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Milano Cortina 2026: AI e cloud reinventano la fruizione delle Olimpiadi invernali



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Per la prima volta cloud computing e intelligenza artificiale sono infrastrutture chiave per la produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti sportivi globali, trasformando il broadcasting tradizionale e potenziando l’esperienza degli spettatori. Ecco come

Pubblicato il 9 feb 2026

Giorgio Fusari

Giornalista



Milano Cortina 2026: AI e cloud reinventano la fruizione delle Olimpiadi invernali

La tecnologia ha da sempre giocato un ruolo di primo piano nel mostrare al grande pubblico immagini e riprese video avvincenti delle gare e dei gesti atletici durante i Giochi olimpici. Ma questi Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 sono i primi in cui cloud e intelligenza artificiale (AI) fanno prepotentemente ingresso nella manifestazione, lavorando in sinergia per potenziare la tecnologia dietro le quinte, e supportarla nella trasformazione della produzione e diffusione dei contenuti sportivi, nonché nelle operazioni legate all’evento.

Cloud come infrastruttura portante

Il cloud diventa il canale primario per la distribuzione del segnale video mondiale. Un cloud, quello di Alibaba Cloud, in cui l’intelligenza artificiale permea e arricchisce ogni applicazione dell’infrastruttura di gestione, con funzionalità che permettono di raggiungere livelli inediti d’innovazione, sia nell’abilità d’intrattenimento e coinvolgimento degli spettatori e appassionati che seguono i Giochi in varie parti del pianeta, sia nella capacità di gestione degli enormi volumi di contenuto sportivo normalmente prodotto durante manifestazioni di questo genere.

Abbiamo potuto rendercene conto visitando questa poderosa infrastruttura tecnologica, ospitata all’interno del centro congressi Allianz MiCo a Milano. Qui si trova l’Ibc (International Broadcast Centre), l’edificio base operativa e quartier generale dell’Obs (Olympic Broadcasting Services), ossia la struttura del Comitato olimpico internazionale (Cio) che svolge il ruolo di host broadcaster producendo il “world feed”: questo è il segnale neutro e imparziale, la base comune su cui poi le emittenti televisive mondiali titolari ufficiali dei diritti media (MRH – media rights-holder) applicano le proprie personalizzazioni (tracce audio, grafiche aggiuntive, ecc.). Dentro gli studi e le control room dell’Obs lavora un folto personale tecnico, davanti a una moltitudine di schermi, computer, apparecchiature. Le mansioni dei tecnici spaziano in aree funzionali che includono acquisizione e smistamento dei segnali raccolti dalle telecamere installate nelle sedi delle gare, controllo qualità e revisione dei contenuti, distribuzione globale e archiviazione finale.

I Giochi olimpici “più digitali di sempre”

La collaborazione di Alibaba Cloud, la spina dorsale tecnologica e di intelligence di Alibaba Group, con il Comitato olimpico internazionale e Obs costituisce un’infrastruttura che rende i Giochi invernali del 2026 “le Olimpiadi più digitali di sempre”, secondo uno studio pubblicato i primi di febbraio, e condotto da The Trade Desk in collaborazione con la società di ricerche Appinio. I risultati del rapporto evidenziano in sostanza come il pubblico stia allontanandosi dalla tv tradizionale (tv lineare), in favore di modalità di fruizione dei contenuti che diventano multipiattaforma, includendo tecnologie digitali come streaming e connected tv (CTV).

L’imponente control room nella base operativa dell’OBS (Olympic Broadcasting Services) – (Fonte: Giorgio Fusari)

Broadcasting cloud-native in espansione

Yiannis Exarchos, CEO di Obs ed executive director Olympic Channel Services, introducendo la conferenza di presentazione di “Alibaba Cloud Intelligenza”, ricorda il lungo percorso compiuto per arrivare all’attuale infrastruttura. Quest’ultima, invece di usare i classici collegamenti satellitari e le linee di trasmissione dedicate (che tuttavia possono ancora essere usati come link di backup o altro), gestisce flussi video e dati operativi attraverso il cloud di Alibaba, riducendo drasticamente l’allestimento di infrastrutture di computing temporanee, e di conseguenza i costi dell’hardware e dell’apparato logistico. «Anni fa, discutendo con i nostri team tecnici del futuro del broadcasting olimpico in un contesto in cui i Giochi continuano a crescere, abbiamo realizzato che il tradizionale modello di broadcasting non sarebbe più stato sufficiente» racconta Exarchos. «Così abbiamo deciso di prendere due decisioni strategiche: cominciare a migrare la nostra tecnologia, dalle infrastrutture legacy tradizionali, verso le tecnologie IT, e adottare in modo massiccio le tecnologie cloud».

Oltre a ridurre l’installazione e configurazione di hardware in loco, e l’ingombro di spazio, questa nuova infrastruttura di broadcasting cloud-native non solo risulta più agile, flessibile, resiliente, ma può beneficiare dei livelli di scalabilità, risparmio energetico e sostenibilità raggiungibili nella nuvola.

A Milano Cortina 2026 il cloud-based broadcasting continua a espandersi, dichiara Alibaba: dalla sua introduzione a Tokyo 2020, Obs Live Cloud, parte integrante di Obs Cloud – una combinazione di tecnologie cloud basate sulla AI – si è evoluto da servizio opzionale a piattaforma principale di distribuzione e tramissione del segnale video in diretta. In questi Giochi supporterà 39 emittenti, fornendo 428 feed video, di cui 26 in UHD (Ultra High Definition), insieme a 72 feed audio.

Il servizio OBS Live Cloud per la trasmissione del segnale video in diretta

Primato della AI alle Olimpiadi

Nel proprio intervento alla presentazione di Alibaba Cloud Intelligenza, Ilario Corna, chief technology and information officer del Comitato olimpico internazionale, sottolinea la novità assoluta della AI alle Olimpiadi: «Abbiamo raggiunto un momento davvero storico, perché questa è la prima volta che modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni vengono utilizzati in un evento sportivo di così grande portata. È la prima volta, lo ripeto». La AI, dice, dimostra davvero un potenziale eccezionale e un reale valore operativo nel come può aiutare in questi grandi eventi sportivi.

Il sistema basato su LLM funziona attraverso i modelli Qwen di Alibaba. Corna fa alcuni esempi: c’è il servizio noto come “Olympic AI Assistants”, integrato nel sito web globale del Cio (olympics.com), che supporta il coinvolgimento dei fan in tutto il mondo e le operazioni interne nell’ecosistema olimpico. Il servizio fornisce supporto conversazionale multilingue e informazioni in tempo reale sugli eventi, consentendo ai fan di accedere ai contenuti ufficiali dei Giochi olimpici tramite un’interfaccia basata su chat.

Internamente, il Cio ha anche lanciato un assistente AI, sempre alimentato dal modello linguistico Qwen, sul suo portale sicuro per i Comitati olimpici nazionali (NOC). Questo strumento AI consente al personale dei NOC di individuare documenti, politiche e linee guida per le sovvenzioni, attraverso query in linguaggio naturale, con supporto integrato per la traduzione multilingue.

Un altro esempio della presenza della AI alle Olimpiadi è Sports AI, una soluzione di archiviazione multimediale cloud-based che include tagging AI, ricerca video e ricerca conversazionale, rendendo l’archivio olimpico immediatamente ricercabile e più accessibile. Il sistema gestisce oltre otto petabyte di contenuti multimediali storici sulle Olimpiadi. Automatizza tagging, categorizzazione, ricerca multimodale su decenni di contenuti, e permette di recuperare clip specifiche usando semplici comandi vocali o scritti.

Ancora esempi di come, nelle parole di Feifei Li, senior vice president di Alibaba Cloud Intelligence Group e president International Business, l’implementazione delle funzionalità cloud ed AI a Milano Cortina 2026 possa «rendere le trasmissioni più dinamiche, i flussi di lavoro più efficienti, e i momenti olimpici più accessibili al pubblico di tutto il mondo» sono alcuni potenziamenti dei servizi: Alibaba menziona la versione aggiornata della funzionalità Real-Time 360º Replay systems, che fornisce replay coinvolgenti, con movimenti fluidi della telecamera ed effetti visivi stroboscopici. Nelle trasmissioni in diretta, attraverso algoritmi AI, tale funzionalità separa gli atleti da sfondi complessi come neve e ghiaccio, consentendo ricostruzioni tridimensionali di momenti chiave in soli 15-20 secondi. Il sistema èimplementato in diciassette sport e discipline, tra cui hockey su ghiaccio, sci freestyle, pattinaggio di figura e salto con gli sci.  

La nuova funzionalità Spacetime Slices visualizza più fasi del movimento di un atleta in un’unica immagine composita, consentendo agli spettatori di comprendere meglio la tecnica e le prestazioni. Sempre basato su Qwen, ma ancora nella fase iniziale di sviluppo, è l’Automatic Media Description (AMD) System, che identifica automaticamente gli atleti e i momenti chiave, generando descrizioni degli eventi e taggando le risorse video in pochi secondi, così da ridurre sensibilmente i tempi di elaborazione manuale.

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