Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Cloud, Ibm prova a rimuovere le cautele degli utenti

pittogramma Zerouno

Cloud, Ibm prova a rimuovere le cautele degli utenti

16 Giu 2010

di Paolo Lombardi

Smarter Planet e cloud computing sono i fronti di impegno per Global Technology Services, un’organizzazione che anche in Italia produce il 40% dei ricavi di Ibm. E intanto sul versante degli investimenti It iniziano a profilarsi i primi segnali di “disgelo” e, come spiega Daniele Berardi, vice president di Ibm Global Technology Service Italia, si cominciano a vedere i primi clienti approcciare nuovi progetti

Sono ormai numerosi gli indicatori che segnalano una lieve inversione di tendenza rispetto al ‘grande freddo’ di economia e investimenti dello scorso anno. Anche la Gts (Global Technology Services) di Ibm parla di segnali di ‘disgelo’ negli ultimi mesi. Certo non è ancora primavera ma, secondo il timoniere di Gts Daniele Berardi, si cominciano a vedere clienti che vogliono riprendere gli investimenti It e nuovi progetti.
Ibm naturalmente è impegnata a intercettare i segnali in arrivo da aziende e Cio. E proprio per sintonizzarsi al meglio con questo mondo, la società commissiona survey su survey. Ed ecco, dall’ultima di queste ricerche, condotta a livello mondiale su un campione di 2000 Cio (166 i partecipanti italiani) alcuni risultati interessanti.

Le virtù contraddittorie dei Cio
Il profilo del Cio che emerge mostra una figura che sempre più deve saper integrare coppie di ruoli complementari che così vengono definiti: di acuto visionario/abile pragmatico; di sagace creatore di valore/instancabile risparmiatore; di leader di business collaborativo/manager It illuminante. La capacità di tenere insieme caratteristiche e ruoli così contraddittori, almeno in apparenza, consente al Cio di raggiungere gli obiettivi di fondo del proprio ruolo centrale, ossia realizzare l’innovazione, aumentando l’impatto dell’It sul business e insieme incrementare il Roi dell’It. Berardi ha ricordato anche i punti che distinguerebbero la realtà dei Cio italiani da quella media generale emersa nel survey: vantano mediamente un’anzianità di ruolo nettamente superiore a quella del resto del campione; prestano molta più attenzione dei loro colleghi alla gestione del rischio, alla business continuity e al disaster recovery.

Cloud, al crocevia di tre tendenze
Rispetto alle attività più tradizionali dell’organizzazione guidata da Berardi, due sono i nuovi grandi filoni della Gts in Italia. Il primo è quello del cloud computing che Ibm vede, alla stregua di Gartner, come il crocevia di tre tendenze di fondo: orientamento ai servizi, virtualizzazione e standardizzazione attraverso l’ormai pervasivo utilizzo di Internet.
È sempre Gartner a scommettere sul fatto che entro i prossimi tre anni il 60% delle aziende utenti non avrà server di proprietà. Una previsione accolta con favore dal gruppo diretto da Berardi, che naturalmente vede nell’affermazione del modello di cloud computing un forte impulso alle proprie attività già fortemente orientate ai servizi e all’outsourcing infrastrutturale.
L’attenzione al cloud da parte dell’organizzazione di Berardi è particolarmente centrata sull’erogazione di servizi che abilitino infrastrutture It aziendali super efficienti per costi, qualità e livelli di servizio. Ma come tutti i vendor che puntano su questo nuovo fronte di offerta, anche Ibm deve fronteggiare riserve e perplessità che vengono dagli utenti.
Al di là di un generico giudizio su un cloud ritenuto “interessante ma immaturo”, riserve e tiepidi entusiasmi degli utenti riguardano soprattutto le effettive garanzie su qualità e livelli di servizio, oltre al solito problema della sicurezza (“ma dove stanno veramente i dati?” è il tormentone che domina le riflessioni dei Cio). Proprio per aiutare a sciogliere queste riserve Ibm tiene a mostrare i concreti passi in avanti compiuti in termini di offerta di soluzioni. Così Berardi ha presentato una sorta di catalogo dei servizi cloud classificati per opportunità di risparmio e tempi di payback che le strutture di servizi di Ibm sarebbero in grado di garantire. Da questa mappa risulta che i risparmi maggiori e con payback più rapido si trovano nell’area dei ‘managed security services’ (la promessa è di dimezzare i costi di questi servizi in un arco temporale di massimo 12 mesi), i servizi di ‘ottimizzazione dello storage’ e quelli di ‘protezione delle informazioni’. Risparmi potenzialmente ancora più consistenti (fino al 70%) ma con tempi di payback che possono arrivare ai due anni, sono possibili nel consolidamento server e nella virtualizzazione.

Nuovi servizi e più… intelligenza
Ibm ha appena annunciato i nuovi servizi della piattaforma di collaborazione LotusLive cloud che offrono email integrate, web conferencing, social networking e collaborazione garantendo livelli di sicurezza, affidabilità e integrazione. Da ricordare anche l’altra soluzione, Tivoli Live Monitoring Services, che Ibm fornisce in modalità cloud e che aiuta a monitorare, prevedere e prevenire colli di bottiglia e malfunzionamenti all’interno dei data center.
Lo scorso giugno, poi, Ibm ha annunciato due nuovi servizi in modalità cloud, che riguardano il testing e lo storage. Attraverso il servizio testing on cloud le aziende che vogliono testare le proprie applicazioni prima della messa in produzione possono affittare da Ibm server e storage per il tempo ritenuto necessario a queste attività, mentre con lo storage on cloud è possibile in occasione di particolari picchi di attività (un inventario, l’elaborazione di paghe e stipendi ecc.) affittare da Ibm risorse di storage aggiuntive rispetto a quelle già presenti in azienda.
Il secondo filone che vede ultimamente impegnata la Gts di Berardi è quello dello Smarter Planet, ovvero dei progetti inquadrati in un disegno generale di ‘pianeta più intelligente’ e articolati sui filoni riguardanti la gestione o la riorganizzazione della vita di aziende e città. Il 2009, racconta Berardi, ha visto fiorire un certo numero di progetti anche in Italia sull’onda di alcune grandi esperienze internazionali (Stoccolma, Londra, Sidney) di riorganizzazione delle problematiche riguardanti il traffico (per esempio a Parma) la sostenibilità ambientale (Reggio Emilia) la teleassistenza a favore della popolazione anziana (Bolzano) la mobilità e la sicurezza nella vita cittadina, la gestione efficiente dei flussi turistici (Venezia), la disabilità (Salerno) e così via. Gli altri progetti hanno visto impeganata la Gts nella realizzazione di soluzioni intelligenti per il controllo ambientale, la ricerca in ambito petrolifero, la logistica delle merci e dei trasporti e la ricerca in ambito medico e farmacologico.

Paolo Lombardi

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 4