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La virtualizzazione dei desktop non è solo una questione di convenienza

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Virtualization

La virtualizzazione dei desktop non è solo una questione di convenienza

18 Ago 2014

di redazione TechTarget da Digital4

Oggi il VDI ha sempre più senso in termini di total cost of ownerhsip. La legge di Moore senz’altro ha avuto la sua influenza, ma il consolidamento tecnologico ha fatto il resto

Contrariamente a quello che i vendor tendono a far credere (e che gli utenti possono confermare) una Virtual Desktop Infrastructure (VDI) non è più economica rispetto a un approccio fisico tradizionale.

In un libro intitolato “La delusione del VDI” l’autore, Brian Madden, dedica un capitolo al tema del come mentire sui modelli di costo. La sintesi è che per qualsiasi tesi si voglia dimostrare esistono dei numeri di supporto e di conferma.

Senza entrare nel dettaglio della digressione, il punto finale è che è possibile risparmiare scegliendo il VDI perché, fondamentalmente, si riduce una certa qualità della computer experience. Il che non significa ridurre la qualità del servizio proponendo, ad esempio un processore scadente rispetto a un più performante biprocessore oppure non fornendo GPU e via dicendo. Chi sceglie il VDI vuole le stesse performance delle macchine fisiche, se non di più. La differenza è su altri orizzonti logici.


Un aiuto dalla legge di Moore
Di VDI si è iniziato a parlare nel 2006 e nel corso di questi anni molte cose sono cambiate, a partire dalle tariffe.

Otto anni fa il costo per un desktop virtuale era di 5mila dollari: oggi è sceso a circa 300, il che la dice lunga su quanto la legge di Moore sia una conferma per chi aspetta con pazienza il consolidamento tecnologico e le nuove economie di scala prima di scegliere una certa innovazione.

Nel 2006, infatti, anche la server experience non era il massimo e anche per questo la declinazione desktop non aveva convinto le aziende. Si parlava di 500 dollari a macchina con prestazioni limitate che poi sono raddoppiate nel 2008 a parità di costo e poi ancora raddoppiate nel 2010, con una potenza incrementale ogni due anni. Di fatto oggi la quasi totalità dei data center ha decine di macchine logiche al suo attivo.

Tornando alla legge di Moore, per altro, c’è da aggiungere che non ha avuto lo stesso effetto sui computer fisici, il cui costo si aggira comunque tra i 500 e i 1000 dollari, considerando che molte componenti incidono ancora molto sul prezzo finale, dallo chassis in metallo all’alimentazione, dai costi legati alle consegne e alle licenze per il sistema operativo.

Così, quando si tratta di guardare a costi della VDI nel 2014 certo non si può dire che sia più conveniente rispetto al desktop computing tradizionale ma sicuramente si può confermare una VDI experience diventata decisamente più efficace ed efficiente.

redazione TechTarget da Digital4

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