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Serena: queste le vie dello sviluppo

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Serena: queste le vie dello sviluppo

07 Ott 2010

di Giampiero Carli Ballola

La società, focalizzata su strumenti e soluzioni per lo sviluppo, il testing e la gestione del software applicativo e di sistema, incontra i suoi utenti italiani per discutere le prospettive di crescita del mercato e del reciproco business. Soluzioni per iPhone e Blackberry e fornitura dei prodotti in modalità SaaS tra le novità in arrivo

Nata nel 1981 e con sede centrale a Redwood City, in California, Serena Software è oggi, con un fatturato di 225 milioni di dollari (negli ultimi 12 mesi), 800 dipendenti diretti e 29 sedi in 14 paesi, tra le grandi software house nate e rimaste indipendenti e probabilmente la maggiore nel suo settore d’offerta. Questa si concentra in tre aree molto legate tra loro, e cioè l’Application Lifecycle Management (che comprende anche il Change & Configuration e il Project & Portfolio management), l’Application Development Management e il Business Process Management. Insieme, Alm, Adm e Bpm concorrono per realizzare non solo una maggiore produttività nello sviluppo e gestione del parco applicativo, ma una maggiore efficienza e agilità dei processi di business che da questo dipendono. Una seconda linea d’offerta, in parte complementare alla prima, concorrendo all’efficienza della piattaforma, ma meno rilevante per quanto riguarda la composizione del fatturato, è quella relativa allo sviluppo middleware.
David Hurwitz, nominato il 25 febbraio Senior Vp Worldwide Marketing e personaggio di rilievo nel settore (viene da CA Technologies, dove ha portato al successo Clarity), è recentemente giunto a Milano, dove si trova la sede italiana (che ha anche un ufficio a Roma) per inaugurare, assieme Frédéric Richer, Marketing director Emea, e a Claudio Monzini, Area manager Italia e Spagna, il Club Serena Italia, che raggruppa gli oltre 100 clienti che la società conta nel nostro Paese. Tra questi vi sono nomi come Unicredit e Generali in area finance; Ferrari e Alfa-Romeo nell’automotive e un buon numero d’industrie nel campo aerospaziale e degli armamenti, settore misconosciuto ma importante della nostra economia.
Per Hurwitz, le opportunità offerte dal mercato italiano a Serena  stanno, oltre che in area banche e finanza, dove ha già molti clienti, nel posizionamento relativamente avanzato di molte nostre industrie nel cosiddetto ‘embedded software’, cioè nelle soluzioni software incorporate negli apparati, invisibili all’utente ma essenziali al funzionamento di numerosi prodotti. Trainato dall’automotive e dall’avionica, è il settore in maggior crescita per l’offerta Serena, la quale nei confronti di utenti che, a differenza di banche e assicurazioni, hanno problemi molto diversificati e necessitano quindi di soluzioni specifiche, può far leva sul fatto di essere, a sua volta, una società specializzata. “Non facciamo soluzioni end-to-end – ha detto Hurwitz – ma ci impegniamo a risolvere il singolo problema. E siccome non siamo i soli, ci preoccupiamo che i nostri tool funzionino bene con tutto quello che un cliente può avere in casa”. Sul fronte dell’offerta, Hurwitz ha anticipato la possibilità di fornire i prodotti Serena come Software-as-a-Service. Il primo strumento fruibile in SaaS potrebbe essere Business Mashup, soluzione di ‘Lean Bpm’ che per la sua semplicità d’implementazione non ha bisogno dell’intervento della funzione It interna. Inoltre, è stata annunciata la prossima disponibilità di soluzioni Bpm e Ppm per Blackberry e i-Phone, piattaforme mobili sempre più diffuse nell’utenza business e la cui copertura diventa una necessità che non si può trascurare.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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