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Rcs Nest: startup nel segno del Social

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Rcs Nest: startup nel segno del Social

23 Giu 2014

di Valentina Bucci

La vocazione Social caratterizza la maggior parte delle startup selezionate per Rcs Nest, l’incubatore digitale di Rcs e Digital Magics nato per supportare la crescita di giovani imprese appartenenti al panorama dei new media e del marketing online. Un’occasione per parlare anche delle possibilità che il nostro territorio può offrire all’imprenditoria digitale giovanile.

MILANO – Rcs e Digital Magics (venture incubator di startup innovative) hanno di recente presentato le prime startup selezionate per il progetto Rcs Nest: l’iniziativa nasce qualche mese fa per supportare attraverso servizi finanziari e di mentorship lo sviluppo e la crescita di giovani imprese appartenenti al panorama dei new media e del marketing online. “Spesso il problema, per queste realtà, è dover provvedere a tutto ciò che ‘sta intorno’ alla loro idea: marketing, rapporti con i media, aspetti amministrativi e logistici. Noi li aiutiamo perché possano concentrarsi solo sullo sviluppo del loro progetto”, ha commentato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato del Gruppo Rcs, definendo il progetto “un nido [nest, in inglese – ndr] dove le migliori startup possono crescere per poi prendere il volo”.

Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato del Gruppo Rcs

L’aspetto Social caratterizza la maggior parte delle iniziative scelte confermandosi trend di grande attrattiva: Intertwine è una piattaforma web di editing multimediale collaborativo: stimola la creatività offrendo agli utenti la possibilità di interagire e collaborare per creare e pubblicare opere multimediali condivise; Network Mamas è un marketplace dedicato alle mamme dove è possibile offrire e ottenere consulenze o video-lezioni online da professioniste esperte in diversi settori, e che, permettendo alle mamme di organizzare il loro tempo con maggior libertà lavorando da casa, si fa promotore di un interessante modello di smartworking; Twigis è una community dedicata specificatamente ai bambini che mette loro a disposizione uno spazio sicuro e controllato per giocare, imparare e soprattutto interagire; citiamo anche Dunkest, community e fantasy game dedicata al mondo del basket, My Beauty Box, community online di cosmetica e bellezza e, più sul versante e-commerce, Made.com, che propone mobili e oggetti di design a prezzi accessibili grazie all’assenza di intermediari tra produttore e utente finale.

Alfonso Fuggetta, Amministratore Delegato di Cefriel

Qual è il panorama, a livello Italia, in cui si inserisce questo progetto? Che possibilità sta dando il nostro territorio all’imprenditoria digitale giovanile? Il quadro tracciato dagli ospiti è di luci e ombre. Dal punto di vista del contesto normativo è stato fatto molto a livello sia di agevolazioni fiscali sia di diritto fallimentare. È sul piano dei numeri che siamo indietro; il venture capital è scarso, hanno dichiarato a più voci gli intervenuti all’incontro. Per questo dobbiamo diventare attrattivi e legarci al networking internazionale. Alfonso Fuggetta, Amministratore Delegato di Cefriel, invita però a mantenere un atteggiamento positivo: “Si avverte una maggiore consapevolezza. Il fatto stesso di essere qui con un gruppo editoriale storico quale Rcs a parlare di innovazione digitale è significativo”. Restano in ogni caso degli ostacoli da superare: il Country Manager della società di marketing Wpp Massimo Costa parla di “dazio culturale” che l’Italia paga, quello del suo passato manifatturiero, di un mercato tradizionalmente lontano dal concetto di servizio, dove molti imprenditori faticano a far proprie le logiche del digitale. Infine un invito a procedere con il giusto atteggiamento nei confronti delle start-up: si tratta di imprese, e come tali devono rispondere a logiche di business; dobbiamo evitare un eccesso di paternalismo: lo startupper non è un mestiere, ma uno stato di passaggio. Il consiglio dei relatori è quindi quello di mantenere un sano pragamatismo creando aziende innovative, ma anche capaci di rispondere a specifiche esigenze del mercato.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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