CYBERSECURITY

Protezione DDoS, gli attacchi next gen spingono il mercato: +13,5% fino al 2031



Indirizzo copiato

MarketsandMarkets individua in cloud, intelligenza artificiale e automazione i principali motori dello sviluppo. Servizi finanziari, API, infrastrutture critiche, IoT e 5G guidano la domanda di soluzioni capaci di rilevare e bloccare le minacce in tempo reale

Pubblicato il 7 set 2026



concept di ddos, mercato protezione DDoS
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti




Gli attacchi DDoS aumentano di numero, combinano tecniche diverse e prendono di mira un perimetro digitale sempre più ampio, dalle reti alle applicazioni fino alle API. La risposta delle imprese sta alimentando una rapida espansione delle soluzioni di protezione e mitigazione, chiamate a garantire la continuità di servizi ormai essenziali per le attività economiche.

Secondo le stime di MarketsandMarkets contenute nel report “DDoS Protection and Mitigation Market”, il valore globale del comparto passerà dai 6,90 miliardi di dollari previsti nel 2026 a 13,01 miliardi nel 2031, con un tasso annuo composto di crescita del 13,5%. Nel 2025 si attestava a 6,03 miliardi: nell’arco di sei anni, quindi, è destinato a più che raddoppiare.

A sostenere questa accelerazione contribuiscono la diffusione degli ambienti cloud, il ruolo centrale delle API e la dipendenza crescente da applicazioni e piattaforme accessibili via Internet. Ogni interruzione può produrre conseguenze operative, economiche e reputazionali, trasformando la capacità di rilevare e bloccare rapidamente un attacco in un requisito strategico per le aziende.

Gli attacchi diventano multivettore

Gli attacchi Distributed Denial of Service mirano a rendere irraggiungibile una risorsa digitale, sovraccaricandola con un volume di richieste superiore alla sua capacità di risposta. L’evoluzione delle minacce ha però reso questo schema più articolato.

Le campagne moderne possono combinare attacchi volumetrici, azioni rivolte ai protocolli di rete e offensive indirizzate al livello applicativo. Le tecniche multivettore consentono inoltre agli aggressori di colpire contemporaneamente più componenti dell’infrastruttura, aumentando la complessità delle operazioni di rilevamento e risposta.

La crescente disponibilità di dispositivi IoT compromessi favorisce intanto la formazione di botnet estese, utilizzabili per generare grandi quantità di traffico malevolo. Un fenomeno che amplia la capacità offensiva anche di soggetti dotati di risorse relativamente limitate e accresce l’esposizione delle infrastrutture connesse a Internet.

Questa evoluzione spinge le organizzazioni verso sistemi di analisi del traffico, rilevamento delle anomalie, gestione delle botnet e orchestrazione automatizzata della sicurezza. La velocità della risposta diventa decisiva: un intervento tardivo può tradursi in indisponibilità dei servizi, rallentamenti e perdita di fiducia da parte degli utenti.

AI e automazione cambiano la risposta alle minacce

L’intelligenza artificiale è destinata ad assumere un ruolo crescente nel settore. I sistemi basati su AI e machine learning possono analizzare in tempo reale grandi volumi di traffico, riconoscere variazioni rispetto ai comportamenti abituali e attivare automaticamente le misure di mitigazione.

Il passaggio verso una risposta autonoma riduce il tempo che intercorre tra l’individuazione dell’attacco e il suo contenimento, limitando la dipendenza dall’intervento manuale dei team di sicurezza. La capacità di distinguere rapidamente il traffico “legittimo” da quello dannoso è particolarmente importante durante campagne sofisticate, nelle quali il blocco indiscriminato delle richieste rischierebbe di compromettere il servizio al pari dell’attacco.

Il report individua proprio nella mitigazione autonoma basata sull’AI una delle principali opportunità di sviluppo. A questa si affiancano la protezione dei carichi di lavoro cloud-native, la sicurezza delle API e la difesa degli ecosistemi IoT e 5G.

L’adozione dell’intelligenza artificiale interessa anche le funzioni di orchestrazione. Le informazioni provenienti da rete, applicazioni e sistemi di rilevamento possono essere correlate per applicare contromisure coordinate lungo l’intera infrastruttura, superando la frammentazione tra strumenti specializzati.

Il cloud cresce più velocemente

La trasformazione degli ambienti IT aziendali sta modificando anche le modalità con cui vengono erogati i servizi di mitigazione. Il segmento cloud dovrebbe registrare un tasso annuo di crescita del 14% fino al 2031, superiore alla media complessiva del settore.

Le piattaforme cloud consentono di assorbire grandi volumi di traffico attraverso infrastrutture distribuite e di attivare capacità aggiuntiva quando si verifica un picco anomalo. Questa elasticità risponde alle esigenze delle imprese che operano in ambienti ibridi e multicloud e che devono proteggere risorse distribuite tra data center interni, piattaforme pubbliche ed edge.

Accanto ai prodotti cresce il peso dei servizi. Il relativo segmento dovrebbe avanzare a un ritmo annuo del 14,5%, il più elevato tra le tipologie di offerta considerate. La complessità delle minacce e la carenza di competenze specialistiche favoriscono il ricorso a fornitori capaci di assicurare monitoraggio continuo, gestione degli incidenti e mitigazione attraverso Security Operations Center attivi 24 ore su 24.

Il settore sta così passando da difese concentrate prevalentemente sulla rete a un modello cloud-based, automatizzato e multilivello. In questa architettura convivono protezione on premise, capacità di scrubbing nel cloud e controlli applicativi, con l’obiettivo di mantenere disponibili i servizi durante tutte le fasi di un’offensiva.

Web application e API ampliano la superficie esposta

Tra le aree applicative, la protezione di web application e API dovrebbe mostrare la crescita più rapida tra il 2026 e il 2031. Le API sono ormai alla base dello scambio di dati tra software, piattaforme digitali, applicazioni mobili, servizi cloud e sistemi di pagamento. La loro proliferazione moltiplica però i possibili punti d’ingresso per gli attaccanti.

Gli attacchi al livello applicativo possono riprodurre comportamenti apparentemente legittimi e generare richieste che impegnano in modo intensivo le risorse del sistema. Il volume di traffico può essere inferiore rispetto alle offensive tradizionali, mentre aumenta la difficoltà di distinguere le attività malevole da quelle degli utenti reali.

La strategia di difesa deve quindi integrare la visibilità sul traffico di rete con la conoscenza del funzionamento delle applicazioni. Il rapporto include tra le priorità anche la protezione dell’infrastruttura DNS, componente essenziale per indirizzare gli utenti verso i servizi richiesti e bersaglio capace di provocare disservizi estesi quando viene compromesso.

Banche e servizi finanziari trainano gli investimenti

La finanza rappresenta uno degli ambiti maggiormente esposti. Il comparto BFSI, che comprende banche, servizi finanziari e assicurazioni, dovrebbe registrare il tasso di crescita più elevato tra i settori verticali, pari al 15% annuo nel periodo di previsione.

La disponibilità costante dei servizi è essenziale per home banking, pagamenti digitali, negoziazione finanziaria e gestione delle transazioni. Anche interruzioni brevi possono causare perdite economiche e ripercussioni sulla fiducia dei clienti. Gli attacchi DDoS possono inoltre essere impiegati come diversivo per impegnare i team di sicurezza mentre vengono condotte altre attività ostili.

L’attenzione si estende alle telecomunicazioni, all’energia, alle utility e alle infrastrutture critiche. La crescente interconnessione tra sistemi IT e tecnologie operative amplia il potenziale impatto di un disservizio, trasformando la continuità digitale in una componente della resilienza complessiva delle organizzazioni.

Le grandi imprese dovrebbero conservare nel 2026 la quota più ampia del mercato. Dispongono di infrastrutture articolate, una presenza digitale estesa e una maggiore capacità di investimento, ma devono anche gestire un numero elevato di applicazioni, domini, API e ambienti cloud. La diffusione dei servizi gestiti può progressivamente rendere le tecnologie avanzate più accessibili anche alle aziende di dimensioni inferiori.

Nord America primo mercato, Asia-Pacifico in accelerazione

Sul piano geografico, il Nord America dovrebbe rappresentare circa il 35% del valore globale del comparto nel 2026, mantenendo la quota più consistente. La diffusione dei servizi cloud, la presenza dei principali operatori tecnologici e l’elevato livello di digitalizzazione sostengono gli investimenti nell’area.

L’Asia-Pacifico si prepara invece a registrare l’espansione più rapida fino al 2031. La trasformazione digitale, l’aumento della capacità cloud, la crescita dell’e-commerce e la diffusione dei pagamenti elettronici stanno ampliando la superficie esposta agli attacchi.

Il documento cita i dati di StormWall, secondo cui nel 2025 gli attacchi DDoS rilevati nell’area sono aumentati del 106% rispetto all’anno precedente, mentre quelli mitigati hanno raggiunto quota 4,2 milioni. La maggiore esposizione dei servizi finanziari, degli operatori di telecomunicazioni e delle infrastrutture critiche sta accelerando gli investimenti.

Un’offerta sempre più articolata

L’ecosistema riunisce fornitori di soluzioni, operatori di servizi gestiti e aziende attive nell’analisi del traffico, nel rilevamento delle botnet e nell’orchestrazione della sicurezza. Secondo MarketsandMarkets, nel 2026 le soluzioni dovrebbero rappresentare la quota prevalente del giro d’affari, mentre i servizi registreranno il ritmo di sviluppo più sostenuto.

Tra i principali operatori figurano Akamai, Cloudflare, Radware e Netscout. Le rispettive offerte combinano capacità di analisi, rilevamento automatico, mitigazione e protezione multilivello di reti, applicazioni e infrastrutture DNS. A questi si affiancano realtà come Link11, StormWall, Corero e altri specialisti focalizzati sulla gestione delle botnet, sul monitoraggio del traffico e sui servizi cloud.

Il report segnala in particolare Akamai, che attraverso la propria offerta dispone di un’infrastruttura distribuita per assorbire e filtrare i grandi volumi di traffico. La società può contare su una capacità di difesa superiore a 20 Tbps e su attività operative disponibili 24 ore su 24.

Tra le realtà in espansione viene citata anche A10 Networks, con un’offerta che integra hardware, ambienti virtuali e implementazioni cloud. L’approccio combina strumenti per rilevare le anomalie, informazioni sulle minacce e meccanismi automatizzati di risposta.

Nel segmento dei sistemi per il rilevamento e la gestione delle botnet si attende l’espansione più rapida nel periodo 2026-2031. La tendenza riflette la necessità di individuare reti di dispositivi compromessi e bloccare il traffico generato prima che possa saturare le risorse prese di mira.

L’evoluzione del settore sarà quindi legata alla capacità dei fornitori di integrare protezione di rete, sicurezza applicativa e automazione. La disponibilità continua dei servizi digitali sta diventando un parametro essenziale della sicurezza aziendale, insieme alla riservatezza e all’integrità dei dati.

Partecipa alla community

guest
0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati