di collaborazione e partecipazione è tale che i grandi vendor Ict, pur nell’adeguatezza delle loro offerte, faticano a concretizzare in progetti efficaci e rapidamente realizzabili. Ci sono spazi che soggetti come il nostro riescono con efficacia a occupare, supportando le aziende utenti in questo difficile passaggio della ricerca di valore di business attraverso l’innovazione tecnologica. Siamo in una passaggio di vera discontinuità.

Nicoletta Boldrini e Stefano Uberti Foppa

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