Multicloud e sanità: ecco cosa sta succedendo nel mondo

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Multicloud e sanità: ecco cosa sta succedendo nel mondo

L’attenzione alla continuità aziendale e al disaster recovery favorisce l’adozione del cloud ma le principali sfide multicloud includono l’integrazione dei dati tra i cloud, la gestione dei costi e le prestazioni con reti overlay

23 Mar 2022

di Redazione

Secondo i risultati relativi al settore della sanità dello studio Enterprise Cloud Index reso noto da Nutanix, le aziende di questo comparto sono nella fase iniziale di adozione del cloud e in ritardo rispetto alla media totale degli altri. Tuttavia, si prevede una crescita dal 27% al 51% nel corso dei prossimi tre anni, in linea con il trend globale di evoluzione verso infrastrutture IT multicloud, che comprendono un mix di cloud privati e pubblici.

Nello studio condotto da Vanson Bourne, per il quarto anno consecutivo, intervistando 1.700 decisori IT in tutto il mondo, si legge, in particolare che, sebbene l’adozione del multicloud sia in aumento, la complessità della gestione tra diversi cloud rimane una sfida importante per le aziende che operano nel settore della sanità, con il 92% degli intervistati che concorda sul fatto che sia necessario semplificare la gestione delle infrastrutture multicloud.

Per affrontare le principali sfide legate all’interoperabilità, alla sicurezza, ai costi e all’integrazione dei dati, il 90% concorda, infatti, sul fatto che un modello multicloud ibrido sia l’ideale.

Più nello specifico, agli intervistati è stato chiesto quali sono le sfide che stanno affrontando in termini di cloud, come stanno eseguendo le applicazioni aziendali e dove pensano di eseguirle in futuro. È stato inoltre chiesto loro l’impatto della pandemia sulle decisioni attuali e future relative alle proprie infrastrutture IT e come la strategia e le priorità IT possono cambiare di conseguenza. Di seguito i risultati chiave dello studio.

Le principali sfide multicloud includono l’integrazione dei dati tra i cloud (49%), la gestione dei costi (48%) e le prestazioni con reti overlay (45%). Sebbene l’adozione del multicloud sia in aumento, la maggior parte delle aziende che operano nel settore sanitario deve fare i conti con la realtà di operare su più cloud, privati e pubblici. Dato che oltre l’84% afferma di non avere attualmente le competenze IT necessarie per soddisfare le richieste aziendali, la semplificazione delle operations sarà un obiettivo molto importante per molti nel corso del prossimo anno. Tuttavia, i leader IT sono consapevoli del fatto che non esista un approccio unico al cloud, il che rende il multicloud ibrido ideale secondo la maggioranza degli intervistati.

La mobilità delle applicazioni è al primo posto. Tutte le aziende che operano nel settore sanitario (il 100%) hanno spostato una o più applicazioni in un nuovo ambiente IT negli ultimi 12 mesi, trasferendo con ogni probabilità le applicazioni dagli ambienti legacy three-tier ai cloud privati, considerando che la penetrazione del cloud privato e del data center tradizionale nel settore sanitario è superiore alla media.

Tuttavia, l’80% degli intervistati concorda sul fatto che spostare un carico di lavoro in un nuovo ambiente cloud può essere costoso e richiedere molto tempo. La sicurezza (48%) viene citata come la ragione più frequente per tale spostamento, superando la media globale (41%), seguita dalla possibilità di ottenere il controllo dell’applicazione (38%) e dal miglioramento delle prestazioni (36%).

Anche l’attenzione alla continuità aziendale e al disaster recovery favorisce l’adozione del cloud. Essendo un settore altamente regolamentato, le aziende del settore sanitario sono state più lente nell’adozione del cloud pubblico come componente principale dei loro ambienti IT per motivi di sicurezza.

Tuttavia, i professionisti IT del settore hanno indicato l’intenzione di utilizzare i servizi di cloud pubblico come infrastruttura IT supplementare a cui possono ricorrere per migliorare i livelli di business continuity e le impostazioni di disaster recovery.

Hanno infatti citato più spesso il miglioramento di tali livelli come motivazione dei loro piani triennali per incrementare l’uso del multicloud (38%). L’interesse del settore della Sanità in tal senso potrebbe portare ad una maggiore accettazione del cloud pubblico e in generale a un’accettazione generale del multicloud.

Infine, le priorità dell’IT in ambito sanità per i prossimi 12-18 mesi includono l’adozione del 5G (47%) e dei servizi basati su Intelligenza Artificiale e machine learning (46%), il miglioramento di business continuity e disaster recovery (45%) e la gestione multicloud (44%). Gli intervistati hanno inoltre affermato che la pandemia Covid-19 li ha spronati ad aumentare la loro spesa IT in alcune aree, come il rafforzamento del livello di sicurezza (62%), l’implementazione della tecnologia self-service basata su Intelligenza Artificiale (60%) e l’aggiornamento dell’infrastruttura IT esistente (48%).

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