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In Memory In Cloud: innovare il business e ottimizzare i processi

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Webinar - Tech InDepth

In Memory In Cloud: innovare il business e ottimizzare i processi

20 Mag 2016

di Valentina Bucci

Grazie alla diffusa digitalizzazione, oggi è facile per le imprese avere a disposizione grandi quantità di dati, ma poche realtà sanno tradurre questi stessi dati nella possibilità di erogare servizi in linea con le esigenze degli utenti generando nuove opportunità di business. Nel Webinar “In memory in cloud: la nuova business intelligence”, organizzato da ZeroUno in collaborazione con Hpe, Npo Sistemi e Wiit, si è parlato di quanto sia oggi essenziale l’utilizzo di tecnologie di analisi real-time, con vantaggi in termini di costi, flessibilità, sicurezza, anche in cloud.

“Disporre di una grande mole di dati non basta: è necessario sfruttarli correttamente rispetto ai modelli organizzativi dell’azienda e alle attitudini degli utenti e del mercato, per trarre da questi stessi dati un reale vantaggio in termini di business”: così Stefano Uberti Foppa, Direttore di ZeroUno, ha introdotto il Webinar “In Memory In Cloud: La Nuova Business Intelligence” realizzato da ZeroUno in collaborazione con Hpe, Npo Sistemi e Wiit. Come ha spiegato il Direttore, effettuare analisi real-time è ormai da riconoscere come una importante discriminante competitiva: “In mercati che vanno sempre più digitalizzandosi è necessaria una ri-articolazione della strategia di information management rispetto a cui le tecnologie di in-memory computing, e in particolare la loro fruizione via  cloud, rappresentano una opportunità che le aziende devono saper cogliere”.

L’In memory per dare velocità al business

I relatori del webinar, da sinistra: Stefano Uberti Foppa, Direttore di ZeroUno, Paolo Pasini, Direttore Unit Sistemi Informativi, Sda Bocconi, Leonardo Federighi, Operative Centers Director, Wiit e Fabio Tognon, Servers Country Manager, Hpe

Come ha sottolineato Paolo Pasini, Direttore Unit Sistemi Informativi, Sda Bocconi, la velocità di accesso ai dati e di analisi ottenibile grazie all’In Memory Computing (Imc) [tecnologia che permette l’elaborazione di grandi quantità di dati in tempo reale nella memoria principale del server per fornire risultati immediati da analisi e transazioni – ndr] si riflette in un miglioramento delle performance dell’azienda su più livelli:

a) sul piano della velocità di innovazione, ovvero nella generazione di prodotti e servizi nuovi sul mercato (molto utile in questo senso è l’Imc applicato alla lettura dei dati social da cui le imprese possono trarre informazioni preziose per capire i bisogni degli utenti e indirizzare l’innovation management);

b) sul piano della velocità di esecuzione dei processi e della business optimization: possono migliorare, grazie all’Imc, i processi operativi, transazionali, relazionali (“Forti i benefici che si possono ottener a livello di customer experience – dice Pasini – in campo sia b2b sia b2c”),  di controllo, performance management, forecast ecc.;

c) sul piano della velocità di reazione, ovvero di  Business Alignment/Fitting: si riducono i tempi di risposta agli eventi di mercato, soprattutto a quelli imprevisti, con benefici sostanziali, purché, come sottolinea Pasini “agli alert che le tecnologie ci permettono di attivare seguano poi processi correttivi adeguati”; non sempre questo è scontato: “Abbiamo osservato – spiega Pasini – molti casi di aziende in grado di tenere sotto controllo in tempo reale la risposta a una campagna pubblicitaria on line, ma non avere poi la capacità di reagire di conseguenza con dei processi operativi strutturati”.

Il cloud: tra i vantaggi, la competenza dei provider

La possibilità di fruire delle tecnologie di Imc via cloud, con la velocità di rilascio di servizi e soluzioni che solo la nuvola può offrire, rappresenta un ulteriore passo avanti in termini di velocità di business e capacità reattiva, ma non solo: “Ci sono livelli di servizio, sul piano della sicurezza, della competenza [del personale del cloud provider – ndr], della competitività dei costi, che soltanto un cloud provider può offrire”, dice Leonardo Federighi, Operative Centers Director, Wiit, che ha sottolineato in particolare, rispetto all’ultimo dei punti elencati, come sia vantaggioso per ogni azienda poter contare, quando affida i propri dati alla nuvola, sulla preparazione di un personale estremamente specializzato nella gestione dei server e delle infrastrutture destinate a ospitare questi stessi dati, con un grado di esperienza che difficilmente un personale interno può avere.

“L’importanza dei dati è diventata cruciale”, ha detto durante la tavola rotonda Fabio Tognon, Servers Country Manager, Hpe, a scansare ogni dubbio rispetto al fatto che l’Imc rappresenti solo una moda e non un trend tecnologico consolidato: “Pensiamo, per esempio – ha proseguito – all’Iot: l’In memory computing è estremamente prezioso anche rispetto a questo tema [per l’elaborazione real-time dei dati prodotti dagli smart objects – ndr] e può avere impatti molto positivi, in particolare, sulla filiera industriale”, dice Tognon, che riconosce nell’industria manifatturiera una delle principali candidate all’adozione di questo tipo di tecnologia in Italia.

L’Imc è anche per le Pmi

Le potenzialità dell’Imc in cloud possono essere sfruttate anche dalle Pmi: “Questi modelli sono una possibilità per tutti” ha detto Federighi, ammettendo solo la possibilità di un ritardo di questa fascia di mercato rispetto alle grandi imprese; sulla stessa linea Tognon, che rileva un interesse significativo  per questi argomenti: “Il fatto che le soluzioni siano granulari e scalabili ha portato anche nelle Pmi grande attenzione sul tema”.

L’importanza dell’assessment

Figura 1 – Trend sull’adozione di diverse tipologie di soluzioni Cloud: il modello ibrido in maggiore crescita – fonte: survey Gartner, 2014

“Troppo spesso trascurata, invece fondamentale, è la fase dell’assessment. È importante, prima di intraprendere qualsiasi progetto che miri a sfruttare l’Imc in cloud, mettere allo stesso tavolo It e business per capire qual è il disegno finale a cui si tende e quali sono gli obiettivi condivisi”, dice Tognon, che quindi sottolinea come la tendenza delle aziende sia oggi quella di definire, in queste fasi di assessment, un disegno che generalmente sfrutta come modello infrastrutturale il cloud ibrido, tendenza peraltro confermata da una ricerca di mercato Gartner proposta da Federighi all’attenzione dei partecipanti al webinar (figura 1).

“Ci muoviamo in un contesto in cui la digitalizzazione del business è l’elemento primario che andrà sempre più a rivestire la capacità delle aziende di proporre prodotti e servizi – dice a chiusura Uberti Foppa – In questo percorso, il tema degli analytics non va inteso come uno dei temi di riferimento, ma il criterio-base su cui sviluppare la strategia di business dell’impresa, sia per quanto riguarda le modalità operative interne sia nella capacità dell’azienda di interpretare le variabili di mercato e di anticipare i customer needs”


Sap Hana: analizzare i dati per indirizzare il business

La piattaforma per le business application in real time Sap Hana è pensata per offrire alle imprese una nuova generazione di applicazioni e analisi in tempo reale sviluppate per svolgere operazioni quali: analizzare l’orientamento dei clienti e l’efficacia delle promozioni; esaminare real-time l’impatto delle oscillazioni di domanda e offerta; ripianificare costantemente il business in base ai risultati di queste stesse analisi.

Wiit, società specializzata in servizi di Hosted Private Cloud per le medie e grandi imprese, è certificata Sap Hana e per offrire servizi con elevati standard qualitativi e di sicurezza si è dotata di 3 data center di proprietà grazie a cui è in grado di erogare servizi di private ed hybrid cloud, application management e disaster recovery e soluzioni di business continuity.

Hpe ha sviluppato il portfolio Hp Converged System per Sap Hana, che include sistemi ottimizzati studiati per ottenere prestazioni e disponibilità ad alti livelli per le esigenze di elaborazione in-memory dei client, con particolare attenzione a requisiti quali la gestione dei dati analitici e dei carichi di lavoro dei data warehouse e l’esecuzione delle applicazioni aziendali mission-critical S4/Hana.

 

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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