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“Così trasformiamo i dati in informazioni utili per decidere”

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Interviste

“Così trasformiamo i dati in informazioni utili per decidere”

02 Apr 2013

di Daniele Lazzarin da Digital4

Fredi Agolli, country manager di Informatica in Italia, fa il punto dell’offerta e dei clienti della ‘data integration company’ nel nostro Paese. I casi RCS e Banca Popolare Emilia Romagna

Nelle aziende i dati sono asset strategici, ma gestirli e trasformarli in informazioni utili è sempre più complesso man mano che crescono i volumi di tali dati, i tipi di fonti da cui provengono, e i sistemi e repository che devono scambiarseli. La californiana Informatica si è sempre concentrata su questi aspetti, definendosi ‘the data integration company’: nel 2012 ha ottenuto la leadership nei Magic Quadrant di data integration e data quality di Gartner, e superato gli 800 milioni di dollari di fatturato. A Fredi Agolli, country manager di Informatica Italia (nella foto), abbiamo chiesto qualche dettaglio sull’offerta e sui clienti del vendor nel nostro Paese.

Dall’ETL alla visione d’insieme

Fredi Agolli, country manager di Informatica in Italia“L’idea è di permettere alle aziende di sfruttare il patrimonio informativo a prescindere da dove sono i dati, e senza porre vincoli tecnologici hardware, software e di competenze – spiega Agolli -. Informatica è partita da un tool di ETL (extract-transform-load, ndr) per estrarre i dati ovunque siano, aggregarli ed elaborarli alla luce delle esigenze del business, e caricare i risultati in dashboard decisionali, e nel tempo ha ampliato la piattaforma con soluzioni per la qualità del dato, andando poi ancora oltre per permettere all’azienda utente una visione d’insieme del business”.

La piattaforma di Informatica insomma, sottolinea Agolli, permette l’accessibilità ai dati, li bonifica e li standardizza, e infine li trasforma in informazioni di business, in modo da consentire per esempio di definire campagne marketing mirate e monitorare trend e comportamenti dei clienti nel modo più opportuno.

I casi RCS e BPER

“Un esempio è RCS, che ha adottato la nostra soluzione di Master Data Management per sfruttare al meglio i dati sui clienti a fronte di un business che nell’editoria sta cambiando radicalmente col passaggio dal cartaceo al digitale: RCS ha oltre 10 milioni di diversi servizi sul digitale, ‘pacchetti’ che vanno assemblati su misura e proposti al cliente mentre è online in tempo praticamente reale”. Altro esempio è BPER (Banca Popolare Emilia Romagna), “che ha deciso tre anni fa di rifare il sistema CRM per rispondere alle nuove esigenze di multicanalità, passandolo anche da mainframe ad architettura aperta, per garantirsi più flessibilità di fronte a un business in continua evoluzione: si sono affidati a Informatica per l’allineamento dei dati che stanno sul mainframe, che comunque continua a essere utilizzato, e la sincronizzazione dei dati del CRM, che sta su Oracle Exadata”. Oltre a RCS e BPER, altri nomi di clienti italiani sono Consip, Sogemi, Ministero della Giustizia, Wind, Fastweb, Vodafone, SMA, Carrefour, Axa, Generali, Deutsche Bank, Mediolanum, Mediaset e Publitalia. “Lavoriamo con tutti i settori, perché i temi della data integration sono trasversali: per lo più con aziende medio-grandi, ma ci rivolgiamo anche alle PMI attraverso i partner”. La versione più recente (9.5) della suite di Informatica amplia il supporto per Hadoop e altre piattaforme analitiche come Oracle Exadata, e aggiunge capacità di elaborazione di dati non strutturati come i post sui social media, ed è interessante capire con Agolli se queste funzioni ‘Big Data’ siano già richieste dai clienti italiani.

Big Data e Cloud: se servono, vanno usati

“Per noi Big Data sono tutti i dati che possono essere rilevanti per il business dei clienti. La crescita continua dei volumi o l’eterogeneità dei dati non sono problemi nuovi; di nuovo c’è la disponibilità di un framework come Hadoop, che in sintesi dà capacità elaborativa a basso costo. Ma oggi le aziende hanno in casa gli skill per sfruttare Hadoop? Spesso no, perciò noi lo consideriamo semplicemente come un nuovo sistema sorgente: abbiamo un modulo Big Data Edition, ma la piattaforma è sempre la stessa, per cui abbiamo già clienti in produzione che usano Hadoop senza accorgersene in termini di competenze interne”. Lo stesso ragionamento pragmatico vale per Agolli anche per il cloud computing: se serve per risolvere delle esigenze concrete, va usato senza dubbi. “Un esempio è Prestige Cruise Holdings, specialista di crociere di lusso: aveva un data warehouse tradizionale, ma ha spostato il CRM su Salesforce.com per avere più flessibilità e gestirlo con una sola persona. Quindi per avere la visione completa dei clienti, cioè delle agenzie di viaggio, deve sincronizzare i dati CRM con il data warehouse. All’inizio ha trascurato la complessità d’allineamento, poi si è resa conto dei rischi sul livello di servizio verso le agenzie, e ha adottato la nostra soluzione di cloud data integration: in un mese siamo andati live, la sincronizzazione è avvenuta in 12 ore, e la gestione è affidata alla stessa unica persona che si occupa del CRM in cloud”.

Daniele Lazzarin da Digital4
Giornalista

Ingegnere gestionale (Politecnico di Milano) e giornalista professionista dal 1999. Scrivo di progetti di digitalizzazione nelle aziende e business application su Digital4, sia per la rivista di carta sia per il sito web, prevalentemente sui canali Digital4Executive, Digital4SupplyChain, Digital4PMI, Digital4Finance, Digital4Manufacturing.