Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Vision Emea 2010: da Symantec il punto su sicurezza e storage

pittogramma Zerouno

Vision Emea 2010: da Symantec il punto su sicurezza e storage

14 Nov 2010

di Riccardo Cervelli

Sicurezza e storage sono i due elementi del Dna di Symantec che, ell’edizione 2010 di Vision Emea, illustra la tecnologia di sicurezza Ubiquity, per aumentare la possibilità di individuare malware costantemente mutante. Attraverso le parole di Anil Chakravarthy, Senior Vice President Storage and Availability Management dell’azienda, ecco come viene declinata la strategia in ambito storage, focalizzandosi su consolidamento e virtualizzazione. Nella foto Anil Chackravarthy, Senior Vice President Storage and Availability Management di Symantec

Storage e sicurezza vanno a braccetto quando parliamo di Symantec. Un connubio che esprime il massimo del suo senso quando dal concetto di protezione dei sistemi It passiamo a quello, semanticamente più ampio, di protezione degli individui e delle informazioni. Una protezione che si attua in modi diversi e complementari: da quella contro l’azione di malware sviluppato da cybercriminali per rendere facilmente sottraibili dati a complessi sistemi di identificazione per autorizzare l’accesso a determinati sistemi e alle informazioni in essi trattate e memorizzate; dall’applicazione di policy riguardanti l’utilizzo del Web alla tutela dei dispositivi aziendali. Bisogna poi sottolineare che oggi la protezione delle informazioni va estesa dai server e dai pc desktop ai pc laptop, ai tablet e agli smartphone, dato che la convergenza dell’Ict su diversi form factor e diversi sistemi operativi è ormai una realtà sotto gli occhi di tutti, compresi, sfortunatamente, anche i cybercriminali. E, come conseguenza della cosiddetta “consumerizzazione”, che fra i vari effetti ha quello della tendenza a utilizzare gli stessi dispositivi e gli stessi software o siti Web sia per scopi professionali che per motivi personali, chi sviluppa soluzioni di sicurezza e storage, e chi le gestisce nelle aziende, deve confrontarsi con cambiamenti nei confini del mondo digitale e nelle applicazioni da tenere sotto controllo.

L’ubiquity della sicurezza
Di queste problematiche si è discusso nell’evento Vision Emea 2010 organizzato da Symantec nello scorso ottobre. Una manifestazione rivolta a clienti, partner e giornalisti in cui la società che ha recentemente acquisito il leader dei certificati Ssl e dei servizi di autenticazione Verisign, e quelli della crittografia Pgp e GuardianEdge, ha anche effettuato una nutrita serie di nuovi annunci.
Tra questi un posto di rilievo spetta a Ubiquity, una nuova tecnologia di sicurezza che aumenta la possibilità di individuare malware continuamente mutante che, precedentemente, rischiava di eludere i sistemi basati su blacklist e whitelist.  Ubiquity si basa sulla cosiddetta community-reputation, ovvero sull’analisi dei pattern di utilizzo dei software da parte degli oltre 100 milioni di utenti Symantec che inviano, in modo anonimo e automatico, informazioni. Grazie all’integrazione dei dati provenienti dalla community e quelli elaborati dal Symantec Global Intelligence Network, il vendor dichiara di disporre di un database di software pari a 1,5 milioni di file eseguibili.
Un altro ambito di rilevanti novità è quello della crittografia e della prevenzione alla perdita di dati. I nuovi prodotti rilasciati recentemente da Symantec in questo settore (grazie anche all’integrazione di Pgp e di GuardianEdge) consentono al vendor di proporre una piattaforma di crittografia integrata che copre dalle penne Usb fino ai laptop e ai server. Infine sono da segnalare un potenziamento dei servizi hosted – basati sulla più che decennale esperienza di Symantec nei servizi SaaS –  a vantaggio, soprattutto, delle Pmi, e l’estensione delle capacità dei software di sicurezza Norton dalla piattaforma pc ai device mobili, inclusi gli iPhone e gli iPad. Dispositivi che utilizzano diversi sistemi operativi, da Windows Phone a Symbian, da BlackBerry ad Android.

Storage: protagonista negli ambienti high end
A Vision 2010, ZeroUno ha avuto la possibilità di intervistare Anil Chakravarthy, Senior Vice President Storage and Availability Management di Symantec. Con Chakravarthy abbiamo potuto rilevare come il vendor, che alcuni anni fa ha acquisito Veritas, uno dei più importanti produttori mondiali di software per la gestione dei file system e dello storage, sia fortemente impegnato a giocare un ruolo da protagonista anche negli ambienti high-end, a partire dalla virtualizzazione, il trend più importante in questo momento nel mondo dei data-center.
“Fino a poco tempo fa – sostiene Chakravarthy – non era facile comprendere come, nel contesto della virtualizzazione, si dovessero connettere storage e applicazioni. In Symantec vediamo la virtualizzazione come la prossima generazione dei sistemi operativi e quindi siamo impegnati a proporre tecnologie che semplificano l’utilizzo e aumentano la disponibilità dello storage anche in questo contesto. Per noi la virtualizzazione non è altro che un sistema operativo di nuova generazione o un’estensione dei sistemi operativi esistenti. Le nostre soluzioni in questo ambito supportano gli ambienti di virtualizzazione più utilizzati, da Vio per Ibm Aix o Solaris, per esempio, a Hyper-V di Microsoft”. Le soluzioni per la virtualizzazione targate Symantec, secondo Chakravarthy, vengono oggi incontro anche alle esigenze degli ambienti ibridi. “Se prendiamo una banca online – esemplifica – possiamo trovare un front-end basato su un Web server virtualizzato, e applicazioni e backend installati, invece, su server fisici. Symantec Storage Foundation Ha inserisce tra i server e le risorse storage diverse tecnologie in grado di garantire la maggiore disponibilità dello storage in ambienti eterogenei”.
Anche per Chakravarthy, infine, chi sviluppa soluzioni di storage management e high availability deve dare seguito a trend emergenti come il “green computing” e la consumerizzazione dell’It . “I consumi elettrici dei data center – sottolinea l’executive di Symantec – rappresentano una percentuale rilevante su quelli totali. In un data center, uno dei maggiori responsabili dei consumi elettrici, di raffreddamento e di spazio fisico è lo storage. Di qui l’importanza di ottimizzare il suo utilizzo tramite il consolidamento e la virtualizzazione. Con soluzioni come il nuovo Filestore possiamo aiutare le imprese a implementare il migliore disaster recovery diminuendo i consumi di energia non legati a effettivi carichi di lavoro. Infine, sempre più dipendenti – conclude Chakravarthy in tema di IT consumerization – vogliono utilizzare in azienda diversi tipi di device e i siti di social networking come Facebook o Linkedin. Da questi trend deriva una crescita inedita di dati non strutturati da archiviare, come, per esempio, i video per l’applicazione Quicktime. Tipologie di informazione che impongono nuove sfide a livello di storage e sicurezza”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

Articolo 1 di 4