Amazon Web Services: tutto ciò che ti serve è nel cloud

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Amazon Web Services: tutto ciò che ti serve è nel cloud

È il messaggio che emerge dal Summit Amazon Web Services (Aws) 2016 di Milano, attraverso la distribuzione di nuove applicazioni su cloud di default e una migrazione facile e rapida di quelle esistenti. Anche le aziende italiane sembrano convinte ad abbracciare la scelta cloud anche per aree core, business, come nei casi di Enel e Mediaset. Fondamentale per abilitare la transizione, la creazione di un ecosistema di partner globali e locali.

18 Mag 2016

di Elisabetta Bevilacqua

MILANO – “Aver organizzato il Summit Aws, con la presenza del Cto di Amazon e di clienti che possono annoverarsi tra le principali aziende italiane, indica la volontà di contestualizzare meglio l’Italia come mercato rilevante”, sostiene Nicola Previati Head Aws Italia, commentando l’evento che ha visto la partecipazione di oltre 2mila fra clienti, sviluppatori e partner.
Il ciclone cloud, che Aws abilita per milioni di clienti, ha generato per l’azienda un incremento del 69% del fatturato nell’ultimo trimestre del 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, tasso che fa ipotizzare un annual run-rate (fatturato previsto nell’anno) di oltre 9 miliardi di dollari.

Nicola Previati, Head Aws Italia

La motivazione che spinge le imprese verso il cloud è, secondo Werner Vogels, Cto di Amazon, soprattutto la necessità di velocità e di agilità, cruciali per il loro futuro. Se ne sono convinte anche grandi aziende italiane come ad esempio Enel, Eataly, Ferrero e Mediaset o startup di successo come Decysion.
Enel ha scelto Aws per la migrazione in cloud del 75% della propria infrastruttura (50% public, 25% private). Oltre 5mila server sono già stati trasferiti da settembre 2015 ad oggi, con un ritmo di 25 al giorno. Mediaset è invece ricorsa ad Aws per dimezzare del 50% il time to market dei nuovi servizi Ott (Over the top) rivolti ai suoi 700mila utenti dei servizi Premium Play e Premium Online. Mentre Decysion, startup italiana che ha ricevuto 22 milioni di finanziamenti in Usa, ha realizzato nel cloud attraverso gli strumenti di Aws, il proprio “sistema nervoso” digitale, in grado di connettere dati, processi, macchine e persone.
Il Summit è stato l’occasione per presentare gli strumenti fondamentali a disposizione delle imprese per una transizione verso il cloud. Difficile poter elencare tutti i servizi Aws, passati dagli 82 del 2011 agli oltre 700 a fine 2015.
Tutte le problematiche delle imprese e gli aspetti critici della transizione sono stati sintetizzati da Vogels in sette macro-aree: si va dagli Analytics, datawarehouse, big data e modelli predittivi (QuickSight, Kinesis Streams,…), alla gestione dell’esplosione dei dati (storage Aws, Aurora), dall’elaborazione memory intensive (Sap Hana e Spark), all’adattamento alle diverse necessità di elaborazione (Elastic Compute Cloud), dalla mobilità (Mobile Hub), all’internet degli oggetti (Aws IoT) fino alla sicurezza (Aws Encryption Sdk).

Canale: le cloud boutique

Werner Vogels, Cto di Amazon
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Importanti anche soluzioni e servizi per gestire la transizione. “Garantire la continuità durante la migrazione dei data base è sfidante, ma lo è ancora di più quella fra differenti motori”, sottolinea Vogels. Da qui l’offerta di servizi di migrazione per database e tool che garantiscono la continuità del business, mentre per il trasferimento di grandi quantità di dati, per e da cloud, c’è il servizio di “trasporto” Snowball.
L’esperienza Amazon smentisce l’idea di disintermediazione collegata al cloud: “Per il mercato italiano, eterogeno e distribuito geograficamente, è fondamentale il ruolo del canale”, afferma Previati. Le cloud boutique (piccole ma superesperte) vanno così a sommarsi ai system integrator nazionali come Reply o globali come Accenture ed Ericsson. Nel caso di Ericsson è stata realizzata un’alleanza con l’obiettivo di accelerare l’adozione dei servizi cloud attraverso programmi di trasformazione, consolidamento dei data center e migrazione applicativa. 

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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