Dal 20 ottobre 2026 PMI e lavoratori autonomi potranno compilare la domanda per il voucher cloud e cybersecurity. L’invio formale si aprirà alle 12 del 10 novembre e terminerà alle 12 del 20 gennaio 2027.
Il decreto direttoriale del Mimit del 4 agosto 2026, pubblicato sul sito ministeriale il 7 agosto, rende operativa una misura da 150 milioni di euro. La domanda dovrà indicare lo stato di partenza nei servizi cloud e di cybersecurity, il miglioramento atteso, i prodotti scelti e i relativi fornitori.
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Le risorse, il calendario e i requisiti
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, per piani da almeno 4.000 euro e fino a un’agevolazione di 20.000 euro. Le risorse provengono dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020; poco più di 71 milioni dei 150 totali sono riservati ai piani di spesa realizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Possono partecipare PMI e lavoratori autonomi operanti in Italia che dispongano di una connettività di almeno 30 Mbps in download e rispettino gli altri requisiti amministrativi previsti dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025.
La procedura segue l’ordine cronologico di presentazione. Ogni soggetto può inviare una sola domanda; in caso di esaurimento delle risorse, lo sportello può chiudere prima del termine di gennaio. Servono Pec, firma digitale, verifica della posizione sugli aiuti de minimis e, per le imprese tenute all’obbligo, l’adempimento relativo alla copertura assicurativa contro le calamità naturali.
La concessione non anticipa la spesa. Il decreto stabilisce che i costi siano sostenuti dopo la domanda; la prima quota del contributo si può chiedere solo dopo aver realizzato almeno il 50% del piano ammesso. Per molte aziende, dunque, il budget IT e la disponibilità di cassa devono essere definiti insieme.
Cosa finanzia il voucher cloud e cybersecurity per PMI
Il perimetro comprende cinque gruppi di intervento: hardware di sicurezza, software di cybersecurity, servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma, applicazioni SaaS e servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo. Firewall, strumenti di gestione delle vulnerabilità, sistemi SIEM, backup, database, virtual machine, protezione DDoS, CRM, ERP e software di contabilità possono rientrare nella misura alle condizioni previste dal Mimit.
Il voucher non finanzia prodotti con prestazioni analoghe a quelle già in uso, aggiornamenti privi di un miglioramento sostanziale, estensioni di licenze o incremento di utenze. Le FAQ del Mimit precisano inoltre che ERP e CRM sono ammissibili solo come servizi cloud SaaS; la formazione e la consulenza puramente teorica restano escluse.
Il progetto deve descrivere un upgrade
Un piano fondato sul backup può essere ammissibile quando introduce una protezione più avanzata, il monitoraggio o capacità di ripristino prima assenti. Lo stesso criterio vale per un passaggio da un gestionale installato localmente a un SaaS, oppure per l’integrazione di un sistema di gestione delle identità, rilevazione delle vulnerabilità e log centralizzati in un ambiente oggi frammentato.
La descrizione non va trattata come un allegato formale. Il decreto chiede infatti di rappresentare lo stato iniziale e l’upgrade garantito dall’offerta. Conviene partire da una mappa essenziale: asset coinvolti, dati trattati, dipendenze applicative, rischio operativo, servizio da introdurre e risultato verificabile. Questa sequenza aiuta anche a evitare investimenti che appaiono nuovi sulla carta ma risultano equivalenti nel controllo istruttorio.
Fornitori e catalogo
I servizi e i prodotti devono essere presenti nell’elenco dei soggetti abilitati predisposto dal Mimit. La scelta di un vendor diffuso sul mercato non è sufficiente: il team IT deve verificare il fornitore, il servizio specifico e il codice identificativo da riportare nella domanda. Le offerte devono dettagliare le voci di costo e collegare ciascuna proposta al miglioramento rispetto alla configurazione esistente.
I servizi professionali possono entrare nel piano fino al 30% della spesa complessiva e devono essere collegati all’implementazione o alla gestione delle tecnologie finanziate.













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