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Migliorare la produttività con la “network automation”

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Datacenter

Migliorare la produttività con la “network automation”

21 Ott 2010

di redazione TechTarget da Digital4

L’automazione di compiti ripetitivi risulta molto utile per liberare risorse. Ecco una panoramica di tutto ciò che si può fare con un focus particolare sulle LAN, i datacenter, gli ambienti virtuali e il Cloud

Man mano che le reti aziendali diventano più complesse, la network automation diventa una necessità per le aziende IT che hanno bisogno di agilità per poter abbracciare tecnologie sempre più innovative.

“L’automation non solo elimina il lavoro di routine ma elimina anche gli errori legati ai processi manuali” afferma Glenn O’Donnell, senior analyst della Forrester Research.

Oggi, però, il termine “network automation” si può riferire anche più in generale a tutti i processi automatizzati. Ecco qui una panoramica di tutto ciò che s’intende con questo termine.

 

Local area network automation

La rete locale è caratterizzata da impostazioni di configurazione e profili che devono essere spesso modificati. L’impostazione manuale degli switch, dei router e dei tool di monitoraggio della rete non solo è un processo che richiede tempo, ma spesso si corre il rischio di fare errori e sbagliare configurazione.

In questi casi sono utili i tool di gestione e configurazione della rete in grado di mappare un database di dispositivi e servizi di rete, verificare i dispositivi mal configurati e che permettono agli amministratori di correggere gli errori senza sospensione delle inattività.

I tool di configurazione, come l’open source Netomata Config Generator, o le soluzioni commerciali, come Alterpoint od Orion NCM di Solarwinds, permettono agli amministratori di definire dove è necessario modificare la configurazione, agevolando il processo per aggiungere nuovi server o estendere le modifiche ad altri dispositivi.

L’automazione può dipendere anche dallo stesso hardware della rete locale. Le tecnologie Universal Port di Extreme Networks e Smartport di Cisco, per esempio, offrono agli amministratori la possibilità di individuare e classificare i dispositivi collegati alla rete locale e di applicare automaticamente script o macro in termini di QoS (qualità del servizio), VLAN o altro.

Un telefono IP da scrivania, per esempio, può essere dirottato su una specifica VLAN con una priorità più alta rispetto ad una postazione PC su base port-by-port, senza intervento dell’amministratore.

 

Automazione per ambienti virtuali

Per le aziende che hanno adottato la virtualizzazione, l’automazione e la gestione degli aggiornamenti sono diventate vere e proprie necessità. Gli ambienti virtuali favoriscono di proposito le modifiche che non sono necessariamente legate ad uno specifico hardware fisico. Non solo. Le virtual machine possono essere avviate, spente e spostate tra server fisici. L’automazione lo permette sulla base di eventi o tempi programmati.

Per esempio, se il dispositivo che controlla un’applicazione rileva un aumento di traffico in un’applicazione web, può chiedere all’ambiente virtuale di avviare una virtual machine per aiutare a sostenere il picco. Quando il picco di traffico è superato, queste virtual machine aggiuntive possono essere spente, ottimizzando così l’utilizzo del datacenter. I software di automazione della virtualizzazione hanno come obiettivo quello di gestire l’intero processo di fornitura del servizio dall’inizio alla fine sulla base di policy.

 

Automazione di reti di datacenter

Le opportunità di automazione di un datacenter vanno ben al di là del semplice ambiente virtuale. Reti storage, infrastrutture di telefonia IP e persino sistemi aziendali di gestione dell’energia si uniscono tutti nel data center; l’automazione diventa così un elemento importante per tenere in funzione tutto questo sistema dando coesione alla rete aziendale.

Per esempio: un sistema aziendale di gestione dell’energia può dialogare con il datacenter per ridurre il consumo di energia, che può rispondere chiudendo i servizi in stand-by, i telefoni non in uso, e persino i singoli switch per rispondere alla richiesta, senza richiedere alcun intervento manuale.

Allo stesso modo, un data center automatizzato può regolare la rete e l’assegnazione di priorità sul server durante ben precise finestre di backup, dando a questi processi le risorse per portare a termine il loro compito il più velocemente possibile. Il livello di automazione disponibile può alleggerire molto l’onere della fornitura di risorse di rete e di storage agli utenti che ne hanno bisogno.

 

Network automation e Cloud

I servizi Public Cloud, per loro natura, sono già altamente automatizzati. Un cliente può allocare risorse addizionali da Amazon, per esempio, e il servizio Cloud rende disponibili quelle risorse in modo automatico senza che alcun dipendente di Amazon sia coinvolto nel processo.

Quasi tutti i servizi public Cloud si basano su un modello di pricing di tipo “pay-for-what-you-use” (paghi solo ciò che utilizzi), lasciando all’IT il compito di entrarvi, eseguire il lavoro e uscirne.

Allo stesso modo, molte aziende IT si stanno orientando verso modelli di servizio IT simili e al private Cloud per la fornitura di servizi.

Queste aziende dovranno anche automatizzare i loro processi per mettere in piedi un modello self-service dello stesso tipo, basato non solo sulla fornitura di applicazioni agli utenti ma sulla fornitura e sul pagamento per le risorse di rete, di calcolo e di storage di cui le business unit dell’azienda hanno bisogno. I tool di fornitura di server automatizzati permettono all’IT di collegare gli utenti alle risorse, sia che tali risorse risiedano in-house o da un’altra parte.

redazione TechTarget da Digital4

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