Lavori in corso per costruire la nuova Sap

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Lavori in corso per costruire la nuova Sap

Intervista ad Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia. Una piattaforma applicativa che integra soluzioni di Business intelligence, con tecnologie a garanzia di elevatissime performance e aperta alla fruibilità mobile. Tutto sta cambiando in Sap, compreso il delicato rapporto con il canale.

31 Gen 2012

di Stefano Uberti Foppa e Renzo Passera

È indubbio che oggi, molto più che un paio di anni fa, il dibattito si sia focalizzato su come concretamente l’It possa seguire con efficacia un percorso di trasformazione organizzativa d’impresa verso una sua maggiore capacità di saper interpretare la domanda e le variabili di mercato.
C’è bisogno, oltre che di prodotti e soluzioni It, di servizi e di una capacità di change management complessa da attuare e che riguarda, trasversalmente, aziende utenti e vendor.
Abbiamo allora incontrato uno dei protagonisti del settore, Sap, che per tipologia di soluzioni, gli Erp, arriva direttamente con la propria offerta al cuore dell’impresa, a quelle “mission critical application” che devono anch’esse riallinearsi a una flessibilità di utilizzo e di nuove funzioni la cui trasformazione è interessantissimo monitorare. Con Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia, abbiamo approfondito questo scenario e parlato di future evoluzioni sia dell’azienda sia del modo di intendere il ruolo dei vendor.

ZeroUno: Aumentata la difficoltà competitiva e la complessità sul mercato, le imprese si ritrovano oggi a dover impostare una transizione organizzativa e tecnologica non semplice. L’obiettivo è sapersi muovere in un contesto difficile, economicamente instabile, con una domanda dinamica, sapendo interloquire con il mercato attraverso nuovi strumenti (mobile e social). Serve diventare, in sintesi, un soggetto in cambiamento costante, con la tecnologia che può rappresentare una delle principali leve per sostenere questa trasformazione.
Il punto è che i sistemi informativi hanno oggi estrema difficoltà a sostenere questo cambiamento, soprattutto se pensiamo a quell’insieme di tecnologie legacy, imprescindibili per gestire il business, ma anche difficili, costose, rigide e complesse da allineare a questo tipo di esigenza. Senz’altro i sistemi Erp si situano in questa categoria. Come allora Sap sta rispondendo a questo scenario?

Santoni: La risposta risiede in un disegno organico che brevemente vorrei descrivere.
Siamo partiti dalle applicazioni per supportare i processi di business interni all’azienda; su questa offerta si sono poi integrate soluzioni per estendere la collaborazione ai processi esterni all’impresa, nella governance di partner, clienti e fornitori, con la nascita di soluzioni di Crm, Scm, Hrm. Con l’acquisizione di Business Objects abbiamo poi visto l’opportunità strategica di analizzare queste soluzioni con tools di business analytics, per rendere le informazioni, presenti all’interno come all’esterno dell’azienda, disponibili alle persone attraverso strumenti di controllo, di pianificazione e simulazione del business. Sia per l’analisi del passato, sia per l’analisi delle future necessità, con l’aggiunta di strumenti per il board per gestire il business planning e la governance dell’azienda. Poi è arrivata l’acquisizione di Sybase. Conosciuta senz’altro per il proprio database ma con una componente davvero strategica: una tecnologia software molto evoluta e performante per il mobile device management, con una piattaforma di sviluppo, SUP, Sybase Unwired Platform, che consente di portare le applicazioni in ambiente mobile. Sappiamo quanto oggi il mobile sia centrale all’operatività delle imprese, ma al contempo non è certo di facile gestione. Questa acquisizione, strategica per l’evoluzione del nostro Erp, ci ha così consentito di poter annunciare la migrazione di una serie di applicazioni sulla piattaforma mobile e al contempo di garantire una governance dei mobile device molto efficace.
Altra vision fondamentale per l’evoluzione del nostro Erp è stato l’in memory computing. Accanto a una attività di Ricerca e Sviluppo Sap su queste tecnologie, abbiamo trovato con l’acquisizione di Sybase l’architettura di database ottimale e una visione comune delle tecnologie di in memory computing che hanno portato allo sviluppo di Hana (l’appliance di in memory computing Sap), oggi in general availability. Perché se è vero che le applicazioni saranno sempre più utilizzate in modalità mobile ed è in corso un processo di It consumerization, l’esperienza di un dispositivo mobile si associa anche un altro fattore importante, che è l’accesso ai dati in real time; e a questo Hana dà una risposta molto performante. La nostra roadmap prevede di sviluppare tutte le nuove applicazioni Sap basandoci su Hana. Infine…la nuvola. Già una parte delle nostre applicazioni sono fruibili in cloud (BI, Crm, alcuni moduli Hr, ecc.) e sempre più tutte le applicazioni, in futuro, potranno essere fruite secondo la modalità più opportunamente definita dall’utente: private, public, hybrid cloud oppure on premise.

ZeroUno: È il cloud la vostra principale risposta alla ricerca di flessibilità degli utenti?
Santoni: Non solo. A partire dal 2006 abbiamo annunciato gli Enhancement Packages. Uno dei punti più critici, da sempre per Sap, erano gli upgrade, un momento importante e delicato, con grandi progetti, onerosi in termini di tempo e investimenti. Con gli Enhancement Packages, invece, è ormai possibile, anziché fare l’upgrade completo, aggiornare solo i moduli applicativi che servono. Si diminuiscono così i tempi di implementazione e i costi. Un punto importante nella flessibilizzazione dell’ambiente Sap.

ZeroUno: Soprattutto è stata la risposta necessaria a un evidente “mal di pancia” diffuso negli utenti. Gli upgrade erano di fatto paragonabili a una vera e propria nuova installazione. Tuttavia, se la strategia era certo valida sotto il profilo dell’enunciazione, in pratica gli Enhancement Packages, per essere utilizzati, avevano bisogno che si arrivasse alla versione 6.0, allora non ancora molto diffusa sul mercato, e quindi era sempre necessario avviare un nuovo progetto di migrazione Sap…
Santoni: Oggi una parte importante dei nostri clienti è ormai sulla 6.0. Ma il processo di snellimento e flessibilizzazione va avanti. Forse meno conosciuto, relativamente all’upgrade dell’ambiente Sap, è ad esempio un servizio che si chiama Rapid deployment solutions (Rds). Si tratta di servizi pacchettizzati pensati in collaborazione con lo sviluppo e realizzati insieme ai partner, per accelerare i tempi di deployment grazie a best practice sviluppate negli anni nei differenti ambiti: Crm, business intelligence, …

ZeroUno: Qual è oggi il livello di personalizzazione dell’ambiente Sap da parte degli utenti? C’è una maggiore accettazione del concetto di standard oppure i livelli di customizzazione sono sempre molto alti?
Santoni: Bisogna dire, a premessa, che oggi i progetti di successo sono quelli dove esiste una forte leadership all’interno dell’azienda. Sap è un ambiente fortemente parametrizzabile e le variabili di personalizzazione possono essere quindi molto numerose. Ci dev’essere una guida forte da parte dell’It nel governo dell’implementazione dell’ambiente che non conceda eccessive personalizzazioni, talvolta inutili al business, ma che con quest’ultimo identifichi le reali necessità specifiche dell’impresa. Una leadership forte, appunto…

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ZeroUno: È sempre stato un problema riuscire a mantenere gli utenti aggiornati rispetto alle numerose caratteristiche di Sap. L’intermediazione attraverso i partner è infatti un aspetto molto delicato. Qual è oggi il processo per rendere visibile al cliente tutta la ricchezza funzionale dell’ambiente applicativo soprattutto alla luce di una piattaforma che comprende analytics, mobility, business intelligence ed Erp tutto integrato? Come trasferire queste funzionalità al cliente finale attraverso il canale? Era già difficile coordinare i partner sull’Erp…
Santoni: Oggi abbiamo circa 8.000 figure professionali certificate e negli ultimi due anni il criterio di certificazione è diventato “feroce”. Avendo così radicalmente trasformato la nostra offerta, ci serviva infatti una certificazione specialistica e di fatto oggi non abbiamo ormai più partner certificati Sap ma certificati per le diverse soluzioni verticali. È un’area in cui investiamo tantissimo. Rispetto alla comprensione delle potenzialità dell’ambiente da parte degli utenti, non va poi dimenticato che le cose negli ultimi anni sono molto cambiate: oggi le nuove applicazioni hanno interfacce davvero molto più intuitive e facili da utilizzare. La user experience è.. “alla Apple”. Il look and feel è semplice e allineato al look and feel dei social networks. E poi abbiamo sviluppato una competenza e una conoscenza delle esigenze dei clienti e dei principali processi di business dei diversi segmenti che è un patrimonio di inestimabile valore. Tutte le nostre soluzioni le portiamo in modalità verticale in 25 industrie. Insomma, agiamo attraverso una combinazione di profondo know how della tipologia di industria, significativi investimenti nei nostri partner e massiva comunicazione ai clienti.

ZeroUno: Cambiamenti importanti che non possono non riflettersi anche sulla struttura Sap. Come sta evolvendo all’interno l’azienda?
Santoni: I processi di change management che predichiamo al mercato dobbiamo riuscire ad attuarli anche al nostro interno. Oggi tutte le nostre persone front end in Italia e nel mondo utilizzano i tablet. Se pensiamo che le applicazioni Sap debbano essere facilmente fruibili in modalità mobile, non possiamo non usarle noi stessi.
Da un punto di vista organizzativo e culturale abbiamo veramente fatto un percorso di change management importante. Sulle tematiche più strategiche oggi per Sap (in memory computing, mobility e il grande tema della sostenibilità) abbiamo raggruppato i nostri talenti e su questi temi li abbiamo focalizzati. Sono i nostri evangelist all’interno dell’organizzazione ed entrano nel piano strategico. Il loro apporto è trasversale all’azienda. Queste persone, le migliori che arrivano dalla consulenza, dalla prevendita, dal content department, dall’Hr, hanno l’obiettivo di portare il business a generare sempre maggiore fatturato sulle tecnologie innovative. Un’azione che io chiamo “monetizzare l’innovazione”. Abbiamo tecnologie innovative, dobbiamo portare i nostri ricavi sull’innovazione. E non posso parlare di cloud se noi stessi non usiamo il cloud. La strategia aziendale definisce che questa innovazione sia parte quotidiana dell’organizzazione del lavoro.
Vediamo anche la necessità di essere molto più veloci. L’obiettivo strategico numero uno reso pubblico dall’azienda è avere 1 miliardo di persone che utilizzano Sap entro il 2015. Per l’entità del numero si tratta di un obiettivo che passa inevitabilmente dalla mobility e dalla consumerizzazione. Vuol dire che se noi non porteremo davvero le nostre applicazioni in modalità mobile, non ci arriveremo mai. Questo obiettivo strategico si declina per forza anche attraverso una profonda trasformazione delle risorse umane e della cultura di Sap come azienda.

ZeroUno: Tutti i segnali dicono che la domanda dell’“As A Service” irromperà nel panorama informatico con una velocità molto più sostenuta degli altri cambiamenti che hanno caratterizzato la storia dell’informatica. Anche Sap ha un ambizioso piano per promuovere l’“As A Service” attraverso partner qualificati. Ciò significa che anche le oltre 8.000 persone formate e certificate dovranno affrontare scenari completamente nuovi, con il ridimensionamento di alcune professionalità (sistemisti, programmatori, probabilmente anche i tradizionali customisers) e l’emergere di nuovi fabbisogni: gli architetti su tutti, figure dagli skills non tanto tecnologici quanto funzionali, organizzativi e di processo. Figure che richiedono tempo per essere formate in modo adeguato e che neppure il mondo della consulenza tradizionale italiana sembra in grado di offrire immediatamente. Questo avrà un impatto occupazionale e sociale molto importante oltre che ovviamente un tema di efficacia per i clienti. È un problema che ovviamente non riguarda solo Sap, ma tutti i principali vendor. Come gestire, secondo lei, allora questa migrazione?
Santoni: È inutile nascondersi. Questo è un problema che abbiamo di fronte e un percorso che dobbiamo ancora compiere in Italia. Non parlo solo di Sap ma del mercato italiano in generale. La buona notizia è che, a mio avviso, abbiamo ancora qualche anno davanti per realizzare questa complessa trasformazione. Posso dire però che tutti i grandi player sentono questa responsabilità, anche perché è un elemento vitale per il business. È un cambiamento di sistema inevitabile, che interessa il modo di sviluppare le nostre applicazioni, la cultura e le nuove competenze dei partner e naturalmente anche i clienti, che dovranno imparare ad acquistare servizi davvero allineati alle loro esigenze di business. E anche quest’ultimo non è proprio un punto facile da smarcare…

* Renzo Passera è Senior advisor ed amministratore di Kirey, ha alle spalle una lunga esperienza come Cio, prima nel Gruppo Italcementi e poi in Zurich Financial Services Italia (dove è stato anche Head of Change Management). Si occupa anche di ricerche e formazione nel settore dell’innovazione di processo e del change management.

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