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Cisco mescola collaboration e sicurezza in salsa cloud

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Cisco mescola collaboration e sicurezza in salsa cloud

16 Giu 2009

di Giulio Ferrari

Una trasformazione delle tecnologie di sicurezza che viene da lontano (ricordate la Self Defending Network?) porta Cisco verso il cloud computing

Ironport. Si trattava di un primo passo verso l’erogazione di applicazioni in the cloud, ora chiamati Security Cloud Services, che mettono insieme servizi Webex e Ironport verso le organizzazioni con appliance locale (on premise). Cisco ha così accumulato diversa esperienza sull’erogazione di servizi in modalità Saas (software as a service). Questa si è arricchita anche di un servizio di correlazione globale delle minacce che utilizza i dati di intrusion prevention di apparati Ips sparsi in tutto il mondo per fornire modelli di comportamento e analisi delle minacce.
Ma Cisco stava solo saggiando le acque dei servizi in the cloud. Ora il vendor numero uno delle reti non solo sta considerando di controllare più da vicino il suo ruolo di protettore delle reti aziendali, ma sta espandendo la sua rete di protezione sulla rete Internet, il cloud appunto, traendo beneficio dalla conoscenza acquisita da centinaia di migliaia di dispositivi che popolano la rete.
Questa strategia si delinea a partire da un’opportunità di mercato che, come spiega  Roberto Mircoli (nella foto in alto), manager of Business Development di Cisco Italy, parte da stime di valore di 19 miliardi di dollari globalmente in tre anni per la sola erogazione in modalità as a service delle applicazioni  di sicurezza e collaboration (Webex): “Nuovi modelli di collaborazione penetrano all’interno delle organizzazioni. Il contesto esterno è quello del cloud computing. Ma le organizzazioni devono conciliare con la sicurezza il modello Saas dei loro schemi organizzativi. Infatti in questo processo esistono elementi di freno e potenziali inibitori che possono essere individuati nella necessità aziendale di controllare i livelli di sicurezza e gestirne le policy. La dicotomia tra modello on premise e modello Saas va risolta. E Cisco è intenzionata a risolverla, anche a partire dalla piattaforma di collaboration Webex, che ora diventa Webex Collaboration Cloud e serve 10 milioni di utenti ogni mese”.
Ma la vera novità riguarda la sicurezza, e se il perimetro aziendale diventa mobile, le problematiche di sicurezza cambiano. Cisco le  affronta secondo tre filoni: Threat Intelligence, sicurezza end to end e servizi abilitanti il business aziendale. Questo si traduce in una nuova spinta verso la sicurezza da parte di Cisco che prevede i Cisco Security Cloud Services, la versione 7.0 del software Intrusion Prevention System (Ips) e la versione 8.2 del software per la piattaforma hardware Asa (Adaptive Security Appliance), che si arricchisce di un software di filtraggio e rivelazione delle botnet.
Al di là delle sigle di prodotto si tratta di espandere lo sforzo per la sicurezza aziendale oltre l’offerta Ironport e ottenere maggiore tempestività nella scoperta delle minacce attraverso la condivisione e la correlazione delle informazioni su una base globale. Per Cisco questa correlazione globale delle minacce resa possibile dal cloud porterà ai clienti un incremento significativo della sicurezza preventiva dalle minacce e dalle intrusioni.

Giulio Ferrari

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